Inutile girarci intorno: se il referto non è positivo stavolta, lo sarà la prossima, o la prossima ancora.
E intanto cure su cure, controlli intermedi, attenzioni speciali.
E intanto il balletto del non-si-dice a Tizio che ci starebbe troppo male (sicuro?), e non-si-dice a Caio che ne approfitterebbe subito per farti le scarpe sul lavoro, necessario come non mai.
E intanto sonni sempre più brevi, più interrotti, più popolati di incubi.
È vita questa?
Massì che è vita, È vita.
Conterai anche tu l’età a mesi in calce alle radiografie, come dice quella poesia che ti colpì tanto; ma cercherai nel contempo di non contare le ore cercando piuttosto di viverle, secondo il motto inciso sul tuo vecchio orologio da tavolo; e quando cliccherai sulla “Passacaglia della vita” del Landi che tieni sotto icona ti chiederai, magari perfino sorridendo: “Per chi suona?” e ti risponderai: “Per me, anche per me”. L’avevi sempre saputo, adesso lo provi.

Quanta verità in questo tuo apologo, Roberto!
Un caro saluto
Giorgina
Cara Giorgina,
una verità comune a tanti, direi prima o poi a quasi tutti, che in certi momenti si avverte con intensità particolare.
E si tratta sempre del nostro “lavoro”:
osservare, riflettere, esprimere…
Grazie e un caro saluto,
Roberto
inutile girarci intorno, l’interpretazione di un referto lascia poco spazio alla fantasia.
ciao Roberto
c.
Di fronte a un referto positivo la fantasia lavora, lavora, lavora, te lo assicuro, Carla.
Ciao
Giorgina BG
Cara Carla,
ci sono referti e referti, nonché patologie e patologie.
In ogni caso mi pare che una cosa non escluda l’altra: razionalità ed emotività prendono spesso strade diverse, come giustamente suggerisce Giorgina, specie se le cose ci riguardano da vicino.
Ciao a te,
Roberto
niente di più vero. di terribile e forte.
ma certo, caro Roberto, ci mancherebbe, ben vengano le buone notizie…
qual’era il disturbo?
Cara Carla,
disturbo di chi?
E poi, ci si disturba per dei disturbi?
Un caro saluto,
Roberto
sei tu che hai parlato di referto e di cure su cure…
(va bene non dirlo a Caio e Sempronio ma a me puoi dirlo).
…già…per chi suona?
secco, deciso, forte.
arriva.
eli
Ringrazio Giorgina, Ilaria ed Elisabetta.
E ringrazio anche Carla, che oggi gioca a non capire (la differenza tra uno sfogo personale e un pezzullo anche solo alla lontana letterario), forse per tenere allegra la compagnia.
Roberto