[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=J_oP2ltuNyk]
da qui
Procreazione, un bel problema.
La vita, a volte, è una piazza deserta dove volano fogli che non riesci a leggere e rombano motori che non sai per dove partano.
Sì, ma la vita è anche uno sguardo che viene da lontano, che intercetta la tua storia, ti fissa nel momento in cui sei aperto, disponibile a cambiare.
A che serve il matrimonio? A procreare? Come rimedio alla concupiscenza?
Ti senti prigioniero, come ti avessero chiuso in una stanza, gelosi del futuro, custodi minacciosi del presente.
Sì, ma esistono ali traslucide, membrane leggerissime che lasciano intuire il cielo in trasparenza, che puoi prendere anche tra due dita.
La tenerezza è peccato? E’ possibile il controllo delle nascite?
Sei in cerca di un’uscita, uno spiraglio deve pur trovarsi, da qualche parte, in qualche condizione.
Sì, ma hai scarpe che camminano, capaci di volare sopra l’acqua e disegnare scie schiumanti di sogni e di progetti.
Che vuol dire una carne sola? E’ o non è una fusione totale di anime e di corpi (se c’è una distinzione tra anime e corpi)?
Possibile che l’universo sia una prigione senza porte, un vestito senza uomo? – ricordi, Neruda? La morte riesce a bussare come un anello senza pietra né dito, riesce a gridare senza bocca, né lingua, né gola.
Sì, ma il suo viso? Le braccia, il seno tondo come una luna che abbaglia all’orizzonte, mentre viaggi, solo, nella notte?
Procreare e basta o unirsi, amarsi sempre più, superare ogni giorno le barriere che il tempo, la fatica, l’assenza erigono con tenacia irriducibile?
Guardi a destra e a sinistra, sopra e sotto, in cerca di una crepa, una fessura, una breccia prodotta da un ricordo o un desiderio.
Sì, ma quando stringi in un abbraccio, quando senti la schiena di lei che aderisce al tuo invito come un albero si lascia accarezzare dalla brezza d’estate – ricordi? Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
Potremo mai finire di discutere su ciò che è contro o secondo natura?
Una chiave, una chiave, ci dev’essere una chiave per aprire questa porta, per uscire e gridare, per chiedere aiuto!
Sì, ma quando vedi le sue gambe lisce, la scollatura che è un campo di rose quando scende il sole e devi andare a tentoni fra le case e la salita conduce alla soglia di un bosco sconosciuto.
E come si fa a dividere l’amore? Come puoi dire: qui c’è il punto di partenza e qui il finale, dove non puoi aggiungere una frase, un articolo, una virgola?
Hai bisogno di partire, di lasciare la piazza ingombra di fogli incomprensibili, d’imboccare una strada che ti strappi via dall’incubo del restare a tutti i costi.
Sì, ma quando senti quella musica sembra che tutto cambi, ti pare di avvertire un gusto, un profumo, il sapore di una vita che ritenevi ormai dimenticata.
Fedeltà è incontrarsi anche sotto il temporale, quando il gelo costringe a chiudersi mille volte nel cappotto, è uscire con la grandine che ti schiaffeggia, col buio di un inverno che mette alla prova i passi dell’amante.
Due fari non riescono a sfondare il muro della nebbia – ricordi? La morte sta sulle brande; sui materassi che affondano, sulle coltri nere; vive distesa, e all’improvviso soffia: soffia un suono oscuro che gonfia le lenzuola; e ci sono letti che navigano verso un porto dove sta in attesa vestita da ammiraglio.
Sì, ma la luna è un abat jour che ti salva dall’angoscia, fa girare le pagine del libro, un romanzo che – possibile? – sta parlando di te, della tua vita.

Molto bello, Fabrizio. Una coincidenza curiosa e un po’ toccante riguarda l’idea di soglia che compare anche nel mio racconto, pubblicato oggi da Gaja Cenciarelli. Un abbraccio.
monica
Ci sono romanzi che parlano di un noi che siamo stati, che siamo, che saremo, fedeli sotto la grandine e la pioggia, smarriti nella nebbia, abbracciati alla luna abat-jour, perché l’amore non si può dividere, perché è possibile amarsi sempre più nonostante il tempo, la fatica, l’assenza
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=DtMz__d9J5A]
SÓLO LA MUERTE
HAY cementerios solos,
tumbas llenas de huesos sin sonido,
el corazón pasando un túnel
oscuro, oscuro, oscuro,
como un naufragio hacia adentro nos morimos,
como ahogarnos en el corazón,
como irnos cayendo desde la piel al alma.
