
Stasera, in diretta da Villa Giulia, conosceremo il nome del vincitore dell’edizione 2008 del Premio Strega: la prima targata Tullio De Mauro, prestigioso successore di Anna Maria Rimoaldi.
Ricordiamo molto bene le polemiche relative alla premiazione dell’anno scorso: Mario Fortunato, secondo classificato, in diretta Rai, e proprio nel corso della votazione, dichiarò al microfono di Giovanna Zucconi di non apprezzare il libro di Niccolò Ammaniti (il vincitore “annunciato”).
Qualcuno disse: Eh, il premio Strega non è più quello di una volta!
Sbagliato. Perché le polemiche hanno sempre accompagnato le piroette del nostro più importante premio letterario nazionale. Conclusa l’edizione 2007 Loredana Lipperini, sul blog Lipperatura, pubblicò una bella e spigolosa lettera che Carlo Emilio Gadda scrisse il 7 luglio 1952 a Gianfranco Contini sulla vittoria di Moravia: “Lo Strega è stato conferito a Moravia: giustamente, avuto riguardo al merito generale. Il suo libro è arrivato (a passi felpati) 20 giorni dopo la scadenza del concorso e comprende lavori già editi in volume. Non è giusto accusare di lesa maestà moraviana i concorrenti «ripetutamente invitati» come me. Io non solo mi sono legittimamente iscritto a tempo debito, con libro uscito a tempo debito, ma fino alla scadenza delle presentazione et ultra, ignoravo, come tutti ignoravano, che Moravia avrebbe presentato un libro, auspice la famiglia Cecchi, e col rumoroso codazzo degli strombazzatori di sinistra; i quali hanno pubblicato che le mie Favole sono «sostenute dai preti». Se è Moravia che ha varato questo siluro di tutta puzza, bisogna dire che il suo cervello è quello di un autentico deficiente: e che la spondilite e l’eredolue gli è arrivata alla ipòfisi, o pituita. O è malafede anaria.”
Dunque, se Fortunato ha grugnito contro Ammaniti possiamo sorridere pensando a quell’altra celebre diatriba. E, anzi, applicando precarie reminiscenze di matematica potremmo goliardicamente costruire un’interessante proporzione sui due suddetti duetti (si perdoni la rima):
Moravia sta a Gadda come Ammaniti sta a Fortunato.
Che tradotta in linguaggio matematico diventa:
Moravia : Gadda = Ammaniti : Fortunato
Bene, questa proporzione permetterebbe di calcolare con metodo matematico il valore letterario del Premio Strega. Applicando la nota formula si giunge, infatti, alla seguente conclusione:
Ammaniti = Moravia x Fortunato / Gadda (leggasi, Ammaniti uguale Moravia per Fortunato fratto Gadda).
Questo sarebbe il valore matematico di Ammaniti. Certo, ci si potrebbe chiedere se è troppo o troppo poco.
Ma non tocca a noi stabilirlo.
A proposito di matematica…
Venendo all’edizione di quest’anno salta subito agli occhi il titolo del libro che, nella fase di selezione della cinquina, ha beneficiato di più voti: La solitudine dei numeri primi.
Nemmeno a farlo apposta!, verrebbe da dire. Chi potrebbe immaginare un titolo più matematico di questo? E poi, il suo autore, Paolo Giordano, laureato in fisica, un approccio matematico deve averlo per forza. E sì, i conti tornano.
Ma è bene che ciascun giurato rifletta con attenzione prima di votare. C’è chi sostiene che il mancato sostegno di De Silva, negli anni a venire, potrebbe pesare sulle coscienze come un macigno. Al punto che, qualcuno dei giurati, scuotendo la testa, potrebbe affermare: Non avevo capito niente.
Oppure può darsi che la giuria, Rea di essersi lasciata andare a eccessi matematici, rivaluti il libro edito dalla Rizzoli. O che per via del gran caldo estivo qualcuno ceda alle seduzioni dell’inverno.
Tra gli addetti ai lavori, però, c’è chi è pronto a scommettere su una vittoria della Feltrinelli. In tal caso gli Amici della domenica rinuncerebbero alla certezza della matematica a favore dell’illusione del bene. Ma è pur vero che tornerebbe a vincere una donna. Non male, visto che qualcuno auspica l’utilizzo delle “quote rosa” in letteratura.
Ma sì… matematica o non matematica anche questo, in fondo, sarebbe un buon inizio dell’era De Mauro. Anzi, adattando un noto detto, si potrebbe affermare: chi ben Comencini è a metà dell’opera.
Massimo Maugeri
Elenco dei cinque finalisti del Premio Strega 2008 (disposti in ordine di voti ricevuti nella fase di selezione)
1. Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi (Mondadori)
2. Ermanno Rea, Napoli ferrovia (Rizzoli)
3. Diego De Silva, Non avevo capito niente (Einaudi)
4. Cristina Comencini, L’illusione del bene (Feltrinelli)
5. Livia Ravera, La seduzione dell’inverno (Nottetempo)

Secondo me Mario Fortunato ha fatto bene. Mario Fortunato è una bella persona anche se non lo conosco di persona e mi scuso per il gioco di parole. Ma ci siamo sentiti al telefono una volta. E’ stato molto gentile.
Così poi ho letto anche suoi libri. Sono molto belli e hanno una delicatezza intrinseca che avercele spesso delle storie scritte così in maniera “normale”, naturale, cioè in modo non ruffiano.
