di Luca Ariano & Franz Krauspenhaar
Scendere dalle scale lungo la via Emilia
– col gatto grasso come un vitello a graffiare
il portone;
l’odore di olio e gomme dell’officina sono
una foto della Gazzetta anni ’50,
il caldo fuori stagione da smaltire una sera
al Parco Martini, coi ragazzini ancora sudati
dell’ultimo calcio, d’una pallonata metallica.
Enrico coi suoi santini e catenine ti racconta
che finirai all’Inferno col tuo sorriso miscredente
e ti spettegola della Loredana
che di letto in letto è scoccata dietro quella scrivania.
Parma è un viale di platani sgasato nelle scintille
dei filobus e il paesone si risveglia dal sonno
con nuovi mercanti pronti a vendere l’illusione
di una bella giornata come se il Tisìn fosse lo specchio
d’un tempo e fiulìn corressi in cortile.
Cammino a cercare la Gazzetta, giro attraverso il Regio
sono tornato dopo anni ch’erano giorni e adesso
mi stanco gli occhi dietro le paratie delle ragazze
sotto, dietro, a gonne come ventagli di fresco amore
questa sensualità di coppe, spade, profumi d’Austria
atterrati dal tempo fin qui col vapore dei fiori.
E’ una via Emilia che spuma incenso e afrore di grana
con fabbriche sommesse all’orizzonte impiattato
rosso di sera, accaldato, in questa bassa divina musica
gli archi a fiammeggiare l’estate fino a notti celesti.
Parma è un abbraccio di raffinatezze e canditi piccanti
è morbido lavorare col respiro affermato, mai ansante
è il mio modo d’amare questa fetta di terra di burro
come cosce odorose di fieno colto come fiori a regalarsi.
Un rumore infittito di corsa di grilli nel tramonto a magone
nel fuori città, verso il ritorno da questo breve ritorno
i finestrini accesi si lasciano andare all’aria
d’un sentire riverso, già rimpianto, già di nuovo ritorno, sognato.
(Nella foto: immagini di Romy Schneider da “La Califfa”, di Alberto Bevilacqua, dal suo omonimo romanzo ambientato a Parma.)

tanto per dirne una: alcuni emistichi sono davvero chicche: “tramonto a magone”, “è scoccata dietro quella scrivania”. Sensualità gentile che affranca il fianco: “mi stanco gli occhi dietro le paratie delle ragazze”. si fa leggere ad amplesso senza soma alcuna.
ciao a Luca e ciao a Franz
Grazie Marina, mi fa piacere ti sia piaciuto questo duetto!Puntuale come sempre la tua analisi.
Un caro saluto
Bello. Specie quelle “cosce odorose di fieno” che rimanda all’erba che sicuramente vi siete fumati… 🙂 vista la bellezza visionaria del testo.
Giancarlo sono influenzato. Ho avuto la febbre alta ergo…. 🙂 Baudelaire insegna! Scherzi a parte grazie.
Un caro saluto
Guarda cosa fa fare l’amicizia: una splendida lirica a quattro mani, degna di certi grandi duetti pianistici.
E poi l’argomento: “E’ una via Emilia che spuma incenso e afrore di grana” e i “canditi piccanti”. Un degno omaggio alla splendida Parma. Chapeau !
Eh sì Berto l’amore per Parma, l’Emilia, l’amicizia… A proposito di Parma: seguo gli sviluppi del tuo blog sui poeti di Parma che si sta arricchendo. Stai facendo un ottimo lavoro. Riporti alla luce poeti e versi per troppo tempo ingiustamente dimenticati anche dai parmigiani stessi. Grazie!
Un caro saluto
Adoro la parmigiana e i film del grande Pietrangeli… Luca e Franz avete concretizzato la mia idea di poesia: immagini inedite, fantasia lessicale e humour e pathos. Mescolate tutto e servire col ghiaccio tintinnante del rigore.
Ottimo testo, delicato! come prendere una briosche fresca di primo mattino…Immagini di grande naturalezza e spontaneità, una dosata “misura del racconto”, alcune scene descritte mi hanno riportato a Pupi Avati e perchè no, a Fellini. Compimenti a entrambi. Marco
Urca, grassie!
Gianca, a proposito, volevo mettere una foto tratta dal bellissimo La parmigiana di Pietrangeli con la Spaak, ma in Google non ho trovato nulla. Per cui ho optato per Romy Schneider ne La Califfa, altro bellissimo film “parmigiano” di grande successo; la grande Romy rende iconograficamente la bellezza di quella terra, e ovviamente quel sangue austriaco che scorre nelle vene della città.
è sì,
proprio un bel sig.Cocktail da gustare su una grande terrazza vistamare…
😉
Bè, ma adesso mi trovo impastoiata nel mio stesso amore??
