POESIA E POLITICA.13. SAVINA DOLORES MASSA

Babele

 

Che davvero crolli la Torre in cui si era sperato il linguaggio comune

le differenze amate e colte le rose trapiantate in orti in recinto

di dimore a gelosie serrate proprietà zannute

mentre l’elefante di Saramago pesato un giro di valzer in gondola

s’addormenta sui letti che amano Lisbona e il loro libraio eroe della poesia

 

li udite i pianti dei giardini in Palestina?

delle rose piovute da Babele rimaste in nuvola scacciata dai mortai?

 

dio non permise la noia che avrebbe troppo potuto imitargli l’esistenza

soffiò sulla razza frantumandola in pelli di colori differenti

le lingue ricoperte da patine incomprese ai medici e ai caprai

le gole afferrate a vita dall’insulto della mano più astuta

un oppio d’attrazione o repulsione fu asessuato

 

le pietre di Gaza basite in terra

nidificano da uccelli dentro i pugni dei bambini

 

ai massacri seguono le ruggini dei ferri con le sanatorie alla memoria

bagni in latte bianco e fu tonalità di sbaglio

della ragazza di Somalia balia con anelli svuotati dal castone

diamante finito a luccicare spezzato come un pane

sugli incisivi avidi ad ancorare facce

 

streghe e giullari sui roghi sono il desiderio d’ogni civiltà

assieme a chi crede che “gli scrittori hanno il diritto d’inventare”.

 

(edita – Il Maestrale)

 

*

 

Non lo saprò

 

Un giorno verrà scoperto un nuovo pianeta

ma io non lo saprò

andranno a viverci i più potenti e maliziosi

sopravvissuti allevati da dna privo d’anima

perpetuato nella specie dei quarti di bue

esonerata al macello dei semplici castrati

 

ma io non lo saprò

quel sapore d’acqua nuova

nutrice d’alberi in linfa sanguigna

di tenie bianche appese al posto delle stelle

di pesci zoppi in pozzanghere di spurgo renale

sfiumato a terra da porci umani:

i discendenti dei miei contemporanei

 

eppure avevamo tutto qui

la differenza tra la scelta

di ammirare o rovinare

gli oceani i mari

stagni e laghi

aghi per cucire ricamare pace

con avvertimenti di sorrisi

durati millenni di colline

scemati poi in insulti

di malasopportazione e sfinimento

protesi di palati

mucose di lingue deflagrate

 

so che lo farete di nascosto

di andarvene volando e a noi

ormai inumazione di pane estinto

sembrerete un fascino

di cometa nuova per pochi isolati

appena pochi isolati di quartiere

prima dei rimpianti

d’ogni cenere

sepolta ma mai nella memoria

del camposanto che sarà

l’offesa alla Terra non difesa

nella superbia della nostra distrazione

 

(edita – Il Maestrale)

 

*

 

Savina Dolores Massa nasce in Oristano – Sardegna – Italia, il 16 settembre 1957.

 

Arriva finalista nella cinquina al Premio Letterario Calvino nel 2007 con il romanzo Undici opera inedita. Segue 1° classificata per la Sezione Narrativa al Premio Gramsci. È il principio delle pubblicazioni dei romanzi e delle poesie con la casa editrice Il Maestrale:

 

Undici (2008)

Mia figlia follia (2010) tradotto in Francia.

Cenere calda a mezzanotte (2013)

Il carro di Tespi (2016)

A un garofano fuggito fu dato il mio nome (2019)

Lampadari a gocce (2020)

Voltami (2022)

Perché il vento era nero (2024)

 

La silloge di racconti Ogni madre (2012)

La silloge poetica Per assassinarvi – Piacere siamo spettri (2016)

La silloge poetica E adesso chiediti perché sei rimasta sola ( 2021) produzione 2015/2020

 

Il racconto illustrato L’uomo blu e le rose – Antoine de Saint-Exupéry ad Alghero (2024) ed. Imago

 

La sua scrittura è studiata e oggetto di tesi di Laurea presso le Università sarde e di Parigi-Nanterre e in alcuni prestigiosi ambienti universitari tedeschi e messicani.

