Jack Hirschman: il poeta della gente

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di Carmine Vitale

Mi mancano molte cose .La semplicità del dileguarsi il sostenere la fiducia negli uomini e nella poesia.
Poi arrivano pomeriggi e tiepide arie di sole come oggi.
E ricomincio continuamente e daccapo a sperare.
Jack Hirschman è seduto sul cuscino verde di un’altalena. Sorride e sbadiglia. Il fuso orario ha il suo peso. Ma il Poeta ha il cuore forte. Saldamente immerso nel nostro tempo nonostante le pulsioni dolenti di un’umanità esclusa desolatamente messa in mora dal progresso.
Allora affida alle parole la decrescita il contenimento delle divisioni tra le opulenti scintillanti fiamme dell’occidente e le grida che corrono dal sottosuolo dalle ingiustizie del mondo.
Incarna la voce dell’agonia
Dei sommersi
Dei suoi eroi
Limpidi come i lampi nella mezzanotte come gli anni lungo le strade
A cercare un senso
A dare una voce
Ostinata
Le poesie che compongono questa raccolta Volevo che voi lo sapeste, poesie 1952 -2004, sono lampi di una voce roca che attraversano un lungo periodo della nostra storia recente.
“sono un contadino vicino al tuo linguaggio, muto vicino alla tua voce”
Sono immagini che “arrivano dal ghiaccio lasciato nelle coppe” dirette “in tutto lo spazio,in nessun luogo,vagabonde”
Una poesia che corre attraverso praterie frontiere per costruire un sentire comune uguale a tutti gli uomini della terra. Un sottile filo rosso che libera tutti i prigionieri.
Una lettera che sconfina nell’amore per una madre “non siamo in questo mondo tanto tempo fa/ ebbe fine: il mondo la guerra la guerra mondiale/ ti tenni per mano per attraversarlo/ la più piccola mano la più piccola stella. Non ti muovesti, poi io ero morta poi eri morto tu. /Nella bocca aperta del dolore c’è una candela
Una goccia che gela nell’inverno che arriva per tutti quelli” su una gamba sola/ su una stampella su un marciapiede nella pioggia”.

Voce che attraversa olocausti ed estasi, l’acciaio degli operai, incespicando nelle piccole cose umane
la pelle, i punti interrogativi che si lancia nelle braccia quotidiane della gente comune
per scoprire che “lo spazio è tuo semplicemente perché sei umano/ per vivere pienamente il tuo cuore/ nel modo in cui è destinato a battere”.
Voce che sputa saliva infuocata
Voce che usa la parola compagno
Voce che scrive poesia
Di un giorno.

Un giorno
Smetterò di scrivere e dipingerò soltanto
smetterò di dipingere e canterò soltanto
smetterò di cantare e me ne starò seduto soltanto
smetterò di stare seduto e respirerò soltanto
smetterò di respirare e morirò soltanto
smetterò di morire e amerò soltanto
smetterò di amare e scriverò soltanto

Volevo che voi lo sapeste.

Jack Hirschman  Volevo Che Voi Lo Sapeste, Multimedia Edizioni, dicembre 2004,
Traduzioni di Raffaella Marzano
Con il sostegno di Sergio Iagulli e di Casa Della Poesia
Jack Hirschman è unanimemente considerato il più importante poeta americano vivente. Nato il 13 dicembre 1933 a New York,  ha dedicato tutta la sua vita a favore dei poveri e degli emarginati.
Membro della Union of Left Writers fondatore della rivista Compages redattore di Left Curves e del People’s Tribune ha al suo attivo oltre cento pubblicazioni e una ampissima attività di traduttore tra cui Majakovsky, Roque Dalton, Pier Paolo Pasolini, Rocco Scotellaro, Paul Laraque, Paul Celan, Pablo Neruda, René Char, Stéphane Mallarmé, Alexei Kruchenykh, Ismael Ait Djafer, Ferruccio Brugnaro
Fra i suoi libri di poesia più importanti: A Correspondence of Americans, Bloomington: Indiana University, 1960, Black Alephs,Trigram Books, New York/London, 1969, Lyripol, City Lights Books, San Francisco, 1976, The Bottom Line, Curbstone Press, Willimantic, 1988, Endless Threshold, Curbstone Press, Willimantic, 1992, Front Lines, City Lights Books, San Francisco, 2002, I was Born Murdered, Sore Dove Press, San Francisco, 2004.
Nel 2002 la Before Columbus Foundation attribuisce a Jack Hirschman l’American Book Award for Lifetime Achievement.
Nel 2006 la città di San Francisco gli ha attribuito il riconoscimento di “poeta laureato d’America”

un poeta grandissimo
dal cuore immenso.

7 pensieri su “Jack Hirschman: il poeta della gente

  1. nadia agustoni

    “smetterò di amare e scriverò soltanto”

    ma il contrario è più bello: smetterò di scrivere e amerò soltanto.

    grazie Carmine.

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  2. Abele Longo

    I segreti di un incanto senza fine:

    Poets Eleven Poem

    Between the page with the heart
    and the mind wrestling upon it,

    and the ear which later will receive
    those limbs of light as perfect harmony,

    there’s a stillness whose volume speaks
    worlds of words defiant of measure,

    treasures of the unsayable, secrets
    of the ever-beginning enchantment

    and the never-ending gathering
    at the lips of the kiss of the poem.

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  3. carmine vitale

    grazie a tutti voi intanto per esservi fermati qui a leggere le parole di una voce poetica grandissima
    un uomo che ha messo veramente il cuore nell’aiutare i più deboli
    nel sostenere la forza della poesia e dell’amore
    c.

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