Il coltello non lascia ben sperare. Neanche la tensione fisica, che raggiunge l’acme nel momento in cui la scena è immortalata. Il braccio sinistro del furfante giovane, gli sguardi concentrati – in contrasto con l’atteggiamento rilassato della vittima -, la mano che pesca la carta clandestina, i guanti rotti del truffatore adulto, tutto concorre a creare un campo di forze teso e soffocante, ma in qualche modo comico, per l’ingenuità del pollo di turno da spennare e la sfrontatezza dei ribaldi, eloquente fin nei colori sgargianti dei vestiti, contrapposti all’abito sobrio della preda. Il quadro comunica a cerchi concentrici, progredisce sotto lo sguardo del fruitore, diventa simbolo di una società fondata sull’impostura e sul raggiro, dove le possibilità si riducono a due: ingannare o essere ingannati. C’è sempre chi confonde le carte, mentre l’altro è convinto che sia tutto regolare. E se scoprisse qualcosa, c’è il coltello a ricordargli quali carte siano destinate a vincere comunque.


Il mondo è sempre lo stesso,vero Fabrizio?Ingannare o essere ingannati.Questo bellissimo quadro, I bari, non presenta il contrasto drammatico tra la luce rivelatrice e lo sfondo buio,ma è immerso in una luce diffusa.Forse anche Caravaggio vuole sottolineare quanto di comico c’è nella serietà dell’ignaro giocatore,che sta per essere spennato.Oppure semplicemente c’è il gioco-frequente in Boccaccio-della furbizia che prevale sulla sciocca ingenuità. Scommetto che il pugnale fa solo scena,non rappresenta una minaccia.Vogliamo,una volta tanto,essere ottimisti?
non mi pare ci sia granché da stare allegri.
il mondo, da Caino in poi, è di coloro che usano la forza per appropriarsene; forse per questo è scritto di un certo Regno: non è di questo mondo.
un abbraccio, fabry
f&r
La forza (che ovviamente non è soltanto, e nemmeno principalmente, possibilità di prevaricazione fisica) ha un suo ruolo con il quale bisogna venire a patti, e lo si può fare con una certa razionalità. Più difficile penso sia “trattare” l’inganno, specie quando si intuisce che può rappresentare il sostituto di qualcosa di peggiore. “O la borsa o la vita” grida classicamente il rapinatore. Al ragazzo qui sopra conviene stare al gioco, perdere perdere la borsa e rimanere in grado di riflettere su come evitare in futuro situazioni analoghe.
Non so…mi viene in mente un tizio di nome Giuda che ha pugnalato il suo Maestro con un bacio… in questo caso il mondo non si divide tra chi inganna e chi viene ingannato, ma, tra chi decide di amare e chi decide di non farlo: questo è il problema!
una società fondata sull’impostura e sul raggiro
C’è sempre chi confonde le carte, mentre l’altro è convinto che sia tutto regolare.
Caro Fabry,
se lo avessi postato il 5 maggio, ti avrei detto che mi stavi predicendo il futuro 😉
Speriamo di far luce e di salvare il salvabile…Forse Domma ci ha fatto scoprire le carte in tavola!
Un abbraccio, da lontano a causa dell’influenza,
Titti
grazie amici.
sì, temi sempre attuali, la forza e l’inganno.
come scrive Elio, da trattare distintamente.
speriamo si risolva presto, Titti!
Detesto i raggiri e le furbizie.Certamente il raggirato,tradito,defraudato merita la nostra più totale solidarietà.Non mette certo allegria constatare che il mondo si divide tra truffatori e truffati.Siamo infatti quotidianamente sommersi da notizie di corruzione,concussione,falsi di ogni tipo. Per questo i bari mi hanno fatto sorridere.
Probabilmente la nostra classe politica ci sta abituando ad esempi di malaffare così vasti da rendere risibili queste truffe minori.
infatti, Annamaria, ne avevo fatto un simbolo molto più vasto.
un abbraccio
fabry