Sor’aqua

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da qui

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Bei tempi, quando qualcuno poteva parlarne in libertà, quasi riproducendone la freschezza inarrivabile, la purezza intangibile. Per la bibbia, l’acqua è il tesoro per antonomasia. L’uomo del deserto ne conosce ogni dettaglio, ne apprezza ogni segno. Nessuno alzi le mani su di lei, nostra sorella umile, mai nostra schiava.

15 pensieri su “Sor’aqua

  1. f&r

    le mani, ormai, le hanno alzate.
    che ci sia qualcosa da fare per liberare sor’aqua… è da sperare
    ma il dubbio è forte.

    un abbraccio

    f&r

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  2. robertorossitesta

    A proposito di acqua mi viene in mente “Fontamara”, e il trattamento in quel libro riservato, è vero, a nostri connazionali; ma ormai lontani nel tempo, e poi via, diciamocelo, così tanto più cafoni di quanto noi siamo o crediamo di essere.
    A questo punto ci cullavamo nell’illusione ipnotica che certe cose, se proprio capitavano ancora, capitavano dall’altra parte del globo: dov’era agevole far finta d’ignorarle, e dove del resto vive gente così diversa che non è detto che quanto dà fastidio a noi dia fastidio anche a loro.
    Brusco risveglio.
    Lontani o vicini, laureati o cafoni, delicati o coriacei, oramai è lo stesso: la legge, ed era ora, sta diventando uguale per tutti; e la sete di giustizia, finalmente, pure.
    Un saluto,
    Roberto

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  3. Giocatore d'Azzardo

    Fabrizio, questo è uno dei temi PRIMARI: il primo passo per iniziare a limitare la nostra libertà! Discuterne solo in internet, inventarsi loghetti sfiziosi, firmare le solite petizioni è inutile. Non servono ed è esattamente ciò che si aspettano succeda: tranquille, democratiche e pacate dimostrazioni di dissenso!
    Qui dobbiamo tornare in piazza. Qui è necessario tornare cittadini e persone. Qui dobbiamo smetterla di fare le pecore perché pensiamo di avere qualcosa da difendere. E’ su questo che fanno affidamento per fregarci: sanno che, per difendere i nostri finti privilegi, ce ne staremo buoni anche questa volta con le nostre beghine fra destra e sinistra. Qui, destra e sinistra, ideologie nate morte e già sepolte da almeno un paio di decenni, sono da dimenticare. Dobbiamo tornare ad essere persone che parlano, discutono, si confrontano e poi si danno da fare: agiscono. Di persona! Se nemmeno una questione PRIMARIA come quella dell’acqua, riuscirà a rimetterci assieme, vuol dire che siamo veramente oltre la frutta, hanno vinto e fine del gioco. Amen.
    E’ l’unica via che vedo: dare vita a un movimento di cittadini che abbia come unico scopo la non privatizzazione dell’acqua ed escludere a priori, dal movimento, tutti coloro che dovessero cercare di entrarci portandosi appresso partiti o altre organizzazioni più o meno schierate; fosse anche la Croce Rossa! Anche a costo di apparire ed essere “razzisti”!
    In caso contrario il rischio, per me più che una certezza, è chiarissimo: diventare la solita cassa di risonanza usata da altri e che non sortirà alcun effetto. Contro queste lobby finanziarie, perché la privatizzazione dell’acqua non è altro che l’effetto dell’azione di lobby finanziarie anche facilmente identificabili, esiste un solo modo per combattere e vincere: togliergli il guadagno e far scomparire la convenienza all’investimento. Si deve arrivare a una massa critica significativa di cittadini che non pagano i servizi privati e che autodefiniscono un prezzo EQUO, in grado di garantire la corretta manutenzione degli impianti e gli stipendi a chi ci lavora: STOP! Basta ai poteri e alle fortune costruite sulla nostra pelle!
    Intorno all’acqua, comprese le “fantomatiche” acque minerali, girano marginalità da capogiro a fronte di “concessioni d’uso” REGALATE. Fintanto che si trattava solo di acque minerali, che uno è libero o meno di scegliere (io non le acquisto per principio), ci stava, ma privatizzare tutta l’acqua è l’equivalente della tassa sul sale: un primo paletto per limitare la libertà delle persone. Non ci sto e mi sono ROTTO LE BALLE delle loro BALLE sulle FINTE e FALSE società a partecipazione mista che capitalizzano i guadagni e scaricano sui cittadini costi e debiti: affanculo chi racconta queste balle impressionanti e affanculo chi ci crede. Merita di essere fregato!
    Tra l’altro il problema è diffuso e realtà come Veolia, Suez, la stessa Coca Cola, stanno facendo danni in tutto il mondo, sul tema acqua (e soldi a palate!). Ora, il denaro, sta perdendo valore, e se non è ora sarà fra poco, e allora ci fregano accaparrandosi beni di tutti. Il punto è che, se non iniziamo noi, cittadini dei paesi evoluti, a rifilare qualche calcione nel didietro a questi signori, come possiamo pretendere che si muovano paesi i cui cittadini muoiono di fame? Che paura abbiamo? Sono quattro buffoni vecchi, botulinati e viagrati, quelli che firmano queste leggi, e si pavoneggiano in mezzo ai loro economisti a gettone: fighette che gli fai bhu e scappano. Facciamoci sentire!
    Dobbiamo riprenderci i diritti fondamentali e non sarà facile, dopo la firma del Trattato di Lisbona e la sua approvazione definitiva. Se poi, mi ripeto, nemmeno a fronte di qualcosa di primario come l’acqua, si riescono ad accantonare idee balzane e morte, come destra e sinistra; beh, vuol dire che è giunta l’ora di prendere i miei quattro soldi, comperarmi un posto tranquillo, il più possibile lontano da questa presunta civiltà e andarci a spendere il tempo residuo. 🙂

