di alcune strutture silenziose (dopo Mikalojus Konstantinas Èiurlionis)



Ogni tentativo in musica, a vuoto in una stanza, seduti al pianoforte o fatto a più riprese, senza lo spartito e con le brevi scale (sino a salire interminabili, poi a discendere), è tutto un dire in altro modo cose, chiamarle a sé per invenzione o gioco ad una ad una. Tenendo o meno a lungo la pressione sul pedale, la vita dura fino a che la musica finisce. Avendo preparato qualche nota (se pietra o plastica o velluto non importa) è tutto un dire invece in altre lingue cose uguali a sé. Cose che non sono come ci si aspetta o non per nome. Come a una finestra: il verde sporge, l’azzurro sta; più la ripeti più la parola data evade a vuoto. Insiste sulla vita.

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