Faccenduola d’inedia (di Marina Pizzi)

*
([a tutti i morti della data odierna])

uccidimi con un cielo di grandine
con la dimestichezza del cacciatore
toro infilzato solo per spianto,
uccidimi con la mira del boia
con lo iato del buio senza voce né paura.
uccidimi con la presa più dimessa
con la piramide di mozzo più mozzata,
aggrappami alla pace delle scimmie
meticolose di banane e noccioline
con la sapienza della giraffa
faccenduola d’inedia sguardare a terra.
*

9 pensieri su “Faccenduola d’inedia (di Marina Pizzi)

  1. Enrico De Lea

    “con lo iato del buio” … “con la piramide di mozzo più mozzata” … “uccidimi con la presa pù dimessa” …
    mi piace vederci uno spiazzante dolore della lingua, che sopravanza e trasfigura e trascende il dolore dell’esistenza e della conoscenza del mondo – i versi di MP mi appaiono una continua e sorpredente epifania del senso ultimo, radicale…

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  2. franzk

    C’è anche una sotterranea beffa in questa, più che in altre. Così mi pare. Marina si fà beffa della morte invocando il proprio assassinio quasi sussurrando. Il toro mi fa pensare a Fellini, a Bunuel, a scene notturne, d’incubo appena accennato. Veramente bella.

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  3. elena f.

    @ mario

    ma và!

    per questo si dice siamo tutti nella stessa barca!

    allora avresti dovuto dire: l’avremo, la morte, l’avremo…( a meno che tu non l’abbia già avuta e dunque non ti riguardi più o pensi che ne sarai graziato)

    se si dev’essere pedanti bisogna esserlo fino in fondo

    cordialmente

    elena f

    p s

    mi piacerbbe sapere se hai queste chicche anche su dante, leopardi, dino campana, sandro penna, corazzini… mi fermo che l’elenco è lungo… a proposito il mio “mi piacerebbe” è pura retorica, non ti curare, perciò, di rispondere che sennò facciamo notte

    di nuovo cordialmente

    elena f

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