Salmo Secondo

di Mauro Pesce

Ma chi sarà il messia

– colui – che ungi

– quando –

i popoli e le genti,

tutti, re della terra,

pensano l’immenso vuoto

– pensano –

il nulla: tra le fessure

di cellule s’incunea

come nebbia, come

umido

vapore, patina

impalbabile – oleosa –

sulle fibre della mente

– del petto -. Perché

ragsciù goyìm?

Perché atterrita

– è lei -?

Ungimi

dell’olio tuo che mi ricopra

dell’invisibile barriera

impenetrabile. Dov’è

quest’olio del messia?

– cos’è? – che mi riporta

– dita nella terra umida? –

nell’acqua tersa dove guizza il sole ?

Mio figlio – tu –

e io

– oggi – quest’ora –

ti rifaccio bimbo.

4 pensieri su “Salmo Secondo”

  1. Carla

    i salmi contengono ciò che di umano ci avvicina al divino, sono pregni della sua benedizione, non ostante le paure, le distanze, gli isolamenti…

    Buon giorno

    Rispondi ↓
  2. Mauro Pesce

    Non avevo pensato che l’olio del messia isola, avevo solo pensato che protegge dal terrore che ci invade e non sappiamo perché. Come tutti, ancxhe io vivo accanto al male che c’è in noi e fuori di noi e che rovina la vita dei nstri cari. Avevo scritto questo testo in un momento in cui avevo incominiato a commentare i salmi per rispondere in modo assolutamente sincero come reagisce un lettore come me, desideroso di vita e di verità. chissà forse riproverò.

    strano leggere “buon giorno”

    Rispondi ↓
  3. Carla

    Egregio Mauro, mi auguro vivamente che continui a cercare queste risposte – salmi o meno compresi –
    li ritengo argomenti sempre interessanti, anche in poesia…

    (Buon pomeriggio)

    Rispondi ↓

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