[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=5O8qyOf5jD0]
da qui
Lo sciopero andò avanti, nonostante le minacce, i trucchi e le violenze che i bianchi scatenarono.
La distesa dei campi è sconfinata, il grano si arrotola sul mondo, ne fa un batuffolo giallo lanciato nello spazio.
La nuvola di vento si forma lentamente, come zucchero filato; ti accorgi del pericolo soltanto se comincia a rombare girando su se stessa, ballerino appesantito che ha ancora agilità di movimenti.
Fecero finta che andasse tutto bene, non ammisero le perdite, che aprivano falle paurose nel bilancio della ditta.
Un’auto viaggia sollevando una polvere sottile, l’unico segno di vita nel deserto d’immagini e di voci.
La rotazione trasforma la nuvola in figure sempre nuove: un trapezista coi capelli lunghi, un cagnolino che corre a gambe alzate e occhi spalancati, un uomo che ride nascondendosi la faccia tra le mani.
Non sapevano più come mettermi i bastoni tra le ruote: la pattuglia della polizia che m’imputò un eccesso di velocità era la faccia ipocrita della menzogna bianca, la mossa disperata di chi non aveva più argomenti da giocarsi.
Il grano tagliato lascia ciuffi in disordine come una barba incolta, come la pelle rugosa dei poveri, dei contadini sfruttati che non hanno il tempo di guardare il cielo.
Ora la nuvola è un reggiseno gonfio, due natiche che si offrono alla vista di un uomo legato allo schienale di una sedia – dove ti ho vista, dove ti ho incontrata? Perché i tuoi occhi mi seguono per chiedermi qualcosa?
Mi portarono dentro: ricordo solo il buio, il silenzio della cella e tu, Malcolm, dicevi che non era che pubblicità.
Il vecchio con la scoppola e gli occhiali pesanti ha qualcosa da dire, appoggiandosi al bastone.
Nella nuvola si aprono ferite, travolge gli alberi, butta giù le case – sei proprio convinto che solo uccidendo si possa fare la rivoluzione?
I compagni di prigione mi chiedevano aiuto, Martin, facci uscire!, bene, ragazzi, non vedete che sono anch’io qui dentro?
Parla di gente che raccoglie sabbia con le mani, di operai che spalano la pula come fosse un mucchio di ricordi vergognosi.
Il respiro è affannoso, fa paura la furia del tornado, la nuvola assassina che semina morti sperando in un raccolto di sangue e cimiteri – dove hai imparato, Malcolm, a rifiutare qualsiasi mediazione, a credere che sia comunque viltà una mano tesa?
Fui accusato di vanità e protagonismo, di mirare a far carriera con la mia politica buonista – perché mi ricordo di te seduta su un divano, con la gonna corta, gli occhi fissi nei miei, come se non ci fosse da guardare altro?
La terra ha i solchi della faccia dei poveri, le spighe sono bretelle che scendono lungo la camicia dalle maniche chiare e arrotolate.
Il terrore del fungo che cammina spezza il respiro, lampi d’incendi si accendono e spengono come se la città fosse una centrale elettrica impazzita.
Ma la pubblicità serviva, Malcolm: senza, non saremmo andati da nessuna parte: puoi ammetterlo ora che il cimitero è l’unica casa rimasta da abitare?
Il bambino mangia sporcandosi la bocca, un giovane cammina nel campo deserto che potrebbe essere la luna o il cuore arido della lontananza – ecco, ricordo, i tuoi seni, il sorriso enigmatico, l’invito che diventa sfida, la paura e il desiderio della libertà.

“ecco, ricordo, i tuoi seni, il sorriso enigmatico, l’invito che diventa una sfida, la paura e il desiderio della libertà.”
Ero nuda tra le sue mani
Sotto la gonna alzata
Nuda come non mai
Il mio giovane corpo era tutto una festa
Dalla punta dei miei piedi
ai capelli sulla testa
Ero come una sorgente
Che guidava la bacchetta
del rabdomante
Noi facevamo il male
Il male era fatto bene.
J. Prèvert
A volte una nuvola nera, o più nuvole, arrivano nella nostra vita a portare buio e tempesta e tutto sembra solo negativo. Ma, quando poi passano, torna a splendere il sole e una luce più forte ci fa riscoprire le cose che avevamo dimenticato, ci fa apprezzare nuovamente ciò che non riuscivamo più a vedere.
