David Lodge spiega che il romanzo è una forma di comunicazione e come tale dunque trasmette un messaggio dal destinatario al ricevente. Il messaggio non è la storia raccontata, bensì qualcosa di nascosto tra le righe, nell’intreccio della trama, nelle parole dei personaggi o nella loro stessa ragion d’essere. Per scrivere un buon romanzo occorre avere un messaggio da inviare a chi legge, senza di esso la narrazione perderà corpo, intensità e persino profondità. Non solo: con un messaggio solido che tenga in piedi l’architettura narrativa, sarà più semplice trovare la giusta conclusione del romanzo, senza perdersi nei meandri dell’immaginazione.
Il motivo per cui un tempo si leggeva molto e gli scrittori erano punti di riferimento anche per la società risiede nel fatto che i romanzi erano autentici messaggi nella bottiglia, tanto preziosi da essere insopprimibile il desiderio di decifrarli. Chi leggeva un libro, poteva coglierne il significato senza difficoltà perché il suo autore aveva un pensiero da trasmettere e per farlo aveva studiato a lungo, aveva svolto delle riflessioni sulla vita, sull’esistenza, sui valori morali e sul significato delle parole. Il messaggio era chiaro nella sua mente e la storia solo un modo per esemplificarlo, renderlo più comprensibile e soprattutto coinvolgere in prima persona il lettore che, immedesimandosi nei personaggi, comprendeva la portata della riflessione che stava alla base del racconto.
Ecco perché un tempo si distingueva tra narrativa di largo consumo e non: la prima era delegata all’intrattenimento, la seconda all’introspezione, all’approfondimento, alla ricerca a cui si approdava ponendosi domande e cercando le risposte tra le pagine di questo o quel libro. La lettura allora acquisiva quel valore immensamente importante che a lungo ha avuto e che oggi ha perso in larga parte: le leggi del mercato editoriale ormai in crisi determinano infatti un impoverimento del linguaggio, dei temi affrontati, della varietà di forme e strutture comportando, in modo inevitabile, una perdita di interesse nei confronti dei libri.
