Fabio Grimaldi, Ardore di vita. Francesco d’Assisi

a cura di Alberto Fraccacreta

Fabio Grimaldi, Ardore di vita. Francesco d’Assisi

 

Ti rendo grazie, Signore,

di questo mio corpo,

 

instancabile servitore,

irradiato di Spirito Santo.

 

*

 

Servirti è bere

in un roseto

il tuo amore

su un calice di corolle.

 

*

 

Sento il tuo battito

in ogni creatura.

 

Sei costellato di stelle,

candele genuflesse sull’altare celeste.

 

*

 

I miei occhi piangono

la rugiada del mattino,

 

con i sandali ben allacciati

e il bastone, cammino chino,

 

alleggerisci il mio affanno,

allietami al tuo cospetto.

 

*

 

All’alba esorto così i miei frati:

 

destatevi e su sentieri di spine

seminate la poesia della gioia.

 

*

 

Il cero pasquale

è guarigione e salvezza

alla mia cecità,

 

ti supplico, Signore, accendilo!

 

*

 

Mi rannicchio in preghiera

nell’oscurità,

 

la tua eterna veglia

è così soave…

 

distendila sul mondo agonizzante!

*

 

Dalla prefazione di Giampiero Neri

 

Come un nuovo Tommaso da Kempis, che ha scritto l’Imitazione di Cristo, Fabio Grimaldi ha scritto Ardore di vita. Francesco d’Assisi. Entrambi “pazzi di Dio”, l’uno per tramite di Gesù Nazareno, l’altro per Francesco d’Assisi. Grimaldi aveva già scritto un poemetto intitolato L’ape e la rosa, in cui brillava la sua passione per la natura e la dottrina, appresa dal padre, sulla coltura delle api. Qui la materia si è fatta più umana e più sottile. L’autore è stato travolto e conquistato dalla storia del grande Santo. In fondo, niente di più naturale. Avvicinare Francesco vuol dire innamorarsi di lui, entusiasmarsi della sua “perfetta letizia”. In questo suo nuovo poemetto, Grimaldi è diventato egli stesso Francesco d’Assisi, come è nelle regole dell’amore. Stare con chi si ama, diventare l’amato per confondersi con lui, è la norma suprema dell’amore. Queste poesie ne sono la reale e più convincente testimonianza.

 

Fabio Grimaldi, Ardore di vita. Francesco d’Assisi, prefazione di Giampiero Neri, La Vita Felice

 

*

 

Fabio Grimaldi (1968) è laureato in Lettere moderne. Incoraggiato da Mario Luzi, ha esordito giovanissimo con la raccolta di poesia Il vero della vita (segnalata al Premio Montale 1989). Le sue successive raccolte sono: Più angeli in terra che in cielo (fotografie di P.P. Tarasco, LietoColle, 2014), L’ape e la rosa (con una nota di G. Neri, Raffaelli, 2018) e la “Trilogia degli ultimi”: Via Dolorosa Via Gloriosa. XIV Segni sulla Passione di Gesù, (prefazione di P. Ruffilli, Edizioni del Leone, 2008), Mi chiamo Barbone (LietoColle, 2015) e Gazzella. Canto infranto di un migrante (con una nota di V. Nardoni, LietoColle, 2017). Si è occupato di Mario Luzi con i volumi: La stella della semplicità. Conversazione con Mario Luzi (Raffaelli, 2001) e Vita fedele alla vita. Autobiografia per immagini (prefazione di S. Verdino, Passigli, 2004). Ha curato l’antologia Con gioia e con tormento (premessa di S. Verdino, Raffaelli, 2003), che raccoglie poesie autografe dei più significativi poeti italiani contemporanei.

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