Questa è la poesia figlia del
fato che mai avrei voluto
scrivere mai, sai?
Nel delta sterpia
la data sua sulla mia ultima
poesia che non può più mai mai
per tornare a
quei mari, rovesciati, nella
rotta di tutti i cieli fino ai
nidi dei firmamenti, stessi,
le narici colme di… di sale
nella bambina estate
dove chiamavi le conchiglie madri
che chiamano al vento i figli loro
principi degl’abissi nei
castelli di sabbia bagnata
e t’avvolgeva un raggio d’ombra
dal sole al cuore fosti preso in
pieno morto e vivo
nello stabilimento marino
dove muoio in eterno riposo
per ritornare vivo e vegeto
al resto di me stesso
che ho scordato d’annegare
nell’ultima estate per la prima
volta fanciullo, perfetto nel
rudere elementare nella stagione
della terra ferma dove si ferma la terra
stessa sull’asse suo nel vuoto mio sono
io il sono suo del primo viso morto
sull’ultimo volto vivo al mondo
io non piango, risparmiato.
da Giorgio Stella, Sterpia, Albatros 2010.