Perchè solo se si è al buio si riesce a scorgere quella luce che dà risalto alle cose e ne evidenzia l’aspetto più bello e luminoso, e da un male può nascere un bene.
‘La distesa dei campi è sconfinata, il grano si arrotola sul mondo’
”La terra vi concede generosamente i suoi frutti, e non saranno scarsi se solo saprete riempirvi le mani.
E scambiandovi i doni della terra scoprirete l’abbondanza e sarete saziati. Ma se lo scambio non avverrà in amore e in generosa giustizia, renderà gli uni avidi e gli altri affamati.
Quando voi, lavoratori del mare dei campi e delle vigne, incontrate sulle piazze del mercato i tessitori e i vasai e gli speziali, invocate lo spirito supremo della terra affinché scenda in mezzo a voi a santificare le bilance e il calcolo, affinché il valore corrisponda a valore.
E non tollerate che tratti con voi chi ha la mano sterile, perché vi renderà chiacchiere in cambio della vostra fatica. A tali uomini direte: «Seguiteci nei campi o andate con i nostri fratelli a gettare le reti nel mare. La terra e il mare saranno con voi generosi quanto con noi».
E se là verranno i cantori, i danzatori e i suonatori di flauto, comprate pure i loro doni.
Anch’essi sono raccoglitori di incenso e di frutti, e ciò che vi offrono, benché sia fatto della sostanza dei sogni, distillano ornamento e cibo all’anima vostra.
E prima di lasciare la piazza del mercato, badate che nessuno vada via a mani vuote.
Poiché lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento sino a quando il bisogno dell’ultimo di voi non sarà appagato.”
(Il Profeta, Kahlil Gibran)
“La rotazione trasforma la nuvola in figure sempre nuove…
…ora è un reggiseno gonfio, due natiche che si offrono alla vista di un uomo legato allo schienale di una sedia – dove ti ho vista, dove ti ho incontrata? Perché i tuoi occhi mi seguono come per chiedermi qualcosa?….Fui accusato di vanità e protagonismo, di mirare a far carriera con la mia politica buonista – perché mi ricordo di te seduta su un divano, con la gonna corta, gli occhi fissi nei miei, come se non ci fosse da guardare altro?…Il bambino mangia sporcandosi la bocca, un giovane cammina nel campo deserto che potrebbe essere la luna o il cuore arido della lontananza – ecco, ricordo, i tuoi seni, il sorriso enigmatico, l’invito che diventa una sfida, la paura e il desiderio della libertà.”
“è passata una nuvola” di Riccardo Cocciante – immagini di Salvator Dalì e Vladimir Kush .
http://www.youtube.com/watch?v=QlqBgVptVqA&noredirect=1
“La nuvola di vento si forma lentamente, come zucchero filato…”
Come si forma e va a coprire il cielo, la nuvola può allontanarsi e far tornare a risplendere la luce
Regalare luce
Centomila persone sono radunate nel Coliseum di Los Angeles, in California. All’improvviso Padre Keller, che parlava a quell’immensa assemblea, si interruppe: «Non abbiate timore; adesso si spegneranno le luci!». Piombò l’oscurità sullo stadio; ma attraverso gli altoparlanti, la voce di Padre Keller continuò: «Io accenderò un fiammifero. Tutti quelli che lo vedono brillare, dicano semplicemente “sì”». Appena quel puntino di fuoco si accese nel buio, tutta la folla gridò: «Sì». Padre Keller seguitò a spiegare: «Ecco: una qualsiasi azione di bontà può brillare in un cuore di tenebre. Per quanto piccola, non passa mai nascosta agli occhi di Dio. Ma voi potete fare di più. Tutti quelli che hanno un fiammifero, l’accendano!». Di colpo l’oscurità venne rotta da uno sconfinato tremolio di piccoli fuochi. Se molti uomini di poco conto, in molti posti di poco conto, facessero cose di poco conto, la faccia della terra potrebbe cambiare.
(Pino Pellegrino – Parlar per simboli)
http://www.youtube.com/watch?v=70XpYnnmuZ0&feature=youtube_gdata_player
“Il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
ma dopo un momento li fa brillare più del vero…”
dove ti ho vista, dove ti ho incontrata? Perché i tuoi occhi mi seguono per chiedermi qualcosa?