    Blackjack.

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  4. Mario pandiani

    Mi lavo poco, bevo vino, non dovrei preoccuparmi dell’ennesimo regalo ai plutocrati che stanno dissanguando il mondo, ma Fabrizio ha detto l’unica cosa che si poteva dire, che l’acqua è santa, che il valore simbolico di questa ruberia è biblico, quando l’Apocalisse dice che un terzo delle acque saranno avvelenate, questa privatizzazione è parte significativa di quel veleno, forse più dei milioni di bidoni di prodotti tossici che la mafia ha scaricato in mare per conto dei nostri governi e dei nostri imprenditori.
    Ma proprio per questo l’unica opzione che mi verrebbe in mente istintivamente è da accantonare, è finito il tempo della violenza, la grande tribolazione andrà affrontata con l’amore, cioè col martirio.
    Proviamo a buttar lì qualche ipotesi, indovinar alcune delle possibili conseguenze, di questo fatto che pare così indifferente alla gente comune; gestire le acque significa controllarne la qualità, il costo infatti non è un argomento rilevante, i soldi non valgono più nulla e quello che oggi non paghiamo di acqua lo paghiamo da un’altra parte, presto la voragine traq chi può e chi non può sara netta e visibile e non ci sarà opposizione.
    Il controllo delle acque cosa significa in concreto; che se vogliono immettere psicofarmaci nell’acquedotto lo potranno fare, che gli enti di controllo saranno nominati e comprati, al supermercato dei politici falliti, dai proprietari delle acque stesse, che potranno agire sulla popolazione con in mano più del 50 % del nostro corpo, 75% nel caso dei neonati.
    Tutto l’insegnamento dei Padri è escatologico e si riferisce a questi tempi, l’ascesi e la rinuncia non sono solo il mezzo per avvicinarsi a Dio in ogni epoca, ma un memento della fine dei tempi.
    Noi abbiamo una sola arma contro il gargantua politico finanziario demoplutomassonico che stastringendo la garrota al mondo intero; consumare di meno.
    Adesso, non dico di essere come il generale fuso di testa Jack D. Ripper nel Dottor stranamore, che beveva solo acqua piovana e negava alle donne i fluidi vitali, ma l’abuso di consumi, anche di acqua, è ciò che fa gola a quei bastardi, e noi possiamo ridurre questo ed è un’arma devastante perchè interrompe un’illusione.