Sue poesie sono tradotte e pubblicate in Argentina, in Messico e in Grecia.

 

È presente in numerose Antologie con racconti o poesie: Eros in Sardegna; Piciocas; Poesie per un compleanno; Poesie per il terremoto de L’Aquila; Storie dal sottosuolo; CoronaVersus; Cinque sensi per un albero, e numerose altre.

 

La peste dei poeti è invece un raro libricino ironico frutto di una collaborazione col fotografo Ligios in occasione di una sua Personale nella quale immortalava i maggiori protagonisti della Poesia nell’Isola di Sardegna.

 

Si occupa di riduzioni teatrali delle quali è anche regista e protagonista.

 

Ha portato in scena assieme alla Compagnia Hanife Ana teatro jazz, numerosi lavori teatrali in connubio con la musica: da riadattamenti tratti dalla Letteratura mondiale, a copioni originali.

Di personalità eclettica, Massa salta da un omaggio a De André, a Majakovskij; a Giulio Angioni; ad Antonio Gramsci e le lettere private; da Maria Lai a Gabriel Garcia Marquez; alla rivisitazione della corrispondenza delle donne di Antonio Gramsci; alla figura di Su Componidori; a Italo Calvino. A Cervantes, ad Edgar Lee Masters col suo Spoon river.

A Lorca con lo spettacolo Un garofano morsicato nel quale mischia la propria poetica a quella del grande poeta.

 

Con la vocalist Marta Loddo ha messo in scena lo spettacolo Per favore non spolveratemi le ossa, ispirato ad Alda Merini e, sempre con la stessa musicista, o accompagnata dal pianista Gianfranco Fedele, ha portato in numerosissime piazze lo spettacolo Per assassinarvi, tratto dal suo libro omonimo.

 

Con l’antropologo della musica e della danza, nonché direttore del Centro Servizi culturali UNLA di Oristano Marcello Marras ha portato in scena  una sperimentazione sulla propria poetica espressa in E adesso chiediti perché sei rimasta sola accompagnata dai suoni e le armonie degli strumenti più antichi della tradizione sarda.

 

Recentemente si è inventata lo spettacolo A balla sola – poesie sparse, dove in solitaria accompagna le proprie parole poetiche con oggetti ottenuti dal riciclaggio di cose gettate via, ma produttrici vive di suoni.

Attualmente è impegnata nella costruzione di tre copioni teatrali dedicati alla poetica di Leonard Cohen, Paolo Conte e Antonin Artaud.

 

Cura da oltre dieci anni laboratori di scrittura creativa e di propedeutica alla lettura orale, collaborando con Centri di Salute Mentale, il Centro Servizi Culturali UNLA, l’Unione ciechi, il Carcere di massima sicurezza di Massama, e la Biblioteca di Oristano.

 

Da quattro anni organizza Laboratori di Propedeutica alla lettura orale con relativa teatralizzazione di propri testi originali presso il Comune di Arborea, con il Gruppo “Lettura – che passione.”

 

Presente coi suoi Progetti in qualità di ospite o di organizzatrice in molti Festival culturali: per citarne alcuni: Letture e Visioni, Leggendo ancora insieme, L’Isola delle Storie, Bookolica.

 

Collabora saltuariamente nel tempo libero ospite del quotidiano La Nuova Sardegna in veste di recensora di romanzi.

Relatrice in pubblico di numerosi scrittori coi loro lavori. Ha curato prefazioni di molte pubblicazioni poetiche.

 

Nel 2019 è presente in un CD prodotto da Paolo Fresu dentro il quale è accanto a quattro poeti di origine mondiale con le proprie poesie tradotte in quattro lingue.

 

La scrittura, il teatro di Massa, sia in forma poetica che in prosa sceglie principalmente di occuparsi delle debolezze degli individui, degli abusi sugli umili, delle felicità o valori perduti. Della Memoria. Lo scavo dei sentimenti umani universali.

 

Amante della tradizione poetica orale gira ostinata per paesi, città, teatri e piazze.

Del dono della scrittura ringrazia ogni libro letto, ogni forma d’Arte incontrata, e la vita che ha vissuto. E che vive.

 

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