Paolo Giordano: è bello anche il suo libro anche se….ma non andiamo a cercare l’ago nel pagliaio o la pulce nell’orecchio e il cammello che passa da una cruna ecc…ecc….solo per l’età che ha gli va dato atto che quello che ha scritto funziona e funziona bene (io sono lettore non critico e parlo per me).
La Cristina Comencini con L’illusione del bene, non l’ho nemmeno finito…ne avrò letto un terzo, l’ho comperato in posta, era in bella mostra dietro la vetrina dello sportello. E’ una storia di una banalità mostruosa ed è scritta come se fosse un film per la televisione. Quel che ho letto non mi ha detto niente.
Quello di Ermanno Rea non l’ho letto ma mi ricordo che una volta, di questo scrittore, vidi la presentazione di un suo libro sul Po, nella sala consiliare del mio paese. Poi lo lessi pure quel libro. Ne ho un buon ricordo. Ermanno Rea è uno che va bene, secondo me.
Degli altri non saprei.
Anche a me Ammaniti non piace, Fango e Io non ho paura, li avevo iniziati entrambi e mollati dopo un po’.
Però sulle polemiche……certo, la nostra società si nutre di cose così.
Mario Fortunato ha fatto bene ad esprimersi.
bev
Dai dai, che le polemiche allo Strega sono sempre divertenti 🙂
Blackjack.
Non sapevo che oggi c’è il Premio Strega. In verità, non presto molta attenzione a queste cose.
Incrocia il premio strega, per la prima ed ultima volta, nel 2006. Comprai Caos calmo (attratto dal titolo) vincitore dello Strega. Libro pessimo e disonesto. Mi sono chiesto come sia possibile che il miglior libro del 2006 sia stato Caos calmo. (per il suo editore certamente lo era)
Per me i premi letterari non esistono. Li ignoro completamente e vorrei che i lettori facessero altrettanto.
Sarebbe utile, invece, segnalare onestamente, senza vincitore o vinto (che stupida cosa in letteratura), anno per anno, i libri “veri” e “onesti”. Sono opere rare che si disperdono nell’inquinamento della parola scritta.
Cito il mio maestro (Baudelaire: I drammi e i romanzi onesti): “I premi portano sfortuna. Premi accademici, premi di virtù, decorazioni, tutte queste invenzioni del diavolo incoraggiano l’ipocrisia e paralizzano gli slanci spontanei di un cuore libero. Quando vedo un uomo chiedere la croce, mi pare di udirlo dire al sovrano: Ho fatto il mio dovere, è vero; ma se non lo dite a tutti, giuro che non lo rifarò. […] Quanto agli scrittori, il loro premio è nella stima dei loro pari e nella cassa dei librai.Di che diavolo si impiccia il signor Ministro? Vuole creare l’ipocrisia per avere il piacere di premiarla?”
un saluto
f.s.
Ecco, di certo i libri di Mario Fortunato sono da annoverare tra quelli onesti. Lo si percepisce subito, non c’è alcun dubbio.
Io di uno scrittore così mi fido ciecamente.
bev
Sono in partenza, ma desideravo ringraziarvi per i vostri commenti.
Ovviamente questo pezzo è finalizzato al sorriso e a far sorridere… non alla polemica.
Un po’ di leggerezza non guasta, giusto?
🙂
Come previsto da molti (non da tutti), ha vinto il libro migliore della cinquina. Prendendo per buono, cioè per ottimo, il criterio di Bev, il romanzo di Giordano è onesto, quanto dire autentico. Ha qualche diecina di pagine più del necessario, l’intreccio è macchinoso oltremisura ecc. Non c’era di molto meglio, quest’anno, da votare; e se c’è, sta in altri premi, che contano (è risaputo) come i Telegatti o il mio adorato Sbirulino d’argento, quello che fondai a fine 70s e continua ad assegnarsi a Riva del Garda, con il fondamentale sostegno della locale Pro Loco e dell’assessorato al Turismo.
insomma, mi par di capire che la matematica non è un’opinione. Eppure non ci sono più le mezze stagioni… c’è il sole, governo ladro…
f.s.
mi ha fatto specie vedere Giordano sul pachetto che si tracannava una bottiglia di Strega……così, un passaggio a blob, ier sera.
lo so, a me manca lo spirito da festeggiamento, da giovane non mi hanno abituato…..e però, magari, se anche io avessi vinto come Giordano avrei fatto lo stesso preso dalla grande gioia….
evviva Paolo Giordano allora!!!!
e alla salute!!!!!
ah ecco, poi so che anche la famiglia Nonino, quella della grappa, ha un premio letterario che ormai è giuto alla 33esima edizione……
cioè si beve e si legge (e qualche volta si premia, pure)!
spesso si beve e si scrive: il che ha due valenze. o si scrive da belli e dannati, o solo da ubriachi in delirio tremens. ma questo nulla ha a che fare col fatto che si pubblichi o meno. ci sono infatti opere dannatamente belle e molte altre deliranti.
sì ma in effetti non credo che bere porti al risultato che si scrivono cose di maggiore bellezza e/o interesse…..infatti non mi sono mai cimentato, grazie al cielo.
però l’idea del bere e del convivio, l’idea che poi dal convivio escano parole che, unite, formino storie……in questo mi piace il mangiare e il bere (ma di più il bere) – e non tanto il fumare. però non so mettere insieme le parole…..quel dommage.