Calla

calla.jpg

Nei condomini in silenzio
la domenica, coi gatti pure loro fuggiti
tu nell’ombra del cortile
sei la calla tra i fondi di caffè
e le bestemmie dei vecchi rimasti
a scatarrare. Il giallo del tuo cuore
è la tosse del vicino che ti espelle.
Dalle caverne dietro le persiane
i loro occhi ti rotolano dentro
quando passi, sfiorando le parole
oscure della tua gioia dolente.
Voli col tuo sogno di polline,
e il corpo niveo resta immobile
ad accogliere gli sputi
e la cesoia dall’alto.
Prima dell’esilio agonico in un vaso,
una cetonia si posa
e ti si annuncia come un angelo.
Penso a Fernanda all’ombra di quel re
che mai nessuno ha veduto

e vedrà, e penso a te così lontana
che non sai, e ti stringo, cara
con dita di ruggine azzurra.

26 aprile 2007 (inedita)

8 pensieri su “Calla

  1. Antonio Fiori

    Un testo che dimostra come in poesia si sa da dove si parte ma non si sa bene dove si arrivi. Qui la calla messa a fuoco in un pomeriggio domenicale diventa Fernanda, l’amata autrice del verso riportato, Fernanda Romagnoli, stretta in un abbraccio reso possibile solo dalla poesia: “Prima dell’esilio agonico in un vaso,/ una cetonia si posa/ e ti si annuncia come un angelo”.
    Antonio

    Rispondi
  2. fabry2007

    due pronomi: “tu” e “te” sono gli epicentri di questo forte e delicato chiaroscuro, che gioca tra le ombre e le luci della vita. echi del gelsomino notturno? ma qui i contorni sono più limpidi e stagliati, un canto virile all’amore, che coniuga la potenza e la dolcezza investigandone i riflessi inaspettati.
    fabrizio

    Rispondi
  3. marinapizzi

    secondo me la tua migliore qui da me letta.

    i casi della vita: ho preso la colazione del mattino proprio con una sola calla (vera) al mio fianco destro guardandola dentro colma di polline e una cetonia l’ho incontrata ieri sera sull’asfalto.
    ma questo non c’entra o è solo la tratta del bastimento all’abitudine alla tratta?

    una limatura di sottrazione ulteriore, minima ancora, però

    Rispondi
  4. Giovanni Nuscis

    Carla, Stefanie, Antonio, Marco, Fabrizio, Marina, Alivento: un caro saluto.

    @ Fabrizio. L’eco pascoliano lo escluderei, non ricordavo il testo, pur famoso. Però, effettivamente, in entrambi c’è un’atmosfera sospesa, e l’evocatività dei luoghi (periferia urbana e campagna), della natura (calla e fragola rossa) e del momento (pomeriggio domenicale e sera) richiama delle assenze.

    @ Marina. E’ una bella coincidenza, ma non mi meraviglio:)
    Ti ringrazio per il consiglio sul testo.

    Giovanni

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *