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Alfabeto di strade (e altre vite) di Alberto MASALA

[…] Masala è un poeta dell’esortazione, un anarchico con coscienza di livello culturalmente internazionale, ed una produzione di tale ispirazione e tanto catalisticamente “avanti” da essere progenitrice come lo sono stati Antonin Artaud in Francia e Julian Beck con il Living Theater negli U.S.A.
In breve, è coinvolto in una poesia di provocazione – come, dice, Pasolini – ma con questa differenza: dove Pasolini portò le sue idee di provocazione sullo schermo e fu in altro modo intenzionalmente e intensamente un intellettuale attivista, o un attivista dell’intelletto, Masala ha insistito nella carica orale della performance pubblica del suo lavoro, che in gran parte è in forma omaggiante e litanica, e, sì, esortativa è la parola giusta […]
(Jack Hirschman – Introduzione a Taliban – i trentadue precetti per le donne (2001))

 

A Gilberto Centi

 
Una cosa sola era certa, perché inequivocabile:
eravamo giovani . [ 1]

 

tu ci hai lasciato un segno
e non andrà perduto [ 2]

la sera sta indossando veloce
una notte già insonne
trascinando nel naufragio di una luce
fissa e televisiva
i nostri occhi offesi

amico mio
non ti porto notizie confortanti
avevi visto giusto
purtroppo l’ipnosi ha funzionato
e non gli basta catturarci vivi
vogliono farci scrivere
e perfino cantare come loro

le finestre sprangate
tutte le chiese aperte e funzionanti
le strade chiuse tutti i ponti crollati
i matti ritornati nelle gabbie
ed attorno i turisti
della democrazia Continua a leggere

Jack Hirschman: il poeta della gente

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di Carmine Vitale

Mi mancano molte cose .La semplicità del dileguarsi il sostenere la fiducia negli uomini e nella poesia.
Poi arrivano pomeriggi e tiepide arie di sole come oggi.
E ricomincio continuamente e daccapo a sperare.
Jack Hirschman è seduto sul cuscino verde di un’altalena. Sorride e sbadiglia. Il fuso orario ha il suo peso. Ma il Poeta ha il cuore forte. Saldamente immerso nel nostro tempo nonostante le pulsioni dolenti di un’umanità esclusa desolatamente messa in mora dal progresso.
Allora affida alle parole la decrescita il contenimento delle divisioni tra le opulenti scintillanti fiamme dell’occidente e le grida che corrono dal sottosuolo dalle ingiustizie del mondo. Continua a leggere