Provocazione in forma d’apologo 192

Arrivo nel solito caos e la trovo nell’angolo più buio, lei mezza cieca, che con certe forbicine aguzze traffica su un indumento.
“MA CHE COSA FAI?”

Tira su la testa con calma e mi guarda da sopra le lenti: “Ti ho comperato per pochi euro questa maglia al mercato. Bellissima, guarda, senti che lana. Chissà come è finita su quel banco. Aveva solo uno stemmino volgare, dei fili che pendevano qua e là. Ancora una mezz’ora e sarà perfetta.”
Taccio. Tace anche lei e torna al suo lavoro. Ma, sentendo il mio sguardo che non la lascia, aggiunge: “Non sei tu a dir sempre che l’imperatore non deve pensare ad altro che a far svolgere i riti, con i gesti corretti e con lo sguardo rivolto nella giusta direzione?”.
Continuo a tacere e arrossisco: di rabbia e di vergogna. Eggià, imperatori ormai lo siamo tutti, almeno un po’. Ed eccoci tutti serviti: io coi miei diagrammi di Gantt, Alessandro col suo nodo di Gordio, Ercole con le sue stalle d’Augìa; e persino il Padreterno, che d’ora in ora minaccia di fare un’iradiddio. Minaccia, ve’. Anche Lui si sente sul collo la benevolentissima ironia di lei, e trattiene la mano.

12 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 192

  1. rrt

    Cara Carla,
    il protagonista (si fa per dire) ha forse detto d’essere scontento?
    I due hanno la loro croce, alla quale peraltro non rinunciano.
    Buongiorno a te,
    Roberto

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    1. robertorossitesta

      Proprio così, cara Ilaria, con tutte le difficoltà che possono sorgere dall’incontro di due caratteri “forti”.
      Ciao,
      Roberto

    1. robertorossitesta

      Cara Eli,
      incredibili eppure prevedibilissime, dal momento che procediamo tutti come su binari,
      a rispettosa distanza l’uno dall’altro, e dove persino uno scontro può sembrare una grazia. Poi a volte la grazia arriva davvero, ed è forse il momento più difficile.
      Ciao a te,
      Roberto

  2. elisabetta

    non lo so roberto…
    quando la vita diventa prevedibile è come procedere su quei binari senza emozioni.
    però si….la grazia poi arriva e non sai come gestirla.
    un abbraccio
    elisabetta

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  3. robertorossitesta

    Care Elisabetta e Carla,
    secondo me una grazia che sapessimo veramente gestire non sarebbe grazia.
    La grazia autentica gestisce noi, anche e soprattutto strapazzandoci.
    E’ per questo che l’invochiamo ma ne abbiamo paura, e l’esorcizziamo con prudenze e riguardi.
    Secondo me, eh.
    Riabbraccio,
    Roberto

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  4. ilaria

    si cara Eli, sa di aria buona, ma quando arriva è come un boato/silenzioso che arricchisce la nostra anima…incredula.
    bacio

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  5. M&C

    E’ impossibile pretendere di gestire totalmente la nostra vita, già quando procede tranquilla sui binari, figuriamoci se possiamo gestire la Grazia…
    La desideriamo e la chiediamo incessantemente, a volte, ma poi quando arriva è sempre una sorpresa, anche diversa e migliore di quella che abbiamo chiesto, tanto da spiazzarci e demolire tutti i “castelletti” che abbiamo sapientemente costruito!
    Ci possiamo solo affidare alla Grazia :-)))

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