Hay cadáveres,
hay pies de pegajosa losa fría,
hay la muerte en los huesos,
como un sonido puro,
como un ladrido sin perro,
saliendo de ciertas campanas, de ciertas tumbas,
creciendo en la humedad como el llanto o la lluvia.
Yo veo, solo, a veces,
ataúdes a vela
zarpar con difuntos pálidos, con mujeres de trenzas muertas,
con panaderos blancos como ángeles,
con niñas pensativas casadas con notarios,
ataúdes subiendo el río vertical de los muertos,
el río morado,
hacia arriba, con las velas hinchadas por el sonido de la muerte,
hinchadas por el sonido silencioso de la muerte.
A lo sonoro llega la muerte
como un zapato sin pie, como un traje sin hombre,
llega a golpear con un anillo sin piedra y sin dedo,
llega a gritar sin boca, sin lengua, sin garganta.
Sin embargo sus pasos suenan
y su vestido suena, callado, como un árbol.
Yo no sé, yo conozco poco, yo apenas veo,
pero creo que su canto tiene color de violetas húmedas,
de violetas acostumbradas a la tierra
porque la cara de la muerte es verde,
y la mirada de la muerte es verde,
con la aguda humedad de una hoja de violeta
y su grave color de invierno exasperado.
Pero la muerte va también por el mundo vestida de escoba,
lame el suelo buscando difuntos,
la muerte está en la escoba,
es la lengua de la muerte buscando muertos,
es la aguja de la muerte buscando hilo.
La muerte está en los catres:
en los colchones lentos, en las frazadas negras
vive tendida, y de repente sopla:
sopla un sonido oscuro que hincha sábanas,
y hay camas navegando a un puerto
en donde está esperando, vestida de almirante.
Pablo Neruda
Sì, ma la vita è anche uno sguardo che viene da lontano, che intercetta la tua storia, ti fissa nel momento in cui sei aperto, disponibile a cambiare
Ma noi siamo quello che siamo, disponibili a cambiare, a semplicemente amare. Amare senza limiti con la tenerezza che non è peccato e quando senti quel gusto, quel profumo e quel sapore che ritenevi aver dimenticato sai che puoi abbandondonarti completamente in una fusione di anima e corpo mentre la luna illumina teneramente il romanzo infinito della tua vita.
“Possibile che l’universo sia una prigione senza porte, un vestito senza uomo?”
Si ma……..si ma…si ma…..
“ Ma il vostro parlare sia SI SI NO NO ciò che è in più vien dal maligno.”
Mt.5,37
«Solo un ateo può essere un buon cristiano […], solo un cristiano può essere un buon ateo»
(Ernst Bloch, Ateismo e cristianesimo).
Se l’amore si affaccia nel tuo cuore, ama e basta, libero e felice, godi appieno della sua bellezza, vivi ogni emozione e tenerezza, perché la vita ha voluto farti un regalo, e puoi solo apprezzare
– Sì, ma quando senti quella musica, non sembra che tutto cambi, non ti pare di avvertire un gusto, un profumo, il sapore di una vita che ritenevi ormai dimenticata?
http://www.youtube.com/watch?v=dHIPzkDTb1Q
La tenerezza non è peccato, l’amore è “fusione totale di anime e di corpi”, perchè annulla la “distinzione tra anime e corpi”; l’amore è passione, è libertà, è “amarsi sempre più”, senza “punto di partenza” né finale.
La tenerezza è amore vero, spontaneo, libero, è una carezza senza malignità, un abbraccio senza possesso, uno sguardo aperto che riscalda il cuore. Chi ti guarda con tenerezza, guarda dentro di te, oltre te.
“La tenerezza è il tesoro dei credenti e degli amanti” (David Maria Turoldo)
“Sì, ma la vita è anche uno sguardo che viene da lontano, che intercetta la tua storia, ti fissa nel momento in cui sei aperto, disponibile a cambiare”.
E’ giusto, è così. La vita ci chiama già da lontano e quando è vicina mostra quel che si vedeva da prima, quello che occhi affamati d’amore sono in grado di vedere in anticipo e senza sforzo. La vita ci stuzzica ogni momento e ci invita, garbata, a crescere più che a cambiare. Cogliere questo passo è essenziale per non morire dentro. E questa crescita, se sappiamo volerlo, ci accompagna anche nell’unione di coppia. E quando accade, non c’è “cena della sera” o “solita minestra” che possa scardinare quel risultato. Si può vibrare dentro solo se se si ama senza compromessi, senza ma e senza perchè, incondizionatamente, pronti anche ad un sacrificio supremo per l’altro. Questo stato di cose supera i momenti difficili, scala le montagne, porta il sorriso dove c’è un velo di tristezza o un’idea fissa che tormenta e negativizza l’individuo, ingrigendolo e facendolo ammalare dentro. L’amore è questo, senza ma e senza se. Troppe volte diciamo di non farcela, diciamo che vogliamo evadere. Perchè avvertiamo un’incompletezza che scarichiamo sull’altro, comodamente. E’ invece quel buco, quella mancanza spesso è nostra. E basta così poco per essere felici, pur senza accontentarsi. Anzi, ben più che felici: eternamente sciolti dentro l’altro, anche quando si discute. Questo è uno dei pilastri della vita in due, anche quando questa si ripete uguale a se stessa tutti i giorni, che non lo si dimentichi. Questo è il mondo che voglio, per me e per coloro che amo.
A che serve il matrimonio? A procreare? Come rimedio alla concupiscenza?
Come ti avessero chiuso in una stanza, gelosi del futuro, custodi minacciosi del presente.
La tenerezza è peccato?
Potremo mai finire di discutere su ciò che è contro o secondo natura?
Sopra a tutte le discussioni, le regole e i codici definiti a tavolino dagli uomini, vola, con ali traslucide, l’amore vero, che già in sé contiene anima, fedeltà spontanea, tenerezza, ‘’bacio che vive di espedienti’’.
Non divisioni, ma sfumature di colori e declinazioni.
“Sì, ma la vita è anche uno sguardo che viene da lontano, che intercetta la tua storia, ti fissa nel momento in cui sei aperto, disponibile a cambiare.”
http://www.youtube.com/watch?v=09xH-F7nOxg
“un romanzo che – possibile? – sta parlando di te, della tua vita”
….sì, perché nessuno è più importante di te!
Ecco alcune frasi passate alla storia, dette da altrettanti protagonisti di questo romanzo fatto di vite parallele: Gandhi, John Kennedy, Che Guevara, Martin Luther King, Malcom X…
http://www.youtube.com/watch?v=GxbYbiC2U9g&feature=fvsr
grazie!
abbiamo una vita per imparare a essere liberi.
Solo adesso sono riuscita a leggervi, troppo stanca della giornata, ma felice perché ho vissuto coi miei ragazzi un pezzo della nostra storia.
“lasciate qualche cosa di voi”
“Possibile che sta parlando di te della tua vita”
Proprio così, della tua tenerezza, del tuo sorriso, della tua timidezza, della tua tristezza, dei tuoi ricordi, della tua solitudine, ma …….della tua libertà!
” Dio ti lascia libero, di restare o di andare,ma ti lascia libero” Questa é la mia chiave, me l’hai insegnata tu. L’amore Vero è libertà. E’ la Tua vita, non quella di ” Sora Cesira”
La tua vita che tanto faticosamente hai aperto all’altro, ora ci sei, sei tornato e guai grossi a chi ci prova!
Solo chi ha conosciuto quel buio nero che più nero non si può ed é risalito da quella buca profonda con le unghie sanguinanti può capire.
Ora sono fuori e solo Dio può rimandarmici, ma Lui é un Dio d’amore e ormai mi ha presa con se.
Ai miei ragazzi che ogni giorno mi insegnano il perdono dell’altro.
Ernestina
Nella vita, può capitare di sentirti “prigioniero in una stanza “,dove ci sono dei “custodi minacciosi del presente”,pronti a bloccare ogni tuo desiderio o sogno che vorresti realizzare.
Allora, devi cercare “uno spiraglio”,che ti permetta d ‘uscire da quella gabbia d’oro ,costruita per poterti controllare,e poter gridare al mondo intero:Sono finalmente libero,perchè ho deciso di cambiare!
-Sì, ma esistono ali traslucide, membrane leggerissime che lasciano intuire il cielo in trasparenza, che puoi prendere anche tra due dita…
http://www.youtube.com/watch?v=PjfPnmW2kRI
“L’emozione per amore dell’emozione è lo scopo dell’arte, l’emozione per amore dell’azione è lo scopo della vita”. Oscar Wilde
L’amore ,quello Vero!Non si divide,esso è un tutt’uno con l’ anima e il corpo,soprattutto se ci si lascia conquistare dalla “tenerezza” di un ricordo dimenticato per lungo tempo.
Lontano, qualcuno canta. Lontano
E sui binari quanta vita che è passata e quanta che ne passerà …
e tu che intanto sogni ancora sogni sempre sogni di fuggire via
e andare lontano
http://www.youtube.com/watch?v=oL1AvfT-zmg&feature=related
“Fedeltà è incontrarsi anche sotto il temporale, quando il gelo costringe a chiudersi mille volte nel cappotto, è uscire con la grandine che ti schiaffeggia, col buio di un inverno che mette alla prova i passi dell’amante.”
http://www.youtube.com/watch?v=8ymDcLLYCSs
“perché la vita è un brivido che vola via
è tutt’un equilibrio sopra la follia….”
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=9bmeis3dwTU#!
La fede è l’adesione a un “progetto”, il progetto di Dio, siamo liberi di aderire o meno ma se aderiamo è sicuramente un progetto che vogliamo portare avanti anche se la libertà concessa ci permette di rinunciare allo stesso.
Il matrimonio è un progetto. E’ un progetto di vita in due. Fondamentale è la base dello stesso viceversa non si costruisce ed è destinato a fallire. La base è l’amore fra due persone e deve essere solido almeno quando si costituisce, sebbene nessuno sappia qual è il futuro perché si costruisce ogni giorno, almeno in quel momento bisogna essere consapevoli che sarà un impegno vitalizio, consapevoli che nonostante problemi e difficoltà, gioie e dolori, abitudine si è disposti ad andare avanti certi che l’amore non è innamoramento ma trasformazione e bene comune, è ben oltre l’innamoramento e coinvolge mente e cuore mentre il primo coinvolge soprattutto fisico e cuore.
La procreazione: è un obiettivo del progetto ma non deve essere, secondo me, la prima motivazione per cui si contrae matrimonio. Il progetto sarebbe destinato al fallimento se non c’è figliolanza ma è destinato al fallimento, se la base è principalmente questa, in quanto i figli tendono a separare i coniugi. Il carico della famiglia, siamo onesti, grava principalmente su uno dei due e quell’uno a volte si sente in trappola non perché non crede più nel progetto ma perché esso richiede il suo annullamento, manca uno spazio in cui essere e sentirsi se stessi. Ma può sentirsi in trappola anche l’altro per mancanza di attenzioni. Se il fondamento è l’amore, il rispetto e la fede nel progetto, la comprensione e condivisione, allora la procreazione è un “di più”, che si aggiunge al vivere fisicamente l’amore come espressione di quel bene e non solo.
Famiglia è un progetto che si porta avanti in due finchè ci si crede e che è destinato a crescere.
E’ fondamentale allora che la base sia ancor più solida perché la procreazione fa sì che uno o più nuovi individui vengano donati alla vita, il progetto allora deve prevedere e tener fede alla missione, ovvero educare nuovi individui alla vita, alla società, alla fede. Il progetto non è più il bene di due ma quello della famiglia dove i figli giocano un ruolo fondamentale, i due “soci” hanno la responsabilità, non più e non solo, del progetto ma di formare nuovi uomini e donne.
Certo non dico una cosa nuova se dico che le difficoltà sono molte e spesso si può aver la voglia di mollare tutto. Ma anche qui alla base deve esserci una certa consapevolezza che di fronte al problema si cerca prima di risolverlo invece che abbandonare il progetto. Ci può essere stanchezza, abitudine, anche momenti di titubanza ma è importante a quel punto andare a rileggere lo “statuto”, tornare alle origini di quella scelta.
