Tenere botta

di Franz Krauspenhaar

Mentre guardo su Netflix il documentario sulla Maxwell, l’amichetta di Epstein , alla quale hanno dato solo vent’anni di galera e non quei bei quarantasei – ventilati dalla giustizia americana in un primo tempo- mi parte un abbiocco tremendo. A me questi “personaggi reali” sembrano, oltre che dei criminali della peggior specie, delle nullità. Intelligenti, brillanti, spavaldi oltre ogni dire ma trasudanti, allo stesso tempo, una mediocrità impareggiabile, un essere- non essere fino al numero zero, fino alla nullità completa.

Oggi sono andato a tagliarmi i capelli, invece che dai soliti brasiliani chiacchieroni, da un vecchietto portoghese che un amico italiano mi aveva raccomandato; velocissimo e allo stesso tempo meticoloso, e sopra ogni cosa abilissimo; risultato eccellente, e ha chiesto soltanto otto euro.

Mi tiro su dalla poltrona del barbiere troppo velocemente, senza pensarci; ed ecco un nuovo giramento di testa, e un mezzo balordone una volta uscito, con davanti un maledetto “Lavori in corso” da superare lungo la strada, che ora mi pare un muro.
Ernesto, mio fratello, propone di tornare a casa con un Bolt, (conco?rente di Uber, per intenderci) o con uno dei taxi in fila in Praca da Republica; ma ora sto meglio, per cui decido di fare, nonostante la preoccupazione, quei venti minuti di distanza fino a casa da pedone. Una leggera salita, le gambe di piombo, il fiato corto; ogni tanto mi fermo per la fatica; riparto dopo poco con in mano il sacchetto del macellaio- mentre Ernesto è occupato a trasportare due bocce da cinque litri l’una di acqua minerale.

Rispetto a ieri il ritorno a casa è comunque meno duro, faccio i due piani di scale (non c’è l’ascensore, da noi) con poca sofferenza. Una volta a casa ho altri piccoli scompensi, dunque decido di andare quanto prima dal mio medico di base, il brasiliano Afonso, per un nuovo controllo; Ernesto e Lucia, nel pomeriggio, vanno alla “Uniao Mutualista ” di Afonso a prenotare la visita.
Forse sono ancora lontano da una completa guarigione, bisogna tenere botta con le unghie e con i denti per conquistarsi la serenità.

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