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([a tutti i morti della data odierna])
uccidimi con un cielo di grandine
con la dimestichezza del cacciatore
toro infilzato solo per spianto,
uccidimi con la mira del boia
con lo iato del buio senza voce né paura.
uccidimi con la presa più dimessa
con la piramide di mozzo più mozzata,
aggrappami alla pace delle scimmie
meticolose di banane e noccioline
con la sapienza della giraffa
faccenduola d’inedia sguardare a terra.
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“con lo iato del buio” … “con la piramide di mozzo più mozzata” … “uccidimi con la presa pù dimessa” …
mi piace vederci uno spiazzante dolore della lingua, che sopravanza e trasfigura e trascende il dolore dell’esistenza e della conoscenza del mondo – i versi di MP mi appaiono una continua e sorpredente epifania del senso ultimo, radicale…
…con la sapienza della giraffa…
sei forte Marina!
C’è anche una sotterranea beffa in questa, più che in altre. Così mi pare. Marina si fà beffa della morte invocando il proprio assassinio quasi sussurrando. Il toro mi fa pensare a Fellini, a Bunuel, a scene notturne, d’incubo appena accennato. Veramente bella.
dellamortedellamore
valter e lo scrivo con la v al minimo, apposta e per simpatia, hai capito, grazie, amico mio, m
grazie infinite a tutti gli intervenuti qui in questa faccenduola d’inedia, asperrima.
m
l’avrai, la morte
e rocherà un negarla
per augurarla ancora.
@ mario
ma và!
per questo si dice siamo tutti nella stessa barca!
allora avresti dovuto dire: l’avremo, la morte, l’avremo…( a meno che tu non l’abbia già avuta e dunque non ti riguardi più o pensi che ne sarai graziato)
se si dev’essere pedanti bisogna esserlo fino in fondo
cordialmente
elena f
p s
mi piacerbbe sapere se hai queste chicche anche su dante, leopardi, dino campana, sandro penna, corazzini… mi fermo che l’elenco è lungo… a proposito il mio “mi piacerebbe” è pura retorica, non ti curare, perciò, di rispondere che sennò facciamo notte
di nuovo cordialmente
elena f
Terribile e beffardo e ritmato invito e sfida e invocazione e scongiuro. Vitale!