Archivi tag: Savina Dolores Massa

POESIA E POLITICA.13. SAVINA DOLORES MASSA

Babele

 

Che davvero crolli la Torre in cui si era sperato il linguaggio comune

le differenze amate e colte le rose trapiantate in orti in recinto

di dimore a gelosie serrate proprietà zannute

mentre l’elefante di Saramago pesato un giro di valzer in gondola Continua a leggere

Savina Dolores MASSA – OGNI MADRE

 

Dopo i romanzi Undici (2008) e Mia figlia follia (2010) escono di Savina Dolores Massa, scrittrice di narrativa, poesia e testi teatrali, tredici racconti sotto il titolo Ogni madre, sempre per i tipi de Il Maestrale di Nuoro. Continua a leggere

Grazia CALANNA “Crono silente”

“C’è chi concede briciole/avaro/C’è chi si sbriciola/altruista/C’è chi finirà in briciole/avido/C’è chi di briciole risorgerà/azzurro…”. Sembrano uscite dal gioco lieve e combinatorio della lingua, questi versi tratti da Crono silente di Grazia Calanna (Prova d’Autore –Catania, 2011); non senza, come in questo caso, un’ironia amara. Levità, dicevamo, che percorre buona parte della raccolta, (“Fiera feccia/dà briciole/Chèto cuore/si sbriciola/Sozza melma/in briciole/Erto mèro/di briciole”; “Spaccio di specchi allo spaccio/Spaccio tempo allo specchio/Spacciati allo specchio allo specchio del tempo”; “Condizionante condizionamento lento/aria pesante/pungente/morsa la mente/duole silente”), con versi brevi senza punteggiatura, giocando con assonanze e rime, termini polisenso. Altri testi della raccolta (“Ho percorso/cieco e scalzo/un cammino/lastricato di spilli aguzzi/arrugginiti da fiumi di lacrime invisibili/versate in silenzio/Ho sempre saputo/che saresti tornata/Ho atteso/e sopportato/il peso grave dell’assenza/Sfinito ti accolgo/e sfamo il mio dolore/con il cibo della vita/che mi rendi” (Il cibo della vita); Continua a leggere

“Mia figlia follia” di Savina Dolores MASSA

“Ad essere stupidi si comanda il mondo e conto non se ne dà a nessuno, né di sbagli, né di meriti.” Maddalenina, la protagonista del secondo romanzo di Savina Dolores Massa, edito da Il Maestrale di Nuoro, è una minorata psichica, una reietta dalla comunità in cui vive. “Di bassa statura, vecchia e ossuta, gli occhi a fessura per una miopia che lei non sapeva essere un difetto correggibile della vista, un paio di scarpe deformi quanto chi le calzava” decide al compimento del cinquantesimo compleanno di generare una figlia. Non uno, ma tre coloro che dovrebbero fecondarla: Graziano Lucente, rampollo di una famiglia di notabili locali, Quirico Malannata, agricoltore e allevatore, Rocco delle Spezie, un insegnante. Nessuno dei tre potrà però fecondarla, “non uno che ha perso i genitali per disgrazia, non un ragazzino che ancora non si conosce il membro eretto, non un vecchio omosessuale, che a parte il suo rifiuto per le donne, immagino conservi il proprio contenuto di mutande assieme ad abbondante naftalina”. Ma il ventre di Maddalenina prende però a gonfiarsi; si scoprirà più tardi, per un tumore intestinale, come ne “L’inganno” di Thomas Mann. Continua a leggere

“Undici” di Savina Dolores MASSA


Il libro apre con la notizia di cronaca riportata il 4 giugno 2006 sul quotidiano La Repubblica, a firma di Giovanni Maria Bellu: “ Barca di clandestini africani arriva ai Caraibi dopo 4 mesi nell’Atlantico. – Una barca di sei metri, bianca, senza nome e senza bandiera. E’ un pescatore ad avvistarla alle cinque del mattino del 29 aprile a 76 miglia di Ragged Point, la punta più orientale delle isole Barbados. Dondola tra le onde, nessuno la governa, anche se a bordo s’intravedono degli uomini. Sono sdraiati sul ponte, immobili. Il pescatore chiama la Guardia Costiera. Alle sei della sera, la piccola barca bianca, trainata da una motovedetta, entra nel porto di Bridgetown. A bordo ci sono i corpi quasi mummificati di undici uomini neri.” Continua a leggere