Il castagno di Anna Frank.

(L’albero)

IL CASTAGNO DI ANNA FRANK

di Nadia Agustoni

Il primo innesto di un ramo dell’albero di castagno che Anna Frank guardava dalla sua finestra è avvenuto in un parco cittadino di Amsterdam. Il castagno sta morendo e gli innesti serviranno a far crescere altri alberi. Altri 150 rami verranno piantati in diversi paesi del mondo in omaggio alla memoria di una ragazzina ebrea morta in un campo di concentramento nazista lasciando nella soffitta dove si nascondeva con la sua famiglia un diario. Quel diario ci ha raccontato la disfatta dell’umanità come pochi libri hanno potuto e saputo fare. Quel tempo, quegli anni, li abbiamo appresi dai racconti orali di testimoni che li hanno vissuti e da libri che ci hanno tramandato storie di gente scomparsa nel nulla e storie di gente uccisa nei luoghi in cui viveva. Come tante fotografie in bianco e nero queste storie ci hanno detto la sofferenza dell’umiliazione e della morte e il miracolo della resistenza. Resistenza, che prima ancora che con le armi, cominciò nella coscienza di adulti, adolescenti e bambini, uomini e donne che non sempre trovarono le parole per dire quello che sentivano.

L’albero di Anna Frank, il vecchio castagno, diventa così un simbolo. Mi piace pensarlo come il segno di un patto con quante più persone possibili. Se l’arcobaleno fu dono divino per sancire un’alleanza con gli uomini dopo il diluvio, ci sia almeno un albero a crescere e a ricordarci che il mondo è di tutti e di ognuno.

(Il Diario)

Qui Il nascondiglio sito ufficiale sulla casa di Anna Frank per chi volesse compiere un viaggio online tra immagini e parole.

14 pensieri su “Il castagno di Anna Frank.

  1. mariapia

    Grazie Nadia!!Sto rileggendo le tue poesie in questi giorni, hai un dono prosodico e “di pensiero, anche qui..è lo slancio etico, è quanto tu ami, ma azzecchi davvero in questo albero il doppio della memoria e dei simboli- occasione in poesia. .
    Quel che rimane quel che ci appartiene, come sacro, eh sì!
    maria Pia Q

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  2. carmine vitale

    sono stato più volte in quella casa nascondiglio
    si sentono i passi il respiro la speranza
    c’è memoria vita futuro
    e fuori questo grande albero
    che respira allo stesso modo
    c.

    grazie

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  3. robertorossitesta

    Quasi tutte le testimonianze che lasciamo sono testimonianze di sconfitte, a volte nemmeno troppo splendide.
    E lo sforzo di guardare oltre la storia per cercarne il ribaltamento e il ristoro a volte non sembra che l’ennesimo oltraggio, e forse, anche al di là delle intenzioni, il più sanguinoso.
    Poi però, nella consapevolezza di non poter fare di meglio, ci diamo una mossa e andiamo avanti lungo il cammino intrapreso.
    Grazie e un caro saluto,
    Roberto

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  4. Anna Maria

    Affianco idealmente il castagno di Anna Frank agli occhi rivolti al cielo e ai piedi puntati sulla terra di Etty Hillesum. Grazie, Nadia, per aver proposto una riflessione sulla memoria e sui simboli.

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  5. nadia agustoni

    Me lo chiedo anche io Roberto, ma stare zitti mi pare complicità e anche peggio. Prima di tutto perchè c’è sempre chi dice e cerca di far credere che nulla è avvenuto.
    E’ così che ritornano.
    E questo mi pare più offensivo delle nostre parole, del resto misurate.

    Un saluto a te e a Orsola.

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  6. nadia agustoni

    Grazie Anna Maria della presenza.
    Mentre postavo il commento sopra è arrivato il tuo.
    Un saluto

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  7. Giovanni Nuscis

    “ricordarci che il mondo è di tutti e di ognuno.”

    Un simbolo bellissimo l’innesto di quel castagno in altri, nel mondo.
    Grazie, Nadia.

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  8. Nina Maroccolo

    Grazie, carissima Nadia.
    Per me Annelies Marie Frank – vero nome di Anna Frank – ha un significato speciale.
    Ho scritto un libro su di lei, una sorta di proseguimento ideale del suo Diario: ho cercato di darle la voce di donna, quella donna che non è mai stata. Due anni di lavoro tra studi ed orrori.
    *
    L’insegnamento di Anne è sempre e ancora valido nel viaggio della Memoria. Soprattutto nel mondo adulto. Lei, bambina cresciuta, consapevole, con passioni e voglie incoronate da un futuro letterario e giornalistico.
    Dopo la guerra.
    Mi sono sentita nel dovere di scrivere un libro su di lei, ma scostandomi dall’immagine “icona”.
    Porterò qui su LPELS alcuni passi tratti dal libro.

    Ancora grazie, Nadia.

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  9. véronique vergé

    Grazie Nadia per questo post che dice molto della delicatezza del suo cuore. Trovo il simbolo bellissimo, il ramo come ombre di una libertà che non era possibile, solo nella scrittura. E lo sguardo di Anna Frank ha dato un senso alla vita dell’albero, è come il rifletto della sua anima: qualcosa di una presenza infinita.

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