E se rileggessimo… di Enrico Grandesso. Nostalgia, di Ermanno Rea

Ogni compleanno va festeggiato… e certo compiere 2.500 anni, come succede alla citta di Napoli dalla sua fondazione, è qualcosa di grandioso ed unico!
Tra celebrazioni ed eventi in una metropoli dai molteplici volti – ricca di maschere e sonorità, gentilezza, entusiasmi e dolore – colgo occasione per accennare a un bel libro di una partenopea doc. È Il mondo del vicolo. Identità e rappresentazione di Monica Florio (Guida editrice), che esplora uno dei luoghi più vitali e intimi della città, tra storia e antropologia, geografia urbana, letteratura e arti.
Moltissimi romanzi e testi narrativi sono stati ambientati o hanno attraversato i tanti vicoli di Napoli. Tra tutti – di altri parlerò in puntate seguenti della mia rubrica – voglio oggi soffermarmi su Nostalgia (Feltrinelli) di Ermanno Rea, uscito nel 2016 a pochi giorni dalla morte dello scrittore e tradotto in film nel 2022, con esiti eccellenti, da Mario Martone. L’opera tratta della tragica e simbolica vicenda di Felice Lasco, un giovane delinquente che a quindici anni – prima di scivolare senza ritorno nel buio della realtà criminale – viene portato via dallo zio. Vivrà nei paesi arabi e in Africa, dove nel tempo diventerà un importante uomo d’affari.
Quarant’anni dopo Felice ritorna a Napoli, nel Rione Sanità della sua infanzia (nostalgia deriva dal greco nostos, ritorno) per rivedere sua madre negli ultimi momenti di vita e per l’esigenza del confronto con il proprio passato più lontano, per salvarne un nucleo essenziale di significato. Incontrerà due figure opposte: Don Luigi Rega, un sacerdote coraggioso ispirato dalla figura di Don Antonio Loffredo, che ha lottato per anni per offrire ai ragazzi poveri ed emarginati possibilità di risarcimento con lo sport, il teatro e la musica. E il criminale Oreste Spasiano, O Malomm, con cui Felice proverà invano a ricucire un rapporto (non svelo il finale). Un romanzo ricco e con acute descrizioni di un dramma e della sua malinconica bellezza.

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