Il mistero dell’incontro, di quella memoria che ci rende capaci dell’altro, nonostante il suo mistero
He was my host – he was my guest,
I never to this day
If I invited him could tell,
Or he invited me.
So infinite our intercourse
So intimate, indeed,
Analysis as capsule seemed
To keeper of the seed.
(E. Dickinson)
Lui mio anfitrione – lui mio ospite,
Mai fino ad oggi
Potrei dire se io invitai lui,
O lui invitò me.
Così infinito il nostro rapporto
Così intimo, davvero,
Che all’analisi come capsula parrebbe
Per il custode del seme.
La nuvola di vento si forma lentamente, come zucchero filato;
Nuvole scure che coprono le nostre ansie, le nostre paure le nostre debolezze. Nuvole bianche come veli di bambagia che passano e scoprono la nostra anima che si offre a quella luce che rischiara il nostro cammino pieno di speranza e desiderio di libertà.
Non c’ e’ niente altro da guardare quando i tuoi occhi incontrano l’altro e ci leggono un amore senza fine.
SM
Nella nuvola si aprono ferite, travolge gli alberi, butta giù le case – sei proprio convinto che solo uccidendo si possa fare la rivoluzione?
Uscite,andate verso tutti gli uomini senza limiti,senza frontiere,
col desiderio di avere rapporti con tutti,per proclamare le grandezze di Dio,
ma soprattutto questa grande speranza: che l’uomo é amato da Dio
e che quindi nessuno si può considerare perduto e che gli uomini,
pur parlando lingue diverse,pur avendo tante culture, pur esprimendo
tante fedi religiose,formano una cosa sola..
La luce delle parole di don Luigi,si diffonde per portare la speranza nel mondo..
la vera rivoluzione può essere soltanto questa..
Nell’anniversario della sua morte un ricordo di lui,e di un credo che,grandi uomini,
stanno portando avanti,con la speranza di un grande cambiamento..
“Non si può amare a distanza, restando fuori dalla mischia,
senza sporcarsi le mani,
ma soprattutto non si può amare senza condividere”
(Don Luigi Di Liegro)
12 Ottobre 1997
http://www.youtube.com/watch?v=Tq-DOoW-Dgk&feature=related
L’audiolibro San Paolo dedicato a don Luigi Di Liegro “Dove Dio è accampato” letto – tra gli altri – da Claudia Koll, Ignazio Oliva, Javier A. Zanetti, calciatore e capitano dell’Inter, il cantautore Nek, sia come lettore che come cantante del suo brano ”Se non ami”.
http://www.youtube.com/watch?v=aGPOOC1L0uw
La nuvola, un po’ come la vita; leggera e trasparente, spumosa come zucchero filato, quasi un vezzo nello scorrere gioioso dei giorni, la sorpresa di un incontro speciale, il buongiorno che dona un sorriso; a volte cupa e minacciosa, insensibile al gelo del cuore, pioggia di dolore e solitudine, indifferente alla tristezza. Fortuna è quel soffio, la speranza di un raggio che oltrepassi quella coltre, perché l’anima possa liberarsi dalle catene della sofferenza
A volte le nuvole sono le nostre paure, i nostri condizionamenti, a volte le nuvole sono persone che temono di perdere il loro potere e si intromettono tra noi e il cielo impedendoci di vedere l’azzurro della libertà.
Le Nuvole (F. De Andrè)
Vanno, vengono,
Ogni tanto si fermano.
E quando si fermano
sono nere come il corvo.
Sembra che ti guardano con malocchio.
Certe volte sono bianche,
e corrono,
e prendono la forma dell’airone
o della pecora,
o di qualche altra bestia.
Ma questo lo vedono meglio i bambini,
Che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno, vengono, ritornano.
E magari si fermano tanti giorni,
Che non vedi più il sole e le stelle
E ti sembra di non conoscere più
Il posto dove stai.
Vanno, vengono.
Per una vera
Mille sono finte.
