Un anno di poesia

Mauro Ferrari

UN ANNO DI POESIA

I LIBRI DEL 2006

Alfredo de Palchi, Paradigma, Hebenon, Burolo

Carlo Molinaro, La parola rinvenuta, Genesi, Torino

Sebastiano Aglieco, Dolore della casa, Il ponte del sale, Rovigo

Antonio Alleva, La tana e il microfono, Joker, Novi Ligure

Tolmino Baldassarri, Canutir, Raffaelli, Rimini

Giuseppe Bevilacqua, Un pennino di stagno, Il ponte del sale, Rovigo

Alberto Bertoni, Ho visto perdere Varenne, Manni, lecce

Alberto Cappi, Le copie della luna, Tre lune edizioni, Mantova

Giuseppe Conte, ferite e rifioriture, Mondadori, Milano

Claudio Damiani, Attorno al fuoco, Avagliano, Roma

Pasquale Di Palmo, Marine e altri sortilegi, Il ponte del sale, Rovigo

Annamaria Ferramosca, Curve di livello, Marsilio, Venezia

Lucetta Frisa, Se fossimo immortali, Joker, Novi Ligure

Stefano Massari, Il libro dei vivi, Book, Castel Maggiore

Sandro Montalto, Esequie del tempo, Manni, Lecce

Migliori libri d’esordio:

Paolo Campoccia, Uscendo, L’obliquo, Brescia

Valeria Ferraro, Il vino rovesciato, Manni, Lecce

Riccardo Olivieri, Il risultato d’azienda, Passigli, Firenze

Daniele Santoro, Diario del disertore alle Termopili, Nuova frontiera, Salerno

Silvia Zoico, Testa e croce, Valentina, Padova

BREVI NOTE A UN ANNO DI POESIA

Il 2006, più ancora dell’anno precedente, si chiude senza che la grande editoria abbia avuto la forza di proporre un solo titolo davvero di alto livello: non è un caso, né una scelta aprioristica o polemica, se fra i libri indicati soltanto quello di Pontiggia è edito da una major – e comunque Guanda, che non è certo Mondadori o Einaudi, ha proposto, anche di recente e nonostante una scelta più sparuta che attenta, qualche libro debolissimo. Piuttosto, in senso positivo, è bene enucleare alcuni elementi: in primis, la quantità di libri molto validi pubblicati da editori relativamente piccoli ma sempre più specializzati, capaci e volenterosi. Ne è prova, fra l’altro, la particolare segnalazione per quelli che riteniamo i due Libri dell’anno: quello di Carlo Molinaro, edito da Genesi, e quello di De Palchi, pubblicato dall’associazione Hebenon, facente capo a Roberto Bertoldo, che ha anche il merito di curare l’omonima rivista. Sono due opere benemerite, molto ponderose e curatissime, che colmano lacune gravi e che in modi diversi si scontrano con l’ottusità della grande editoria e della critica accademica.

Va segnalato poi l’eccellente lavoro svolto dagli acuti autori e critici del ponte del sale, di Rovigo, i quali hanno pubblicato tre ottimi libri di poesia (Aglieco, Bevilacqua e Di Palmo) e uno di critica (Un gorgo di fedeltà di Maurizio Casagrande), andando ad arricchire una delle poche collane credibili esistenti in Italia, che coniuga quantità e qualità delle proposte – mirata soprattutto alle voci che si stanno imponendo adesso. È un equilibrio difficile: come si può infatti dar credito a certe collane che faticano a offrire due o tre titoli all’anno, puntando all’elitarietà ma dando invece l’idea di una scelta estemporanea e poco convinta? Per non parlare, ovvio, delle collane da duecento titoli annui… Allora li segnaliamo tutti, gli amici di Rovigo, perché oggi è questo il gruppo che sta lavorando meglio per la poesia: Marco Munaro (direttore), Maurizio Casagrande, Luciano Cecchinel, Gabriele Codifava, Pasquale di Palmo, Sergio Fedele (Redattori).

Altro elemento da sottolineare: si temeva, dopo le prove non certo esaltanti di diversi poeti della nuova generazione (la più o meno ex “generazione sommersa”), che si fosse imboccata una china discendente: troppi titoli non avevano convinto, e troppi volumi anche importanti d’esordio non avevano avuto conferma; poteva essere naturale un certo disimpegno, anche di fronte alle difficoltà crescenti nel trovare adeguato ascolto; ne era ed è spia la produzione molto sparuta di buona parte di loro, le lunghe assenze editoriali e i non rari propositi di abbandono. Non possiamo non indicare come altra spia di crisi il momento di difficoltà che attraversano le riviste: sempre meno, sempre più alle prese con i costi in aumento, i lettori in diminuzione e la concorrenza di Internet. Invece da Aglieco, Alleva, Massari, Damiani, Di Palmo arrivano libri di crescita e di evoluzione, in qualche caso netta, come pure dal lievemente più anziano Bertoni, decisamente più noto come critico accademico; ma anche da un poeta e critico militante come Montalto, ancora molto giovane seppur non esordiente, è arrivato un libro degno di segnalazione.

Conferme, poi, da autori bravissimi ma spesso sottovalutati: una mini-antologia per Cappi, che ne dà un ritratto abbastanza sfaccettato in attesa di un lavoro ancora più completo, e i migliori libri della carriera per due poetesse come Ferramosca e Frisa; altre due piacevoli conferme vengono da Conte, che torna con un libro forte e sincero, meno retorico e velleitario di altri precedenti, e da Baldassarri – l’unico dialettale citato nell’elenco.