Ero al telefono con te, ieri sera, Luca, e sto per tornarci, a Parma,(rito dionisiaco e apollineo del fine settimana, guai a saltarlo), e cosa trovo?
Una scrittura a due voci, ha ragione Berto, degno della tradizione del bel canto nostra?Ma mi fate morire!!
Frank, poi cos’è, un affiliato adepto delle gioie di Parma, anche lui??E come fa, ci va spesso in visita, o si contenta di letture?!
E quelle bellissime immagini dalla Via Emilia, vuoi che non mi commuovano?
Ma insomma, una provocazione..La califfa, e le donne (che io sono)etc. Ma lo sapete che, come esergo del mio ultimo libro, Album feriale, ho scelto, oltre a Pascoli, “Condizioni di luce sulla Via Emilia” del grande Gianni Celati, un altro naturalizzato (a Bologna). Dunque come non prenderla per crocicchio solare, e solarizzabile, da pellicole – le più varie, dei nostri sguardi amanti di poeti?!
Insomma, vi sono grata, e mi ripeto, c’è uno splendido sito splinder che consiglio a tutti di visitare e incrementare, se si può: “poetidiparma.com” ,creato da Berto Piandelli, amico della città di Parma, per il quale cercherò(da ora, poiché mediaset mi ha liberato la mail)di reperire news,che merita molte e molte letture, meraviglie ignote agli stessi parmensi..
Berto è bravissimo, e con Luca e Franzk potremmo intonare, in omaggio alla bella poesia “Luca, vorrei che tu..xxx. ed io, fossimo presi per incantamento”
Stiamo tornandoci un pò, senza saperlo,un mix tra ispirazione magica e rirealismo magico anch’esso.
Bevilacqua si sentiva figlio dell’Oltretorrente, della Parma popolare di Picelli, etc. e noi, “ultimi figli dell’età impressionista” (vedi Attilo B.) stiamo nel dopo..nel mezzo,
ma quale, vero Luca?
Grazie ancora di cuore, da una parmigiana felice d’esserlo.
Maria Pia Quintavlla
@Grazie Carla, Marco e Giancarlo. Mi fa piacere il duetto vi sia piaciuta. Devo ammettere che l’idea del tutto è di Franz: secondo me molto originale, in questa nostra stanca stagione! Siete naturalmente invitati a Parma per una bella tortellata, magari la notte di San Giovanni. In quel periodo ci sarà anche il Festival di poesia, giusto per rimanere nell’ambito. Non so però quest’anno chi ci sia ne il programma.
@Maria Pia, sono contento. Come sai sono lombardo e solo parmigiano d’adozione, però forse i 9 anni alle sponde del torrente iniziano a farsi sentire? O sono le troppe letture di poeti che comunque ho sempre amato anche prima di trasferirmi a Parma? Ho scoperto Bertolucci a 15-16 anni e non immaginavo minimamente che il futuro sarebbe stato in quella città…
Grazie!
Un caro saluto
gtramutoli
sei troppo forte!
m
Cara Mariapia, a Parma ci sono stato alcune volte, ma ci manco ormai da qualche anno. Sempre brevemente, purtroppo, anzi sigh.
Per il resto, ho usato l’immaginazione, impastata a sfoglia – e come sennò- con libri letti e film visti.
Un caro saluto!
Bravo Franzk, per l’uso acceso delle tue fantasie, e per l’ immaginazione vissuta, grazie.(Freud direbbe che si ha bisogno proprio di un locus o una persona, un amore, come Parma qui,per investire energia, per me è un atto d’amore, taglio più corto).
Vuole dire che il contagio dei luoghi, della cultura ed immagini funziona, vero Luca: sennò come facevano,gli esuli (russi, o le popolazioni ebraiche, e tanti altri) a divenire, spesso, i migliori interpreti della cultura locale, che li ospitava?!
Quanto alle tortellate di S. Giovanni, vanno prenotate e all’aperto, per prendere bene la rugiada, sotto i glicini, e in campagna.
Ci sto. Guido, Lapo, etc
Dico a Franzk, per aggiornarlo, che il restauro di tesori d’arte, piazze e giardini, è recente e ha reso più brillanti i colori, i luoghi,il cielo più specchiantesi..è questione di luce, anche lì.
Vado a rileggermi la traduzione di Cusatelli dal sito “poetidiparma.splinder.com. sulla macellazione dal latino. come pubblica Berto P., ancora vittima di mediaset? (odiosi!)
Maria Pia Q.
Queste vostre quattro mani nello scrivere …”è il mio modo d’amare questa fetta di terra di burro
come cosce odorose di fieno colto come fiori a regalarsi.”
