All those ships that never sailed

bob-kaufman.jpgQualche settimana fa ho letto nella piccolo rubrica di poesia di City, uno degli innumerevoli giornali che si distribuiscono gratis nelle grandi città, alcuni versi che mi hanno colpito.
Immediatamente ho cercato notizie sull’autore, che non conoscevo, e infine ho trovato in internet anche la poesia intera, di cui City aveva riportato solo alcuni versi,.
L’autore di All those ships that never sailed è il poeta della beat generation Bob Kaufman ( 1925-1986).
Di padre ebreo e madre afro-americana, Kaufman cresce nell’America povera ed oppressa. A 13 anni scappa di casa ed entra nella marina. Negli anni ’40 incontra a New York Allen Ginsberg and William S. Burroughs. Dopo anni di instabilità, arriva a San Francisco dove rimane per il resto della sua vita: personaggio eccentrico fra finti eccentrici. Comincia a scrivere versi come il jazz che lui ama : veloci, selvaggi, ritmici, spontanei. Come molti artisti e poeti della sua generazione, si converte al buddhismo. Dopo l’assassinio di Kennedy, fa un voto di silenzio. Lo rompe solamente alla fine della guerra del Vietnam nel 1975 con un lettura pubblica di quella poesia, che avevo letto sul pullman fra Monza e Cinisello Balsamo in una grigia mattina d’ottobre –
All those ships that never sailed

All those ships that never sailed
the ones with their seacocks open
that were scuttled in their stalls…
Today I bring them back
huge and transitory
and let them sail
Forever

All those flowers that you never grew –
that you wanted to grow
the ones that were plowed under
ground in the mud –
Today I bring them back
and let you grow them
Forever

All those wars and truces
dancing down these years
all in three flag swept days
rejected meaning of God –

My body once covered with beauty
is now a museum of betrayal
this part remembered because of that one’s touch
this part remembered for that one’s kiss –
Today I bring it back
and let you live
Forever

I breath a breathless I love you
and move you
Forever

Remove the snake from Moses’ arm
and someday the Jewish queen will dance
down the street with the dogs
and make every Jew
Her lover
Tutte quelle navi mai salpate

Tutte quelle navi mai salpate
pronte per la partenza
che furono affondate nei porti…
Oggi le riporto
enormi e transitori
e le faccio andare
per sempre
Tutti quei fiori che non hai mai cresciuti –
che volevi crescere
quelli che hanno stentato sotto
terra nel fango –
Oggi li riporto
e te li faccio crescere
per sempre

Tutto quel balletto di
guerre e tregue in tutti questi anni
spazzato via in tre giorni di bandiere
rifiutato significato di Dio –

Il mio corpo, un tempo ricoperto di bellezza
ora è ora un museo di tradimenti
questa parte, me la ricordo perché qualcuno l’ha toccata
quest’altra per il bacio di qualcuno –
Oggi lo riporto
e ti faccio vivere
per sempre

Soffio un Ti amo sfiatato
e ti animo
per sempre

Togli il serpente dal braccio di Mosè
e un giorno la regina ebrea danzerà
per la strada con i cani
e di ogni ebreo
ne farà il suo amante

4 pensieri su “All those ships that never sailed

  1. apolide

    Conoscevo il grande Ginsberg, ma non Bob Kaufman. Grazie della lettura. E quanta solenne tristezza, in quelle parole pronunciate dopo anni di silenzio… bella.

    ciao

    Apolide

    Rispondi
  2. stefanie golisch

    Das geht wahrlich tiefer als das zeug, was ich von der Beat Generation sonst so erinnere und was mir eher als Masche vorkam (wie übersetzt man Masche ins Italienische?) Anrührend sowohl die Busfahrt als auch Dein Fundort…Bei dem einen wie bei dem anderen hätte man damit nicht gerechnet.
    Saluti a te e a Italia
    La rua vecchia Susanne

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *