Dopo i romanzi Undici (2008) e Mia figlia follia (2010) escono di Savina Dolores Massa, scrittrice di narrativa, poesia e testi teatrali, tredici racconti sotto il titolo Ogni madre, sempre per i tipi de Il Maestrale di Nuoro. Continua a leggere
Dopo i romanzi Undici (2008) e Mia figlia follia (2010) escono di Savina Dolores Massa, scrittrice di narrativa, poesia e testi teatrali, tredici racconti sotto il titolo Ogni madre, sempre per i tipi de Il Maestrale di Nuoro. Continua a leggere
[…] Masala è un poeta dell’esortazione, un anarchico con coscienza di livello culturalmente internazionale, ed una produzione di tale ispirazione e tanto catalisticamente “avanti” da essere progenitrice come lo sono stati Antonin Artaud in Francia e Julian Beck con il Living Theater negli U.S.A.
In breve, è coinvolto in una poesia di provocazione – come, dice, Pasolini – ma con questa differenza: dove Pasolini portò le sue idee di provocazione sullo schermo e fu in altro modo intenzionalmente e intensamente un intellettuale attivista, o un attivista dell’intelletto, Masala ha insistito nella carica orale della performance pubblica del suo lavoro, che in gran parte è in forma omaggiante e litanica, e, sì, esortativa è la parola giusta […]
(Jack Hirschman – Introduzione a Taliban – i trentadue precetti per le donne (2001))
A Gilberto Centi
Una cosa sola era certa, perché inequivocabile:
eravamo giovani . [ 1]
tu ci hai lasciato un segno
e non andrà perduto [ 2]
la sera sta indossando veloce
una notte già insonne
trascinando nel naufragio di una luce
fissa e televisiva
i nostri occhi offesi
amico mio
non ti porto notizie confortanti
avevi visto giusto
purtroppo l’ipnosi ha funzionato
e non gli basta catturarci vivi
vogliono farci scrivere
e perfino cantare come loro
le finestre sprangate
tutte le chiese aperte e funzionanti
le strade chiuse tutti i ponti crollati
i matti ritornati nelle gabbie
ed attorno i turisti
della democrazia Continua a leggere
“Ad essere stupidi si comanda il mondo e conto non se ne dà a nessuno, né di sbagli, né di meriti.” Maddalenina, la protagonista del secondo romanzo di Savina Dolores Massa, edito da Il Maestrale di Nuoro, è una minorata psichica, una reietta dalla comunità in cui vive. “Di bassa statura, vecchia e ossuta, gli occhi a fessura per una miopia che lei non sapeva essere un difetto correggibile della vista, un paio di scarpe deformi quanto chi le calzava” decide al compimento del cinquantesimo compleanno di generare una figlia. Non uno, ma tre coloro che dovrebbero fecondarla: Graziano Lucente, rampollo di una famiglia di notabili locali, Quirico Malannata, agricoltore e allevatore, Rocco delle Spezie, un insegnante. Nessuno dei tre potrà però fecondarla, “non uno che ha perso i genitali per disgrazia, non un ragazzino che ancora non si conosce il membro eretto, non un vecchio omosessuale, che a parte il suo rifiuto per le donne, immagino conservi il proprio contenuto di mutande assieme ad abbondante naftalina”. Ma il ventre di Maddalenina prende però a gonfiarsi; si scoprirà più tardi, per un tumore intestinale, come ne “L’inganno” di Thomas Mann. Continua a leggere
[questo articolo è firmato da Demetrio Paolin, autore del libro Una tragedia negata, edito dal Maestrale. Mi permetto di aggiungere due parole solo per dire che condivido in tutto e per tutto l’intenzione di non dimenticare le vittime né di questa né di qualsiasi altra strage. In tema di diritti umani, ad esempio, mi piacerebbe parlare – e non sarebbe una discussione serena, bensì profondamente indignata – delle prossime Olimpiadi, ma non è questa la sede: forse prossimamente, se il tempo me lo consentirà. Gaja Cenciarelli]
di Demetrio Paolin
Fateglielo scrivere a loro un libro
“È proprio che non lo voglio leggere il nome di fioravanti valerio [sic] e di quelli come lui in fondo a un articolo di giornale. Non sono eroi e non sono vittime. È gente che uccideva e si sentiva importante […]. Non dico che dovrebbero stare in fondo a un pozzo, ma certo non vivere di rendita delle loro atrocità. Continua a leggere