Vivere senza Tempo

François Jullien Il tempo – Elementi di una filosofia del vivere.

Tu ti puoi spingere
indietro per un ruscello di luce
al cielo.
E indietro nella storia sul corso
del tempo.
E questa rapidità ti fu data
non per affrettarti
né sopratutto per
andartene
dove vuoi.
Ma perché nella smania di spendersi
del tutto
a te spetti invece il potere di
fermarti
(Robert Frost)

J. Marias nel libro Tutte le anime descrive la difficoltà angosciosa della relazione con il tempo assoluto e quello relativo e trova nel recupero del valore della libertà di pensiero, la chiave che consente al protagonista di virare verso una soluzione esistenziale positiva e non sprofondare nel buco nero della perdita di coscienza e significato.

Che cos’è dunque il tempo? la domanda che Agostino rivolge nell’undicesimo libro delle Confessioni attraversa le epoche e problematica è la risposta agostiniana: se nessuno me lo chiede lo so; se qualcuno, però, me lo chiede ed io cerco di spiegarglielo non lo so più.

Ma da un’altra prospettiva parte e s’interroga il sinologo François Jullien, autore di un saggio per luca sossella editore dal titolo Il tempo, elementi di una filosofia del vivere. Jullien non si chiede come pensare il tempo, ma se abbiamo proprio bisogno di un concetto del tempo. Il testo devo confessare si è fatto divorare nonostante la sua complessità per la vertigine concettuale in cui Jullien trascina nel tentativo di uscire dalla grande piega del tempo analizzando il pensiero cinese. Jullien si chiede come può essere un pensiero che non ha pensato il corpo in movimento, da cui deriva la concezione del tempo fisico, come numero del movimento, come può essere un pensiero che non oppone il temporaneo all’eterno o l’essere al divenire. Anche quei filosofi come Bergson con il concetto dell’intuizione della durata, e Heidegger con la sua concezione più originaria della nostra esperienza, che più di altri hanno tentato di prendere le distanze dalla concezione comune aristotelica del tempo, non sono riusciti nell’intento di liberarsi del tempo. Il tempo mangia la vita; è l’oscuro nemico che ci divora il cuore, che del sangue che perdiamo, cresce e si fortifica (Baudelaire). Jullien tiene a sottolineare che la questione che pone non è meramente speculativa, perché tenta di ricomporre pratiche di vita a partire da un’analisi della genealogia del pensiero del tempo, tracciandone così una sorta di ultima figura della trascendenza ancora fortemente presente nel pensiero occidentale, identificando in questa figura il problema dell’Occidente e opponendo a questo un’altra concezione che scardina il tempo annullandolo. E’superfluo dire che questo testo non sarà accolto favorevolmente, nel senso che avrà difficoltà a farsi comprendere nelle sue pragmatiche. E per compiere questo tragitto si appoggia anche ai Saggi di Montaigne, lì dove si suggerisce di vivere non al presente ma a proposito. Vivere considerando il momento non come durata e movimento ma come occasione o occorrenza. Ma di cosa è fatto il momento giusto? Per rispondere a questa domanda Jullien ripercorre un itinerario attraverso la Cina per arrivare a un saggezza che si pronuncia per la spensieratezza come sostanza effettuale di questo momento giusto. Così Jullien dopo avere analizzato le ragioni del pensiero del tempo in Occidente nella prima parte del saggio, nel seconda parte cerca di mostrare l’esigenza di liberarsi del concetto del tempo se veramente vogliamo sviluppare un pensiero votato all’immanenza, molto spesso ricercato e dichiarato ma poi ogni volta fallito.
Il nostro grande e glorioso capolavoro è quello di vivere a proposito, dice Montaigne. A proposito sostituisce al presente. La formula di Montaigne vuole isolare il tempo, affrancando la nostra esistenza dall’ossessione del passaggio e dalla sua conclusione, liberandola dall’angoscia del progetto e della previsione. Ma è all’interno del pensiero cinese che Jullien trova la possibilità di dispiegare e rimettere in movimento questioni che in Occidente non siamo stati capaci di sviluppare. Difficile riassumere in poche righe il percorso attraverso il pensiero cinese. Resta da dire solamente per convincere qualcuno a leggersi un libro impegnativo ma che ti può cambiare la vita, di come Jullien abbia trovato un modo diverso di accedere all’immanenza a partire dal “momento” non più in rapporto al presente, e che possiamo riassumere con due parole: opportunità e disponibilità. Non c’è nessuna opportunità se non sappiamo accoglierla, non ci sono offerte se non siamo aperti. Due termini di uso corrente ma che utilizziamo di sfuggita, non ereditati filosoficamente se non in maniera vaga e spesso fraintesi a meno che attraversandoli con altre coerenze non si scoprano le condizioni per dare loro una consistenza reale. Le pagine più belle del libro sono proprio quelle che si concentrano sulle esemplificazioni di questi concetti all’interno del pensiero cinese. In definitiva questo libro si presenta come uno dei più importanti testi prodotti su una filosofia di vita quotidiana radicalmente altra. Quando lo si capisce la si vive e si libera la coscienza dalle trappole della morale.
François Jullien – Il tempo. Elementi per una filosofia del vivere – sossella – 15 euro

3 pensieri su “Vivere senza Tempo

  1. carlabariffi

    – Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre:
    presente del passato, presente del presente, presente del futuro.
    Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell’animo e non vedo altrove:
    il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa.-
    (Sant’Agostino)

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  2. Giorgio

    Grazie, Emanuele, mi sembra interessante e appena possibile lo cercherò.

    Questa estate leggevo uno dei capolavori della letteratura cinese, “Il sogno della camera rossa”, di Tsao Hsueh-chin, e una cosa che notavo è proprio il diverso trattamento del tempo e degli eventi. La narrazione si sviluppa con un tempo diverso da quello occidentale, non teso come un fiume al raggiungimento di una meta. Il tempo in quel romanzo è un lago tranquillo. Ma improvvisamente ci sono accelerazioni che imprimono una svolta, o, più semplicemente, eventi che svelano quanto andava maturando.

    E mi proponevo proprio di vederci più chiaro…

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  3. elena f

    leggendo mi è venuta in mente questa storia zen.

    Un uomo stava camminando nella foresta quando s’imbatté in una tigre. Fatto dietro-front precipitosamente, si mise a correre inseguito dalla belva. Giunse sull’orlo di un precipizio, ma per fortuna trovò da aggrapparsi al ramo sporgente di un albero.
    Guardò in basso, e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé un’altra tigre. Come se non bastasse, arrivarono due grossi topi, l’uno bianco e l’altro nero, che incominciarono a rodere il ramo.
    Ancora poco e il ramo sarebbe precipitato.
    Fu allora che l’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Tenendosi con una sola mano, con l’altra staccò la fragola e la mangiò.
    Com’era dolce!

    libro interessante sicuramente da leggere,

    grazie

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