Io credo che tutti nel momento in cui pronunciamo il “si” siamo convinti che sarà “per sempre”, la vita poi ci pone davanti se stessa in tutta la sua verità e interezza e può accadere anche che il progetto iniziato con uno/a, desideri poi essere ripresentato con un altro/a. Nessuno di noi conosce il futuro e ci sono cose che non dovrebbero mai accadere come incontrare un’altra persona che ti faccia comprendere che il “socio” poteva essere un altro ma accadono perché nessuno ha certezze matematiche in nessun momento. Cosa fare? Se il progetto era fondato su solide basi si può andare avanti, viceversa è destinato a fallire. “Segui il cuore” a volte è qualcosa che non si può attuare, ma siamo sicuri che seguire il cuore voglia dire solo abbandonarsi all’amore che ti prende e che ti vuol far vivere una volta nella vita, e non sia invece una via più facile per mettere fine a un “giogo” che si è fatto molto pesante e duro?
Il matrimonio è una promessa che si rinnova ogni giorno, viceversa è solo un evento del passato, una bella festa, è crescita, è … un progetto in cui credere fino a prova contraria. Se in ogni corso matrimoniale si riuscisse a far comprendere questo forse meno persone si sposerebbero ma vorrebbe solo dire che le basi non erano solide per la “promessa”, ma quelli che arriverebbero al matrimonio avrebbero un progetto difficilmente destinato al fallimento soprattutto se nonostante tutto ci si crede in due. Ma in due si deve credere all’amore che è trasformazione e diventa ogni giorno qualcosa di più grande anche se può aver perso la caratteristica del batticuore, gli occhi da pesce lesso e quant’altro e soprattutto credere che sia volontà di due e non univoca, bene comune e non “società a responsabilità limitata”.
Chiedo scusa se mi sono dilungata e ci vorrebbe ancora tempo per parlare ma in questo post si solleva un argomento interessante, su cui si dovrebbe parlare di più, confrontarsi di più e non solo “spettegolare” fra amici, probabilmente ci renderemmo conto che quando il progetto va in crisi il confronto spesso aiuta a vedere meglio le cose e a svegliarci pronunciando un’altra volta “si lo voglio”.
– Una chiave, una chiave, ci dev’essere una chiave per aprire questa porta, per uscire e gridare, per chiedere aiuto!
La chiave per liberarsi è sempre l’Amore e la memoria di quando l’hai incontrato: un dono che restituisce serenità, gioia e tenerezza, e che ti fa comprendere chi sei, da dove vieni e quale strada seguire.
@Stella
Credo che nei rapporti cosidetti a lungo termine, in questo caso in particolare il matrimonio, ma anche nei rapporti di lavoro, nelle amicizie di lunga data, non è difficile vivere momenti di difficoltà, dubbi o incertezze, dovute a tanti motivi, stanchezza fisica e mentale, monotonia, corse frenetiche e quant’altro. Hai ragione quando dici che se le basi sono solide, ci si può rialzare, anche più forti di prima, e concordo che il confronto, il condividere, il tirar fuori dal sacco, con il partner e perchè no fra amici, è un rimedio efficace, la possibililià di (ri)conoscere le proprie fragilità per trasformarle in una fortezza: spesso funziona!
Come si fà a dividere l’amore?
http://www.youtube.com/watch?v=3PoNQc2xc8s
..é l’unica vi da seguire…e chi segue il cuore,difficilmente sbaglia..
grazie!
roba sostanziosa, eh?
noi siamo buongustai!
Queen-the-show must- go on(tradution francaise) manca la gambetta sotto la c, you tube.
La dedico a tutti noi, un saluto
Ernestina
Sono domande che prima o dopo tutti ci siamo posti o ci porremo, alle quali quasi sempre rinunziamo a darci una risposta.
Ma tu, Fabrizio , quando ti chiedono queste cose, cosa rispondi?
E’ giusto che l’amore tra due persone, quello vero, debba superare qualsiasi ostacolo o é più giusto andare avanti con il peso di una rinunzia?
Lo so, siamo nati per soffrire.