Guido Ceronetti

di Giorgio Stella

Un Ventiquattro

Della tua impronta nel tragico Tutto
Non resti niente, non può restare; solo
Sia il suo Demiurgo in faccia al suo delirio.
Tra la carne infinita essermi aggiunto
L’unicità innocente
Della tua forma, anima, è già tutto

 

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