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    1. fabrizio centofanti

      grazie amici.
      è l’ultimo atto del capitale: cominciare a privatizzare tutto.
      ci stanno togliendo la terra sotto i piedi, ma non ce ne accorgiamo, continuiamo a berci la tv con sguardo ebete.
      è l’unica cosa che ci lasceranno bere, fino alla fine.

  5. Valeria Bellagamba

    Sono d’accordo con Giocatore d’Azzardo. E’ venuto il momento di agire.
    Il boicottaggio è uno strumento, ma ridurre il consumo di acqua lo trovo arduo…
    Comunque, che brutto mondo che abbiamo davanti.

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  6. Giovanni Nuscis

    Una porcata dopo l’altra, da parte di questo governo (bisogna pur ricordare da che parte arrivano).
    D’accordo con Fabrizio e con chi propone, strategicamente, di contenere al massimo l’utilizzo dell’acqua, rendendone la gestione non più appetibile.
    Grazie Fabrizio.
    Giovanni

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  7. annamaria orlandi

    Tutto vero. Però l’acquedotto pugliese fa acqua da tutte le parti,come tanti altri pezzi della nostra rete idrica. Quindi neppure lo stato,cioè noi, abbiamo saputo gestire questo bene primario,per corruzione, incapacità,incuria….mancanza di controllo.Ora è desolante questa ennesima privatizzazione di un bene così essenziale per la vita di tutti. Ma davvero pensate che coloro che non si sono mai preoccupati della “cosa pubblica”,ma l’hanno usata per i loro interessi,cambieranno idea a causa delle nostre proteste? e, soprattutto, che gli Italiani, consumatori di acque minerali,abituati a farsi tre docce al giorno,scenderanno in piazza con noi o la smetteranno di stralavarsi? Vorrei tanto sperarlo…..

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  8. Giocatore d'Azzardo

    Giovanni, ti faccio notare solo alcuni “piccoli” dettagli:
    1) le prime regioni ad adottare e promuovere politiche di privatizzazione dell’acqua sono state Emilia Romagna e Toscana; da sempre feudi della destra
    2) la sinistra ha votato UNANIME a favore del Trattato di Lisbona che spinge in questa direzione e non ha MAI alzato un dito nelle sedi che contano (le pagliacciate di piazza, fatte per raccattare voti e arruolare accoliti, non le considero se sei d’accordo).

    Quando inizierete a capire che non esiste una destra o una sinistra, ma esistiamo NOI?

    Blackjack.

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  9. Carlo Cannella

    Confermo le parole del giocatore per esperienza diretta. Quando ero consigliere comunale ad Ascoli, anno 2004, presentai una mozione per il riconoscimento dell’acqua come bene comune pubblico che non doveva essere assoggettato a norme di mercato. Quella mozione non fu mai discussa in consiglio, per il semplice fatto che sia la destra (che governava) che la sinistra (teoricamente all’opposizione) avevano interessi diretti per le concessioni provinciali sull’imbottigliamento dell’acqua. Poiche’erano i capigruppo di tutti i partiti, collegialmente, che decidevano l’ordine di discussione delle mozioni presentate, l’argomento acqua veniva strategicamente rinviato di seduta in seduta, senza che la “sinistra” avesse niente da ridire su questo, anzi avallando con il suo comportamento quella strategia. Quando chiedevo spiegazioni al presidente del consiglio mi veniva detto che era un argomento di secondo piano. I sinistri erano d’accordo, loro dovevano discutere di appalti e campetti da calcio.

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  10. Elio

    C’è (c’era?) un articolo di Alex Zanotelli su Megachip, sotto al quale si chiedeva un’adesione via email. Io l’ho inviata, così come farei con iniziative analoghe. Ciao

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