Mendicanti

di Antonio Sparzani e Kika Bohr

Milano pullula di mendicanti, dipende un po’ dai quartieri e dal tipo di zona, ma qualcuno spunta sempre fuori. Mendicanti. Persone che cercano di sopravvivere contando sulla pietà/generosità della gente. Sento molte teorie al proposito, che sono falsi poveri, perché alle loro spalle c’è un’organizzazione che li costringe a portare “a casa” ogni sera una cifra fissata, oppure falsi invalidi, che fingono di zoppicare e che invece, quando non visti, camminano bellamente, oppure semplicemente gente “che non ha voglia di lavorare”.
E allora? Non dò loro niente e li guardo con disprezzo? Faccio finta di niente e tiro dritto?
Mi pare che i testi evangelici non diano questi suggerimenti, dicano invece di prestare loro grande attenzione e cura e, in qualche testo, di dar loro tutto quello che hai, che tu sarai ricompensato altrove. Allora? Gli dò tutto quello che ho, e poi? Mi faccio mantenere da amici e parenti? Vado anch’io in giro a chiedere l’elemosina? Col che si sostituisce un mendicante con un altro (che comunque dura poco, perché se io non posso comprare le mie medicine sopravvivo poco).
Gli dò un euro, due euro, cinque euro? Gli basteranno per sopravvivere, mah!

C’è una vecchietta zingara sempre presente qui al mercatino del lunedì e del giovedì. Io le dò sempre qualcosa e quando non l’ho vista per qualche volta mi sono preoccupato: poi l’ho rivista e le ho chiesto: era stata malata nei giorni più freddi.
Ci sono quelli che stanno ai semafori: Kika ha imparato da certi suoi amici napoletani che, quando circolano in macchina, distribuiscono qualche moneta a ogni mendicante semaforico e cerca di fare come loro. – come si può in pochi minuti giudicare chi ha veramente bisogno e chi no? – e allora cerchi febbrilmente una moneta qualsiasi ma intanto è venuto verde e quelli dietro suonano da veri milanesi. Ci sono quelli che, quando ti vedono a passeggio, ti salutano e ti sorridono (sarà un sorriso vero?) perché tutte le mattine ti vedono passare per la stessa strada e tu hai fretta, il cane che tira o un bar che ti aspetta nel quale non vedi l’ora di entrare, o il tram che sta scampanellando.
Ci sono a volte dei passanti che borbottano: troppo facile mendicare, vai a lavorare! Ma qualcuno di voi, cari passanti, ha già provato a chiedere dei soldi in strada? Vi assicuro che non è affatto facile.
Confesso che spesso provo un imbarazzo profondo, un senso di colpa, o di fastidio, frastornato da questi pensieri che mi scorrono nella testa.
So che a Milano ci sono varie organizzazioni che aiutano e anche centri medici che si prendono cura gratis di questo tipo di pazienti, ma mi pare che nulla basti a dare una vita decente a molte centinaia (per limitarsi a una ricca provincia) di persone. Perché anche se qualcuno di essi appartiene a una di quelle categorie che elencavo nel primo capoverso, che importa in fondo? Mica vivono una vita decente, per nulla per nulla.
Tutti i media esaltano la ricchezza, soprattutto oggi, con quello che sta avvenendo negli USA, ma anche in Italia: è aumentato, dice trionfante il Corsera del primo febbraio, il numero dei miliardari Capite? Aumentato. Così come aumentano i prezzi, i costi del riscaldamento, della luce e anche dei più banali cibi quotidiani. E i mendicanti?
Io non so cosa fare, come andare avanti con una pur flebile tranquillità mentale.

6 pensieri su “Mendicanti”

  1. Riccardo Ferrazzi

    Sparz tocca un problema vero che ci mette tutti quanti davanti a un problema irrisolvibile. Io ne ho uno simile: tutte le mattine, sulla strada per l’edicola, davanti a un supermercato c’è una persona abbigliata da strega (sembra incredibile, ma è vero!) che si rivolge a tutti i passanti con “ciao, ciao, ciao”. Cosa dovrei fare? Pagare un pedaggio quotidiano? Passare oltre e far finta di niente è quasi altrettanto pesante. Pagare un euro al giorno non mi manderebbe in fallimento, ma che significato avrebbe? Quello di pagare per sentirmi “buono”? Temo che da questioni di questo tipo non ci sia modo di uscire.

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    1. Kika Bohr

      molto d’accordo Giorgio! Ci possiamo identificare facilmente nei Didi e dei Gogo – come giustamente ci fa notare il buon Beckett – se non vogliamo diventare dei Pozzo o dei Lucky!

  2. Monica Mazzitelli

    …è una questione molto importante, che neanche io sono mai riuscita a risolvere.. cerco di navigarla a vista. Ma di una cosa sono sicura: nessuno mendicherebbe MAI se avesse un’alternativa, perché ci sono poche cose cosi umilianti come mendicare…

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