2 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Vladimir Majakovskij

  1. Luigi Maria Corsanico

    Vladimir Majakovskij
    All’amato se stesso dedica queste righe l’autore
    Se accendono le stelle
    Guido Carpi (Curatore) El Lissitzky (Illustratore)
    BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2021
    Traduzione di Angelo Maria Ripellino

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Vittorio Gelmetti – Tappeto
    Musica Aleatoria – Collage – Memorie – 1971

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    ALL’AMATO SE STESSO DEDICA QUESTE RIGHE L’AUTORE

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    Quattro.
    Pesanti come un colpo.
    «A Cesare quel che è di Cesare — a Dio quel che è di Dio.»
    Ma uno
    come me
    dove potrà ficcarsi?
    Dove mi si è apprestata una tana?
    S’io fossi
    piccolo
    come il Grande Oceano —
    mi leverei sulla punta dei piedi delle onde,
    con l’alta marea carezzando la luna.
    Dove trovare un’amata
    uguale a me?
    Angusto sarebbe il cielo per contenerla!
    Oh, s’io fossi povero!
    Come un miliardario!
    Che cos’è il denaro per l’anima?
    Un ladro insaziabile si annida in essa.
    All’orda sfrenata dei miei desideri
    non basta l’oro di tutte le Californie.
    S’io fossi balbuziente
    come Dante
    o Petrarca!
    Accendere l’anima per una sola!
    Ordinarle coi versi di struggersi in cenere!
    E le parole
    e il mio amore —
    sarebbero un arco di trionfo:
    pomposamente,
    senza lasciar traccia, vi passerebbero sotto
    le amanti di tutti i secoli.
    Oh, s’io fossi
    silenzioso
    come il tuono, —
    gemerei,
    stringendo con un brivido il decrepito èremo della terra.
    Se urlerò a squarciagola
    con la mia voce immensa
    le comete torceranno le braccia fiammeggianti,
    gettandosi a capofitto dalla malinconia.
    Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti —
    se fossi
    appannato
    come il sole!
    Che bisogno ho io
    di abbeverare col mio splendore
    il grembo dimagrato della terra!
    Passerò,
    trascinando il mio enorme amore.
    In quale notte
    delirante,
    malaticcia,
    da quali Golia fui concepito —
    così grande
    e così inutile?

    [Probabilmente datato 1916]

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