di Mauro Pesce
Ma chi sarà il messia
– colui – che ungi
– quando –
i popoli e le genti,
tutti, re della terra,
pensano l’immenso vuoto
– pensano –
il nulla: tra le fessure
di cellule s’incunea
come nebbia, come
umido
vapore, patina
impalbabile – oleosa –
sulle fibre della mente
– del petto -. Perché
ragsciù goyìm?
Perché atterrita
– è lei -?
Ungimi
dell’olio tuo che mi ricopra
dell’invisibile barriera
impenetrabile. Dov’è
quest’olio del messia?
– cos’è? – che mi riporta
– dita nella terra umida? –
nell’acqua tersa dove guizza il sole ?
Mio figlio – tu –
e io
– oggi – quest’ora –
ti rifaccio bimbo.

l’olio isola…
meglio non abusarne.
i salmi contengono ciò che di umano ci avvicina al divino, sono pregni della sua benedizione, non ostante le paure, le distanze, gli isolamenti…
Buon giorno
Non avevo pensato che l’olio del messia isola, avevo solo pensato che protegge dal terrore che ci invade e non sappiamo perché. Come tutti, ancxhe io vivo accanto al male che c’è in noi e fuori di noi e che rovina la vita dei nstri cari. Avevo scritto questo testo in un momento in cui avevo incominiato a commentare i salmi per rispondere in modo assolutamente sincero come reagisce un lettore come me, desideroso di vita e di verità. chissà forse riproverò.
strano leggere “buon giorno”
Egregio Mauro, mi auguro vivamente che continui a cercare queste risposte – salmi o meno compresi –
li ritengo argomenti sempre interessanti, anche in poesia…
(Buon pomeriggio)