Almeno cinque esordi sono da segnalare: Campoccia, Ferraro, Olivieri, Santoro e Zoico arrivano al primo libro attraverso percorsi molto diversi, e non si tratta di principianti assoluti, bensì di poeti agguerriti e preparati che sono spesso noti al pubblico delle riviste (la mia Clessidra, ad esempio, ha ospitato Silvia Zoico otto o nove anni fa). Bravi, anche bravissimi: per loro sarà decisivo il secondo libro, come spesso accade, ma il primo colpo è di quelli da ricordare.

 

È di questo che ha bisogno la poesia, più ancora che di polemiche: libri forti che sommergano il mare di similpoesia, ma anche libri che sappiano parlare da soli ed erodano tante posizioni sopravvalutate. Certo che se almeno un decimo dei 35000 personaggi che hanno pubblicato poesia nel 2006 – spesso senza leggerne un solo rigo – acquistassero almeno un paio di libri all’anno, meglio se in modo ponderato, forse le vendite premierebbero un po’ di più il valore e forse spingerebbero i grandi editori a ritornare alla poesia. Non c’è da farsi illusioni, comunque: oggi come sempre, un libro di poesia, anche ottimo, può benissimo vendere zero…

Confesso, per non nascondermi dietro a un dito, che da Direttore editoriale di una delle case editrici qui citate mi sono trovato in un comprensibile imbarazzo nell’inserire alcuni titoli – ma anche nell’escluderne altri. Nel dubbio, ho preferito limitare la mia scelta a due soli libri: gli altri autori che ho scelto e stimo moltissimo capiranno.

Mi accorgo, a lista conclusa, di essere arrivato alla cifra esatta di venti libri; so che altri ne mancano, o perché usciti a fine anno o perché, più banalmente, non li ho letti o li ho colpevolmente sottovalutati. Non so se venti libri all’anno siano pochi o tanti, o forse troppi. Qualcuno dice che in un intero secolo ci sono due o tre poeti “veri”, o anche nessuno; se è così, è evidente che i libri storici non possono che essere una decina o due. Io credo che oggi i poeti veri – dai pochissimi grandi ai minimi ma autentici – siano diverse decine, e che quindi è normale che in un anno ci siano almeno venti libri di buona poesia, leggibile con gusto e profitto. E comunque, è bene lasciare che sia il tempo a fare il grosso del lavoro, se ben diretto: venti libri sono un buon raccolto, da mettere da parte nello scaffale.

 

 

Mauro Ferrari

7 pensieri su “Un anno di poesia

  1. Luca Ariano

    Molto interessante questo post!Ovviamente poi ognuno dirà la sua e ci sarà sempre qualche libro da aggiungere (confesso che molti di questi libri non li ho letti, pur conoscendo i poeti, ho letto magari poesie sparse su riviste, antologie, ecc). Sono d’accordo col dire che la grande editoria nel 2006 non ha pubblicato nulla di eccelso nelle sue collane. L’ultimo Specchio davvero notevole è Bacchini ma è del 2005. Nella Bianca nulla di nuovo mi balza all’occhio. Garzanti e Guanda hanno ridotto all’osso le loro collane, solo classici o ristampe. Feltrinelli non ha una collana di poesia, pubblica solo Sanguineti o sbaglio?Significativo, secondo me, che gli Oscar Mondadori del Novecento abbiamo pubblicato due soli titoli in un anno. Con tanti poeti dimenticati che andrebbero ristampati….Se penso che alcuni critici teorizzano che solo i libri di poesia pubblicati dalle grandi casi editrici devo essere antologizzati….
    Un caro saluto

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  2. matteo fantuzzi

    anche io mi ricordo la zoico 4 o 5 anni fa un premio letterario dove entrambi eravamo premiati, e mi colpì. sono felice di quello che scrivi e preoccupato della situazione major ! perchè major deboli non fanno la fortuna delle piccole case editrici, ma impediscono la sinergia, la qualità e la fruizione.

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  3. Giancarlo Tramutoli

    Fandango nel 2006 ha pubblicato “Un solitario amore” del grande Beppe Salvia, scomparso prematuramente vent’anni fa.

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  4. lorenzo

    Il Melangolo ha pubblicato nel 2006 “Plastico” di Jacopo Ricciardi (classe 1976). Credo da considerare, vuoi per la casa editrice, vuoi per l’autore, se si fanno valutazioni generali.

    Lorenzo Carlucci

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  5. matteo fantuzzi

    anche “guerra” di buffoni è del 2005 ? giusto ? più che altro ci sono pochi libri della “nuova poesia”, e questo dopo anni scintillanti un poco mi preoccupa.

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  6. Sandro Gros-Pietro

    Caro Mauro,
    sono commosso per il fatto che un libro da me editato abbia da te ricevuto una segnalazione di tutto riguardo, intendo dire “La parola rinvenuta” di Carlo Molinaro, che certamente è uno dei poeti più significativi del Piemonte e anche dell’intera Penisola, e non solo da quando ti sei messo a pubblicarlo tu con Joker, ma è certo che Molinaro ha raggiunto la pienezza del suo messaggio mentre collaborava con la tua attività editoriale, condizione che sigilla un particolare non secondario della storia della poesia di questi anni.
    Circa la classifica “incompleta” dei “libri caldi”, cui tu inviti i tuoi lettori a intervenire per completare l’elenco, per mio conto faccio la mia proposta, proponendo al top dei libri di massima importanza annuale per il 2006, non proposti dalla grande editoria e passati del tutto inosservati, ma fondamentali per la storia della nostra poesia, il volume “Tutte le poesie” di Silvio Ramat, con prefazione di Giuseppe Langella, edizioni Interlinea, pagg. 1444, Euro 50,00.
    Un caro saluto.
    Sandro

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