di Alessandro Ansuini
“I only stick with you
because there are no others”
Radiohead
Canto I
(Del disincanto)
Per gli insignificanti corpicini
che cadono ieratici a suolo
Per le tue ballerine e i gomiti
Maldestri che cozzano nella notte
Contro fronti che si trovano
In sospensioni d’ombra impreviste
Per le esecuzioni parziali per l’uomo
Che voleva vendermi 4 Dalì
In piccolo formato 10 euro, perdo
Tutti gli occhiali da sole un guanto alla
Volta lo perdo lo lascio in un bar, e così
Le sciarpe e tutta la mia serenità
Accade sempre qualcosa
Ma poi torna a posto
La schiena si torce alla sedia
E feroce
La educa e seduce.
Canto II
(Della volontà)
Sayonara
Nessuno ha visto niente
Erano tutti a guardare la partita a sistemare
Un termosifone
Tutti i vecchi e i bambini sono ingannati
Gli altri ingannano
Ventuno secoli di parole una sopra all’altra
Non sono servite a portarci
al barattolo della marmellata
Volontariamente non m’accade nulla
Il resto lo impongo, come dire
Oralmente
D’altronde non esiste verità
Che non può esser detta e una cosa
Per accadere ha bisogno proprio di questo.
Quando tutti radunati in massa intonano
Sia fatta la tua volontà
Stanno parlando con te.
Canto III
(Delle mansioni)
Non perdermi nemmeno per un secondo
Una fotografia che ti avviene
È una fotografia che accade
L’avventura è in questa pioggerella
Di tacchi sotto al balcone
In quella che scende alla fermata successiva
Dopo averti respirato vicinissima
Dove stanno andando tutti quanti?
Pare che abbiano urgenza di raggiungere qualcosa
Che sta già cercando qualche altra cosa.
Una sovrastruttura, in gergo edilizio
È qualcosa che metti per avverare i tuoi desideri.
Se pensi a cosa produci, o a quanto ti sprechi
Ti affondi dentro e non ti trovi più,
allora ti danno qualcosa da premere, qualcosa
da toccare, qualcosa da controllare,
tutte spintarelle d’eternità fasulle
come gettare una moneta in un abisso.
Canto IV
(Della circostanza)
Le correzioni e le farfalle
Appoggiate ai vetri delle finestre
Ciò che proviamo non è necessariamente
Quello che significa, i tassisti
Sono persone tranquille, la tua bruttissima
Poesia ha emozionato un cinquantenne chi
Ha paura delle metamorfosi?
Il 21esimo secolo sarà celebrato
Per essere la pietanza che cosse
Sul fuoco – verso indistinto
Di una tosse nervosa.
Chi ci ha anticipato soccorreva
Gli stessi bisogni, “La latrina
È una.” disse un uomo
Con un tono di voce molto severo
Di chi è parte della tragedia in corso.
Qualcosa come 200 anni fa.
E tutti quanti
Ci dirigemmo verso l’acqua.
Lo stiamo ancora facendo.
Canto V
(Dell’amore)
Proprio questa notte disse
Senza margine d’orrore
Lei le sue scarpe avevano le punte
Io avevo appena acquistato
Dodici armi sottilissime che vendevo
Dopo averle attaccate ai muri
Proprio questa notte disse lei
Che interpretava entrambi con un unico
Cuore perché questo fanno le donne
Si riproducono, anche quando
Non ti contengono
Ma ti sono solo attorno
Non c’era nessun margine il verso
Non si esauriva si sarebbero
Potute fissare ragazzine con la stessa
Intensità con cui si guarda un tramonto
Senza il bisogno di toccarlo e io e lei
Proprio quella notte saremmo stati
Certi, la nostra condizione di uovo
Avrebbe formato il terzo a noi
Ciò che componevamo da tempo
Con la bocca spalancata dei cani.
Le stelle ballano tutto il tempo
E non hanno nemmeno le mani.

Ansuini rules!
mi sembrano poesie più “aperte” e “riflessive” del solito quelle di Alessandro, che si conferma una voce dissonante, ironica, fuori dal coro e che a tratti ci rimanda a quadri di baudeleriana memoria.
permettetimi ricordare questo passaggio
“Accade sempre qualcosa
Ma poi torna a posto”
un caro saluto ad Ale e all’incommensurabile Fabrizio.
red
un salutone a te, corsaro!
Ciao a tutti e grazie a Fabry per l’ospitalità.
Dici bene red, queste poesie fanno parte dell’ultimo periodo e sono venute fuori così, decisamente più equilibrate. Andranno a far parte di una sezione che ho chiamato “Eudemonia” in cui tengo uno stile decisamente più sobrio e riflessivo.
tra l’altro la prima sezione invece è “Fronte della falciata”, ospitata da te qualche mese fa, che non si discosta moltissimo da queste. Grazie della lettura e del tempo dedicato, in ogni caso.
Notte
A
Complimenti. Elettriche, un tam tam serrato senza musica. Come un pezzo per sole percussioni.
Franz
Le stelle ballano tutto il tempo
E non hanno nemmeno le mani.
applaudo
Stella