Da Molti giorni da ieri di Elena Mearini (Marco Saya Edizioni, 2024)

 

La poesia di Elena Mearini ha un’armonia scultorea e una sibrietà metafisica. Si sente che la parola poetica esiste e vive di una vita propria, prima di essere scritta e detta. La forma finale, in realtà è “pre-formata” nel flusso dei versi. Talvolta il poeta crea mondi, altre volte, come in questo casto, la poeta scopre pre-esistenze, fa emergere poesia che già era contenuta dentro la lingua. 

(Pasquale Vitagliano)

 

Cosa ci manca
non sappiamo
mentre diamo nome
alla strada al paese
all’uomo al cane
che vivono attorno
quale parola rifiuta
di fiorire in voce
e cade mai nata
al piede-padre perduto.

*

Adagiavi fiori sul cemento
a contare le cadute future
facevi linea dritta di steli fragili
– margherite e viole come croci
in anticipo su taglio e sangue –
poi tornavi dentro casa
a lavarti più volte le mani
a fregare con rabbia e spavento
a dire impazzisce chi vive
di presagi nei palmi.

*

Eri l’estraneo in tavola
quello venuto dal fondo
con le mani nere d’altoforno
per te non c’era parola
nessuna voce disposta
al tuo basso di ghisa
al tuo sotto minerale
per te il pane era già morso
il vino andava con l’acqua
nello scarto degli altri
trovavi il pasto essenziale
eri l’estraneo in tavola
quello venuto dal fondo
il solo a raggiungere l’alto
– dire Grazie Signore prima
di tentare la vita mangiando .

*

Giravi innocuo
tra palazzi armati di luci
– dentro casa la gente
accende e spegne
private guerriglie –
era la solita notte
di guai nascosti
una notte fatta
per chi vivendo
ha perso coraggio
te ne andavi leggero
come uno scandalo
che cammina in pace.

*

Non siamo fatti
per le forme facili
– ti annoia il cerchio pieno
mi stanca il triangolo esatto –
ci confonde
la geometria elementare
che non lascia
dubbio all’occhio
noi dobbiamo
torcere la linea
sfinire il margine
impegnarci a morire
nella complicanza delle rovine.

*

C’è chi aspetta alla fermata
il segno buono del futuro
mentre gli operai
curano demolizioni
con malta e cemento
e qualcuno abiterà
nella costruzione di lusso
e qualcun altro passerà
davanti al civico dei santi
con il passo del dannato
– le tasche così piene di niente
da non lasciare spazio
nemmeno al pianto.

*

Tra i fossi e le immondizie
Dio si è fatto malva.
Così girato, santifica la tela
ed è un barlume di mosche
la speranza di finire.

*

Ti è mancato il cielo
quando a tavola
tutti fissavano il piatto
e nessun occhio
ha cercato il tuo nome
– anche il pane
può spezzare la pace –
ti è mancato il cielo
quando in bocca
la terra dura ha fatto
della fame ombra
e della parola sepolcro.

*

Non ti accorgi di questa
parola esposta
senza tregua alla luce
senza pausa al buio
non ascolti il suo
screpolato senso
non vedi la piaga
del perduto silenzio
– quante volte fa male
dire la cosa
articolare le lettere
di doglia in doglia
spingere
al mondo la voce –
quante volte
la pronuncia è dolore.

*

Così noi stiamo
sul cornicione del giorno
senza becco né ali
nell’insufficienza
della specie nostra
raccolti tutti
in verticale che trema
– siamo paure in attesa
di muovere il passo –
qui l’incontro si gioca
tra la caduta e il volo.

 

Elena Mearini è autrice di narrativa e poesia. Da diversi anni insegna scrittura creativa e poesia, ha lavorato sui percorsi di scrittura autobiografica nelle carceri e in istituti di riabilitazione psichiatrica.  È fondatrice, direttrice e docente della Piccola Accademia di poesia a Milano. Ha pubblicato  cinque raccolte  di poesie per Liberaria editore e Marco Saya editore e otto romanzi: 360 gradi di Rabbia (Excelsior 1881 editore), Undicesimo comandamento (Perdisa editore, vincitore premio Gaia Mancini, vincitore Premio Università di Camerino), A testa in giù (Morellini Editore), Bianca da morire (Cairo editore, candidato Premio Campiello), E’ stato breve il nostro lungo viaggio (Cairo editore, finalista premio Scerbanenco, candidato al Premio Strega 2018), Felice all’infinito (Perrone editore), I passi di mia madre (Morellini editore, candidato al Premio Strega 2021), Corpo a corpo (Arkadia editore, candidato al Premio Strega 2023, menzione al Premio Giallo Garda 2023). La sua ultima pubblicazione è A molti giorni da ieri, antologia poetica edita da Marco Saya.

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