[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=rECVyN5D60I&feature=related]
da qui
Le colonne della basilica sono lisce come gambe di donna.
Il bambino è accovacciato per terra, magro da far paura, con la faccia che tocca la terra e un avvoltoio che lo fissa, leggermente ingobbito.
Gli archi sono buchi neri nell’universo della religione, la forma che inghiotte la sostanza, parla come mangi, va bene, va bene, non si aprono falle, ogni volta che vorresti compattare la fede a uso e consumo di interessi inconfessabili?
Aspetta di morire di fame come si attende il turno in farmacia, come la fila sotto la pensilina del Sessanta, in un giorno di pioggia.
Da qui si vede la facciata tutta d’oro, le immagini di Isaia, Daniele, Ezechiele e Geremia, profeti che tuonarono contro il lusso dei potenti, che denunciavano gli sfruttatori dei poveri, venduti per un paio di sandali.
Non riesco a mettermi nei panni, anzi, nelle piume dell’avvoltoio in attesa: ha fame pure lui, ma come prendersela con un bambino come quello?
C’è l’agnello di Dio che non toglie i peccati del mondo, come un prestigiatore da festa di paese, ma li porta, mi sono spiegato? li prende su di sé, mi viene da piangere, a pensarci, a pensare all’agnello di Dio e all’avvoltoio.
Gli scheletri viventi hanno volti pensosi, si domandano perché, ma non trovano risposte. La filosofia, qui, è soltanto una bestemmia.
Sono quattro fiumi che irrigano il cosiddetto paradiso, esclusi alcuni angoli: il Corno d’Africa, la Sierra Leone, la Guinea- Bissau e lo Zimbabwe.
Basterebbe guardarli negli occhi, si aprirebbe un mondo; ma su certi spettacoli il sipario cala sempre in fretta, misteriosamente.
Nel timpano c’è il Cristo che benedice chissà chi, forse è indeciso pure lui, fra Pietro e Paolo che aspettano curiosi gli sviluppi.
I piedi sono troppo grandi, come dovessero portare un peso che non c’è; i denti sporgenti, per masticare un cibo salvifico che non arriverà da nessun cielo.
La facciata appare al di là delle grate, come fosse relegata in un esilio volontario; per vederla meglio ti aggrappi alle sbarre della cancellata: sei tu il detenuto e il grido per la libertà ti brucia in gola.
Anche le mani sono gigantesche, servono a sorreggere la testa, l’unico contenitore a non essere svuotato, che tiene viva la condanna alla lucidità sulle ferite, su un dolore senza redentori.
La statua del santo sembra quella di un cospiratore incappucciato, deciso a far saltare il mondo facendo leva con il suo spadone.
E che salti il sistema bastardo che permette ai bambini di scrutare l’orizzonte, per vedere se i re magi portino qualcosa da mangiare.
Compare e scompare, dietro le colonne, come se la chiesa fosse un posto da cui uscire, una crisalide da cui volare via.
Che salti il sistema bastardo che permette alla madre di tenere fra le braccia il figlio agonizzante, sorreggendogli la testa consumata e carezzandogli l’addome divorato da metabolismi intrisi di veleni.
Fu qui che parlai, nel silenzio generale, tra uomini vestiti di porpora sgargiante e corazzieri in guanti bianchi.
Che salti il sistema bastardo incapace di guardare i resti umani che aspettano in piedi di finire, di andarsene alla volta di un regno dove potrà piangere per almeno due millenni – quanto ci vorrà a smaltire l’ingiustizia universale?
Li lasciai di stucco: sentivano parlare di luna e di carezze, ma stavolta gli annunciai un concilio, come niente fosse: per un momento mi sembrò che il santo incappucciato si voltasse, avesse intenzione di fare marcia indietro, fosse attraversato dal pensiero di tornare.

Che salti il sistema bastardo
Amen.
“Siamo noi gli inabili,
che pur avendo a volte non diamo.”
http://www.youtube.com/watch?v=M3iJkS9vX7o&feature=related
Cristo che benedice chissà chi, forse è indeciso pure lui…
mi chiedo spesso se davanti alle iniquità e nefandezze del mondo Dio si scoraggi, allarghi le braccia e dica: sia fatta la loro volontà.
E’ abitudine di noi uomini lasciar fare a Dio quando proprio non possiamo fare diversamente. Non so ma penso che a volte gli succeda ma contrariamente a noi è pronto ad intervenire e accogliere con gioia una richiesta di intervento, e noi? Forse se aiutassimo dio nel suo operato semplicemente accogliendolo con gioia e semplicità sarebbe meno stanco alla fine di un giorno … eterno.
SM
”annunciai un concilio”
Conciliare= unire, mettere d’accordo. Creare un terreno comune, ‘trovare’ insieme un sistema per tutti, non subìre uno stato dei fatti esistente.
