Un sentimento comune è quello di non farcela. Ognuno di noi ha limiti, difetti, la naturale falla che si apre nel sistema-persona. È un classico scoprire il punto debole anche nei tipi in apparenza più impeccabili. Un dettaglio trascurabile, magari, agli occhi meno esperti, ma indubbiamente è là, a ricordarci che perfetto è solo Dio.
Ciò può provocare un senso d’insoddisfazione, e invece è salutare. Chi splendeva di più è diventato la tenebra per antonomasia: Lucifero, il portatore di una luce falsa, praticamente una patacca.
Ma Cristo non ci lascia in balia delle nostre imperfezioni. Lui parla chiaro: da soli non ce la faremo, anche impegnandoci allo spasimo. Con Lui è tutta un’altra storia: della salvezza, come dicono i teologi che hanno ancora un po’ di sale in zucca.


«Tutto è imperfetto, non c’è tramonto così bello da non poterlo essere di più».
F. Pessoa
Bel pezzo, che evidenzia la logica paradossale del Vangelo.
In effetti, oggi più che mai si fa a gara per brillare, cercando la realizzazione nel punto opposto a quello che permetterebbe di non mancare il bersaglio della propria esistenza, in questa vita e nell’altra: un’autentica, profonda umiltà.