Il linguaggio ermetico, così caro ai poeti e agli alchimisti, vive della medesima radice sensibile, ma potremmo dire, senza alcun dubbio, che la radice è rovesciata. Il poeta, infatti, cattura un principio lirico indecifrabile – lo coordina, lo spoglia, lo riveste, e crea – ex novo – una confezione glotto-fonetica che evoca l’assoluto, la maestà del creato, la povertà e il riscatto del primo uomo. Onda spregiudicata, incontenibile, ecco che si serve, il poeta, della riduzione lessicale. Così facendo contiene l’incontenibile – e lo rivela.
Altro è l’alchimista. Altro è, diremo con grande serenità, l’Alchimia Tradizionale. Infatti, l’impeccabile ordine tecnico-scientifico, tema strumentale definitivo dell’operatore, muove l’Opus alchemico verso l’Origine fisico-chimica del vocabolo. Quindi, potremmo dire che “si tratta della nostra sintassi dei corpi viventi. Infatti dobbiamo essere certi che le dinamiche che denotano una formula d’Arte conclusiva, narrata o di figurazione – procedono dal quel Chaos Originario così metodicamente dichiarato da tutte le Fonti Tradizionali. A tale principio imprescindibile, quello caotico, l’Artista fonda il proprio universo mito-allegorico, appunto procedendo nella ricostruzione formale dell’Ordine Naturale delle Cose”.
Il poeta, allora, traccia il solco dell’uomo vivente. Ne verga il sentiero. Gli dona la vita e la morte e ancora la vita; l’alchimista ne rivela le regole e il volto misterioso, contratto nelle ferree dottrine delle scienze della natura. Danza comune, prodigiosa, il poeta e l’alchimista vanno di pari passo, nell’impervia ma comune lotta della sopravvivenza. Lotta che equivale al radicale abbattimento della morte biologica.


Che poi è la fame del poeta.
Il “lapis”, è notoriamente anche il mezzo di scrittura usato da “alcuni” poeti. L’analisi alchimista, radice nello gnosticismo, non è contrapposizione al cosciente, ma è il tentativo (quasi imperativo)di trasformare i tempi “nuovi” alle nuove esigenze dell'”anima” con l’ascolto “colto” dell’inconscio. Inoltre l’indagine dell’inconscio, alchemico è la pietra angolare della psicanalisi.