“La facciata appare al di là delle grate, come fosse relegata in un esilio volontario; per vederla meglio ti aggrappi alle sbarre della cancellata: sei tu il detenuto e il grido per la libertà ti brucia in gola.”
http://www.youtube.com/watch?v=_VJnAQ2xYU0&feature=related
“la forma che inghiotte la sostanza”
…nella speranza che la sostanza sia rimasta pesantemente sullo stomaco della forma …sta a noi fargliela vomitare.
Non assistenzialismo ma giustizia!
Aiutare un popolo o una persona a prendere coscienza dei propri diritti, non dare solo qualcosa che manca, ma creare comunione, reciprocità, scambio… diamo noi stessi da mangiare.
Il sistema é bastardo ed é giusto che salti, ma il cambiamento deve partire da ognuno di noi, dalle nostre coscienze, oppure si cadrà sempre negli stessi errori.
http://www.youtube.com/watch?v=ZIXESwuywHQ
Che salti il sistema bastardo incapace di guardare i resti umani che aspettano in piedi di finire, di andarsene alla volta di un regno dove potrà piangere per almeno due millenni – quanto ci vorrà a smaltire l’ingiustizia universale?
..Sebbene sia doloroso ammetterlo,la giustizia è un obiettivo ancora tanto lontano da raggiungere..non ci resta che iniziare da noi stessi..nel segno di un cambiamento concreto..
Credo che a tutti venga spesso di pensare che il mondo sia impazzito troppe violenze, troppi egoismi che portano ad annullare l’altro, troppa solitudine che incupisce gli sguardi. Ma se noi, il popolo di Dio, non avendo il potere di fare encicliche, né scioperi generali contro i poteri che governano il mondo, riuscissimo veramente ad amare gli altri, tutti gli altri, con l’aiuto e forse il “sacrificio” del nostro don potremmo arrivare ad ottenere quasi il risultato di una enciclica rivoluzionaria.
Che salti il sistema bastardo…….
abbattere la discriminazione razziale, dialogare anche con chi professa una fede diversa, donare senza aspettarsi nulla in cambio e voltare quella pagina di vita vuota non vissuta e finalmente riempita di quell’amore vero, completo e allargato alla condivisione
“ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore…” (Atti 2,46)
http://www.youtube.com/watch?v=3aeJhuD_bkY&feature=related
“Deciso a far saltare il mondo facendo leva con il suo spadone”. Qualcosa come il concilio; nella storia un evento veramente rivoluzionario.
Esci di casa con la stessa decisione. Non puoi indire un concilio ma il mondo si, quello puoi cambiarlo. Però ti ritrovi presto in attesa del “turno in farmacia”, in “fila sotto la pensilina del Sessanta, in un giorno di pioggia”: a Roma, giovedì 20 ottobre 2011. Un giorno buono anche per un tuffo nei seminterrati delle villette dei nuovi ricchi. Un giorno buono anche per morire, volendo. Un vero infernetto.
vi ringrazio!
cambiamo il mondo, poi al resto ci pensiamo.
Il bambino è accovacciato per terra,magro da far paura,con la faccia tocca la terra e un avvoltoio che lo fissa, leggermente ingobbito.
Alla vista di un “avvoltoio che fissa, leggermente ingobbito”, un “bambino accovacciato per terra ” ,che muore per colpa della fame o della malaria,noi restiamo sconvolti , e pensiamo che certe cose non dovrebbero mai avvenire.Ma che cosa facciamo per poter cambiare la situazione che ci è appena apparsa davanti ai nostri occhi? Niente o quasi niente ,perchè pensiamo che forse qualcun’altro ci penserà al posto nostro,e a volte succede proprio questo ,c’è qualcuno che ci pensa ,ma non è sufficiente per poter far “saltare il sistema bastardo”.Se ognuno di noi cercasse di cambiare nel suo piccolo ,facendo delle buone azioni,queste a loro volta diventerebbero pian piano delle grandi buone azioni,ed i “bambini potrebbero finalmente vedere i re magi ,che portano loro da mangiare”.
Nell’ultima Giornata Mondiale dell’Alimentazione è emerso che un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato (1,3 miliardi di tonnellate!) e solo in Italia gli sprechi di cibo dal produttore alla tavola sono di circa 10 milioni di tonnellate….
Dati questi che fanno rabbrividire, a dir poco, scandalizzano! Si parla dunque di cambiamenti, di istituzioni che non funzionano, di organizzazioni apposite che all’occasione approfittano e lucrano sul male del mondo spudoratamente… Si, sarà tutto vero, ma se prima di tutto non scatta quella molla dentro ciascuno di noi, se continuiamo a farci assalire dalla pigrizia, se continuiamo ad essere prigionieri di tanti benefits di cui godiamo ampiamente, possiamo continuare solo a piangere, restando affacciati alla finestra e puntando il dito contro “quelli” che non fanno bene il proprio dovere.
Solo un piccolo gesto, magari, e prima o poi il “sistema bastardo” dovrà saltare. Cominciano così i cambiamenti, vero?
Quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno
Madre Teresa
grazie!
sì, i cambiamenti cominciano così.