Provocazione in forma d’apologo 159

Qualche giorno fa ho trovato i muri del quartiere tappezzati da un manifestino realizzato in casa, formato A4, del tenore seguente:

LA NOTTE DEL 25 MARZO LA MIA AUTO, UNA PUNTO BIANCA TARGATA **** E PARCHEGGIATA DI FRONTE AL N. 34 DI VIA *** , E’ STATA RUBATA.
TRATTANDOSI DI UN GESTO BRUTTISSIMO, I LADRI SONO INVITATATI A CONTATTARMI AL N. **** PER LA RESTITUZIONE.
ASSICURO PERDONO IMMEDIATO E COMPLETO.
IN CASO DIVERSO DOVRANNO VEDERSELA COL PADRETERNO.
DISTINTI SALUTI.

Tornato a casa ho chiamato quel numero e ho chiesto una copia del manifestino.
Non mi sono state fatte domande, il manifestino mi è stato subito gentilmente faxato.
L’ho appeso giusto davanti alla scrivania, ogni tanto alzo gli occhi e me lo guardo.

6 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 159

  1. carla

    non ti chiedo cosa ci hai scritto sopra…non vorrei svelare la tua privacy, però, ti consiglio un posto dove metterlo più alla portata…
    la porta del frigorifero!:-);

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  2. robertorossitesta

    Cara Carla,
    forse non mi sono spiegato, il protagonista dell’apologo non ci ha scritto sopra nulla. Solo gli piace avere davanti alla scrivania quel bel saggio di “fede autoreferenziale”.
    Ciao,
    Roberto

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  3. Anna Maria

    Mirabile memento il volantino del perdono. C’è un dettaglio che ha attirato la mia attenzione sull’arma del garbo che offre una scelta, arma non convenzionale perché non violenta: in caso diverso, si dice, non “in caso contrario”. Grazie, Roberto.

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  4. robertorossitesta

    Cara Anna Maria,
    hai attirato, garbatamente, l’attenzione su una mia svista. Il garbo sarà magari mio e tornerà magari a mio onore: ma onore di uomo, non di scrittore.
    Il mio protagonista, sicuro del suo buon diritto, a pensarci bene avrebbe usato l’altra formula. Hai presente quei cartelli appiccicati ai portoni, per questioni condominiali sacrosante e nondimeno futili? Ecco, una cosa così.
    Per render meglio l’idea incollo una mia poesia tratta dal libro “Sposa del vento”:

    “L’ossa contate come
    i capelli del capo
    e le vesti giocate.
    Gioco non è, quantunque
    gli umani sian coatti
    al riso. Solo i cani
    uggiolanti e tremanti
    si accorgono dell’angelo
    coi sigilli e la spada,
    puntano il muso al sole
    nero che bianco esplode
    fra stelle che si spengono.
    Dalla guardiola han tolto
    la scritta “TORNO SUBITO”:
    il condominio insorge,
    petizioni moltissime,
    resipiscenza poca.
    In marcia i Santi avanzano
    con il passo dell’oca.”

    Grazie e ciao,
    Roberto

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  5. nadia agustoni

    “TRATTANDOSI DI UN GESTO BRUTTISSIMO…”

    Dirla com’è e via. Ottimo.

    Grazie anche per la poesia. Un saluto.

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  6. robertorossitesta

    Cara Nadia,
    da parte mia l’uso di certi modi di dire è un atto di malizia, ma è pur vero che mi risuonano sempre in testa le espressioni dialettali e in goffo italiano che da bambino sentivo ronzarmi intorno. A volte non faccio altro che tradurre o riportare alla lettera – e via.
    Grazie e ciao,
    Roberto

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