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da qui
Giovanni Paolo Pierino sta spiegando a Leopoldo perché pensa di andare all’Isola dei Barbosi.
– E’ l’ultima frontiera della degradazione letteraria: macchiette prefabbricate che affollano le fiction postmoderne, prevedibili in ogni singola manifestazione. E’ la caricatura del formalismo: Vladimir Propp scoprì sette personaggi tipo, quattro fasi e trentuno funzioni: in questo schema, a suo parere, sarebbero rientrati tutti i possibili racconti. Oggi si semplifica: basta descrivere i luoghi, mettere in relazione i personaggi , creare lo sfondo, organizzare il tempo, inserire qualche anticipazione al posto giusto, giocare col punto di vista, montare il tutto ed è pronto il romanzo del millennio. L’Isola dei Barbosi è una fattoria di cloni di Kay Scarpetta, Miss Marple ed Harry Potter. La mia idea è semplice: insinuarmi nella compagnia di burattini e metterne in ridicolo, di fronte a milioni di telespettatori, la pretesa di far parte della letteratura.
– E’ un gioco pericoloso, potresti rimanerne intrappolato. I Barbosi sono virus letali, nutriti dalla televisione, imbottiti di successi americani e dei loro epigoni europei, adoratori di Ken Follet, che qualcuno ritiene il fondatore di una religione segreta ispirata a Sai Baba, con miracolose fuoriuscite dalla bocca di bestellers già confezionati, prezzo incluso.
– Credo di essere abbastanza vaccinato: su facebook ho conosciuto ogni sorta di omologazione. Ho un antidoto per ciascuna forma di alienazione mentale, soprattutto quella prodotta dalle fabbriche di scrittori in serie con i loro personaggi standard, di cui si prevedono persino tic e intercalari. Inoltre, sono refrattario a ogni forma di religiosità settaria: i Barbosi, su di me, non hanno alcun potere.
– Pensaci, Giovanni Paolo…
– Chiamami Pierino.
– Sì, è meno impegnativo, anche dal punto di vista religioso. Pensaci: la televisione divora chi crede di poterla governare.
– Ti riferisci a Silvestroni?
– No: è la televisione che ha inventato lui e non riesce a liberarsene, dovrebbe distruggere se stessa.
– E’ vero che ha un bunker antiatomico nelle viscere dell’Isola?
– Sì, accanto al tempio di Ken Follet. Qualcuno sospetta che stiano progettando un romanzo a quattro mani.
– E’ per questo che vuoi andare?
– Non volevo rovinarti la sorpresa, ma ormai è fatta.
– Va bene, allora hai la mia benedizione: evitare l’uscita di un romanzo simile è un dovere civile. Ci aggiorniamo!

la televisione divora chi crede di poterla governare.
così accade per ogni droga, per ogni cosa di cui riconosciamo il fascino pericoloso senza però riuscire ad ammenttere la nostra fragilità.
Chissà se Pierino sarà il nuovo ulisse che distrugge il nemico da dentro, o se incontrerà una nuova Calypso?
un abbraccio, fabry
f&r
“Oggi si semplifica: basta descrivere i luoghi, mettere in relazione i personaggi , creare lo sfondo, organizzare il tempo, inserire qualche anticipazione al posto giusto, giocare col punto di vista, montare il tutto ed è pronto il romanzo del millennio.”
Caro Fabrizio,
per lavoro (quello alimentare)
nel secolo scorso mi interessai di simulazione ad agenti su piattaforma di sviluppo Swarm.
L’impresa arriva prima, e fa scuola.
Un abbraccio,
Roberto
il tuo romanzo, caro Fabrizio, è,
come già rilevato in precedenza
da altri, proprio metascrittura
Io confesso che per un periodo ho molto apprezzato i libri di Ken Follet e li ho letti praticamente tutti!!! Soprattutto mi è piaciuto “I pilastri della terra”. Anche se interminabile, (più di 1.000 pagine, il classico “mattone”), l’ho trovato coinvolgente ed anche attuale, seppur ambientato nell’Inghilterra del dodicesimo secolo. Le vite dei protagonisti, che si intrecciano con la storia della costruzione della cattedrale di Kingsbridge, sono infatti guidate e condizionate dagli stessi idoli che ci perseguitano oggi: sesso, denaro e potere (= i pilastri della terra, appunto). Il suo seguito però, “Mondo senza fine”, che mi è stato regalato a Natale 2008, non sono riuscita a leggerlo fino alla fine: l’ho iniziato ma non ha catturato il mio interesse e la mia curiosità, anzi l’ho trovato noioso.
Ed io che pensavo di non averlo capito……
Il problema e’ che chi non ama leggere ne’ sa distinguere il buono dalla spazzatura regala – anche per ricorrenze religiose, argh! – libracci come Il Codice Da Vinci, che quindi si diffondono per superficialita’ e per moda, oltre che per battage pubblicitario e business commerciale.
Spero quindi che GPPierino riesca a demolire dall’interno l’Isola dei Barbosi. (Forse quest’anno anche noi saremo graziati dall’Isola, perche’ la Ventura e’ rimasta scottata dalla passata edizione. Che investano quei soldi in programmi televisivi migliori!)
grazie.
interessante la questione della piattaforma.
Da tempo si sente dire che basta inserire nel computer gli ingredienti (nomi dei personaggi, luoghi, date) ed un apposito software – mescolandoli “sapientemente” come farebbe uno chef – ne confeziona un romanzo a base dei pilastri della terra.
Già nel film “Sesso e potere”, del 1997, la realtà superava la fantasia: il presidente degli Stati Uniti ha dei problemi di immagine per via delle solite scappatelle sessuali. Allora, per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica, alla Casa Bianca ingaggiano un regista che metta in scena una guerra con l’Albania. Grande performance di Hoffman e De Niro.
Un abbraccio,
Titti
Dimenticavo…ai Barbosi preferisco i Babbani di Harry Potter! 🙂