Conoscere l’Essere che avete, con lo sguardo incrociato assente, caro Franz la bellissima foto è uno spalancare occhi sul mondo senza ombre.
non solo cosce non solo odori non solo fieno. c’è molto calore – una cura dei ricordi divertita divertente e dolce – pure a impunture (appunto in testo nominato)di magonature che si rovesciano al b/n, a tratti.
atmosfera tutta disegnata limpida e fa limpida lettura, quasi lo raccontassero due bambini mentre si stanno crescendo sincopati tra loghi e luoghi in via d’estinzione e amorosi tam tam .
ed è già ieri-
è proprio già ieri.
bello, si.
un saluto
paola
Grazie infinite, belle signore padanike e non, a voi una dedica particolare.
bell’omaggio ad una città! le proprie radici sono difficili da rimuovere, anche quando con le città si vive un perenne conflitto… o forse è lì che si amano di più (scusate il commento un po’ fuori tema).
E i duetti continuano…
Io invece che vengo da Parma e non abito più a Parma non mi sono ritrovata tantissimo in queste parole. Non ho visto la mia città di pianura, in quella sua forma viscerale che mi porto dentro anche quando sono via e passa il tempo prima di tornare.
La via Emilia per me ha un odore di terra, di terra e basta.
E le città sono di tanti uomini e sono belle per questo.
@Grazie Francesca!Eh sì, i conflitti fanno parte della vita.
@Grazie Elena!Putroppo sulla/nella via Emilia si è anche costruito molto e l’odore di terra, putroppo, è stato sommerso anche da tanti altri odori. Certo che le città sono belle perchè ci sono gli uomini, sennò sarebbero città fantasma da far-west… 🙂
Un caro saluto
Elena Rosa è di Parma, è forse poetessa?
Vorrei saperne qualcosa di più.
Ognuno si porta il suo pezzo di Parma, o di Pieve, di terra che ha amato, che ama; anch’io non ho esattamente le stesse immagini di due giovani ragazzi come Luca e Franzk, però ho trovato bello il gioco e le immagini,la narrazione fiabata, alcuni versi molto forti, di imagerie, anche. Ma fa bene lo stesso.(il fa è voluto, la poesia cura a volte).
Tanto si sa, che molti scrittori di Parma, sono stati – anche -in fuga(non indaghiamo, neppure volontaria, però fuori casa sì):da Malerba, a Bevilacqua,a Bertolucci, a Riccardi ed altri)
Ciao, Luca!Domani vado giù, sto per terra oramai..
Maria Pia Q.
Una sorpresa ad ogni verso. Accostamenti così insoliti da divertire. Eppure assolutamente convincenti.
“mi stanco gli occhi dietro le paratie delle ragazze” certo è… è… non mi viene l’aggettivo. Sbarramenti tenui, eppure impenetrabili (o così sembrano). E so’ cazzi (non solo metaforicamente), ora ch’è primavera.
Cara Maria Pia Quintavalla no non sono una poetessa. Mi piacciono le parole, le inseguo, ma non ho la tensione del verso, quella sospensione, il ridurre a poche linee per aprire tutto.
Parma per me è un pezzo di marmo rosa, un argine, e il Po.
Poi è bello pensare alle trasfigurazioni delle città.
Una sera ti ho sentito leggere il viaggio di un tram, non ricordo il numero, era quello che prendevi per andare a trovare Vivian Lamarque, a Milano. M’è piaciuto molto.
@Maria Pia torno a Parma lunedì. Il prossimo weekend mi fermo in emilia ma sarò in quel di Bazzano da Fantuzzi-Ansuini al workshop. Molti scrittori e poeti hanno avuto un rapporto conflittuale con Parma…
@Grazie Giovanni, mi fa piacere ti sia piaciuta!
@Grazie Elena Rosa per l’intervento: ognuno vede poi luoghi alla sua maniera a seconda di quello che gli trasmettono, li vive come sente, nel bene e nel male; l’importante è sempre rispettare i sentimenti altrui anche se a volte li sentiamo lontani. E’ il bello non solo della poesia, ma della vita.
Un caro saluto
Questa è la base Luca Ariano. Ma l’ho detto, le città sono degli uomini, sono diverse, sono tante cose messe insieme, e sono belle per questo, per i tanti occhi che le vedono.
Ho capito , cara Rosa, dove eravamo: alla Casa della poesia milanese, e si doveva ricordare Milano…
io non trovai di meglio che quel mio pezzo sul tram 19, oggi divenuto il 4, perché era una vista anche critica su quanto si vede o non si vede di Milano
(avrei potuto leggere cose più metafisische ma scelsi il narrare, anche poetico)
E’giusto che ognuno viva e sogni, e pascoli,(io la bruco, ad esmpio, come un capra, ci vado a camminare vicino al fiume, per sentirlo), la sua bella città, o i luoghi natali come egli- essa ci è stata dentro,e ci sta.
Come diversamente?
A Luca : io non so invece della prossima sett. na perché accompagno mia figlia ad un campetto scouts, Sic.
Ma una scappata la farò, non da Matteo, ma a PERMAAA.
UN abbraccio, da MPia Q.