Estremi

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da qui

Mi si stringe il cuore. Forse, anche, perché the last supper mi ricorda inevitabilmente un’altra cena, di un altro condannato a morte. Lo ius vitae ac necis è vecchio quanto il mondo: uno strano diritto che l’uomo si è arrogato sull’esistenza altrui; in casi estremi, è vero, ma ci si chiede sempre se esista un caso così estremo da giustificare un estremo come questo. A mio parere no. Nessuno può decidere quando sia giunto il turno dell’ultima cena; nemmeno Dio, che non voleva la morte di Gesù, ma solo che salvasse il mondo, come recita il suo nome.

8 pensieri su “Estremi

  1. Stella Maria

    Sì, nessuno può togliere la vita a nessun altro perchè la vita non ci appartiene è un dono e in quanto tale va onorato e protetto. un dono di Dio o se preferite dei genitori.
    Si dice che l’animale che uccide la prima volta, assaggiato il sangue, ne segue l’odore per il piacere di gustarlo di nuovo. In parte sicuramente è vero e spiegherebbe perchè molti animali uccidono non per fame. Forse è lo stesso anche per l’uomo ma perchè? Perchè di sangue ne è stato versato tanto da una croce, perchè il sangue è vita stessa o semplicemente perchè l’istinto bestiale è ancora molto forte? L’evoluzione forse è ancora lunga, nel frattempo non ci rimane che combattere ad armi bianche per la difesa della vita. Sempre!
    SM

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  2. f&r

    c’è qualcosa di ancora più terribile in queste morti: che non redimono nessuno, non la società, non il condannato.

    nessuno tocchi caino.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  3. Franco

    Occhio per Occhio….ed il mondo diventa cieco(GANDHI). Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro(Vangelo secondo Matteo). Ciao Fabrizio, un abbraccio, Franco.

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  4. anonimo

    Viktor Frankl era un giovane e brillante psichiatra viennese quando venne catturato dai tedeschi e rinchiuso in campo di concentramento in quanto ebreo.
    La sua vita subì un tragico cambiamento, perse tutto: la giovane moglie, i genitori, la professione, la casa.
    Non perse la speranza e negli anni in cui fu internato fece un’importante osservazione: tra i suoi compagni di sventura, erano più resistenti alle malattie e alle tribolazioni coloro che credevano in qualcosa, che nonostante tutto continuavano a dare un “senso” alla propria vita.
    Ebbe salva la vita ed elaborò una teoria psicologica la “logoterapia” improntata ad aiutare il paziente a dare un significato alla propria vita.

    Per chi volesse saperne di più:
    Frankl Victor, Uno psicologo nei lager, Milano, Ares, 1975
    è una testimonianza toccante e ricca di speranza nell’uomo, nonostante tutto.

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  5. anonimo

    prego.
    è proprio così.
    Come nel caso dell’attore Christofer Reeve (Autobiografia: Sempre io, Milano, TEA, 2000.)

    Quando uscì il film Superman mi chiedevano spesso: “Che cos’è un eroe?” Ora so che è chi trova la forza di perseverare e resistere nonostante gli ostacoli”. Questa citazione appare sulla copertina del libro di Reeve. Un attore famoso, bello ricco e fortunato, rimane completamente paralizzato in seguito ad una caduta da cavallo e, invece di arrendersi, si trasforma. Recentemente scomparso, ha dedicato la sua vita a sostenere la ricerca scientifica sulle possibilità di recupero dei tetraplegici, per salvare la vita di tanti altri, per dare un senso alla sua.

    DARE UN SENSO, TROVARE UN SENSO anche se il nostro stato un senso non ce l’ha…o ai nostri occhi così sembra….

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