E si mettono lì tra noi e il cielo,
Per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
http://www.youtube.com/watch?v=q_hded5ZirQ
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
Il 30 dicembre 2011 sarà il terzo anniversario di don Mario/Domma…perché non organizziamo anche in suo ricordo qualcosa di bello?
http://www.youtube.com/watch?v=t7wbnVG4xQc&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=NzAXzPDASjU&NR=1
@ Titti
Grazie di cuore per i video che hai postato..
lì ci sono anche io,ed é stato come rivivere quelle emozioni..
Sarebbe bellissimo se si facesse anche per Don Mario..
sono d’accordo con te..bisogna sempre mantenere vivo
il ricordo di chi è stato tanto caro..
vi ringrazio!
solo uno sguardo innamorato può salvare dal tornado che incalza.
Poema 16
En mi cielo al crepúsculo eres como una nube
y tu color y forma son como yo los quiero.
Eres mía, eres mía, mujer de labios dulces,
y viven en tu vida mis infinitos sueños.
La lámpara de mi alma te sonrosa los pies,
el agrio vino mío es más dulce en tus labios:
oh segadora de mi canción de atardecer,
cómo te sienten mía mis sueños solitarios!
Eres mía, eres mía, voy gritando en la brisa
de la tarde, y el viento arrastra mi voz viuda.
Cazadora del fondo de mis ojos, tu robo
estanca como el agua tu mirada nocturna.
En la red de mi música estás presa, amor mío,
y mis redes de música son anchas como el cielo.
Mi alma nace a la orilla de tus ojos de luto.
En tus ojos de luto comienza el país del sueño.
Pablo Neruda
Superata ampiamente la fascia protetta, ora posso postare un VENTO DI PASSIONE
http://www.youtube.com/watch?v=tdWypKNW3wU&feature=related
Ce ne sono tante di nuvole lungo il nostro cammino,alcune sono leggiadre,bianche e spumose,e vorresti che non se andassero mai ,perchè ti regalano la gioia di vivere;altre invece sono grosse ,brutte è minacciose ,come se la tempesta dovesse arrivare da un momento all’alro,ma la tempesta non arriva perchè il vento le ha già portate via,altre ancora sfogano tutta la loro potenza su di te ,ma una volta finita la tempesta ritorna sempre il sereno, e le cose che prima non avevano valore iniziano ad acquistare un senso nella vita ,diventando ai nostri occhi sempre più preziose.
‘Un uomo legato allo schienale di una sedia
Mi portarono dentro: ricordo solo il buio, il silenzio della cella
Il desiderio della libertà.’
La libertà è un fatto di mente, di cuore, di respiro.
E’ lasciarsi avvolgere, senza paura, da quel soffio che rende vitale il nostro patrimonio di pensieri, emozioni, parole, gesti e che ci porta oltre l’esistenza di qualsiasi costrizione o impedimento
grazie!
e per la libertà vale la pena lottare.
Ho ancora un sogno: LA LIBERTA’
«Il cammino è pieno di asprezze, ma nonostante le fatiche e le umiliazioni, ho ancora un sogno. Sogno che sulle rosse colline della Georgia i figli degli antichi schiavi e degli schiavisti possano sedere insieme al tavolo della fratellanza. Sogno che lo Stato del Mississipi, rigonfio d’oppressione e di brutalità, sia trasformato in terra di libertà e di giustizia. Sogno che un giorno l’Alabama sia trasformato in uno Stato dove bambine e bambini neri potranno dare la mano a bambine e bambini bianchi, e camminare insieme come fratelli e sorelle… Con questa fede torno nel Sud. Con questa fede staccheremo alla montagna dell’angoscia una scheggia di speranza. Con questa fede potremo lavorare insieme, pregare insieme, lottare insieme, andare in prigione insieme, sapendo che un giorno saremo liberi. Quando ciò avverrà, tutti i figli di Dio, bianchi e neri, ebrei e pagani, evangelici e cattolici, potranno giungere le mani e cantare l’antico inno degli schiavi: “Finalmente liberi! Finalmente liberi! Gran Dio onnipotente, siamo finalmente liberi!”».
Michael King
meglio noto come Martin Luther King jr.
(Il padre, infatti, rimase affascinato dalla figura di Martin Lutero decidendo di cambiare il proprio nome in Martin Luther King senior e quello del figlio in M.L.King junior abbreviato in M.L. o Little Mike.)
http://www.youtube.com/watch?v=PSxGRt0b_-0