
La colonna sonora dell’adorazione s’intreccia col gorgoglìo dell’acqua della bombola a ossigeno, con l’ansimare del condizionatore, che sembra sempre sul punto di spirare, come tutti i condizionatori che si rispettino in questa estate torrida, con i passi felpati della badante africana che non vuole disturbare, coi rumori provenienti dal piano superiore, le grida dei bambini, della cognata sul punto di una crisi isterica, coi richiami della piazzetta che ci ha visto giocare da bambini, col canto degli uccelli, il frusciare dei pini, lo scorrere lento della storia, che certamente ha un senso, anche se in pochi lo capiscono. Che ne pensi, lettore, che ne pensi lettrice? Dio, da qualche parte, fa il tifo per noi, ci suggerisce, cercando di parlare più chiaro del nemico, che è sempre lì, a confondere le carte. Mi commuovo pensando a questa lunga battaglia che si svolge in mezzo a noi, dentro di noi, questa guerra all’ultimo sangue tra il bene e il male, mentre qualcuno vede le partite, qualcun altro agonizza sul letto d’ospedale, i bimbi giocano nella piazzetta e io già m’innamoravo della bambina bionda che veniva in bicicletta dall’isola di fronte, gettando lo scompiglio nella banda di noi nullafacenti imberbi e stralunati, com’è giusto a quell’età, quando ancora non sai niente della partita a scacchi tra l’Onnipotente e il suo avversario, e torni a casa sudato, pronto a divorare quello che la mamma mette sulla tavola, e ora che è distesa sul letto e si addormenta davanti alla TV, ti sembra, all’improvviso, che siano passati secoli o millenni, e non vedi quasi l’ora che Dio ti dica vieni, combatti con me, ah, me l’ha già detto, sono anni che combatto, inseguendo i rumori della colonna sonora della trasmissione, della bombola a ossigeno, del condizionatore che non ce la fa più, ma continua a respirare, come mia madre, che ha gli occhi fissi sull’Ostia, come se dovesse giungere da lì l’unico rumore, l’unica voce degna di essere ascoltata, come se la storia scorresse tutta verso quel punto, e tutti, tutti, nello stesso momento, dicessero, anzi, gridassero: vieni, vieni Signore, non ci abbandonare in questa lotta sanguinosa, dicci, grida anche tu, che alla fine, proprio alla fine, vinceremo.

Un brano dal sapore biblico, ricorda la lotta di Giacobbe con Dio, o il grido dei salmi, che si chiudono però tutti in gloria perché, si, la storia scorre tutta verso quel punto e alla fine, proprio alla fine, sappiamo che vinceremo.