[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=YOx710drHnw&feature=related]
da qui
– Perché vicino a te mi sento meglio?
La casa è sempre quella: originale, fantasiosa. Oggetti sparsi come segni, o ricordi, o chissà cosa.
– Parlami degli ultimi giorni.
I colori contano: è dare un tono alla vita, decidere se sarà triste o allegra, perché la scelta è nostra; a chi si può impedire di sorridere?
– Giorni! Sono una prigione. Non ne posso più. Mi ha impedito di vederti.
Anche il letto è un dettaglio decisivo: a una piazza e mezzo? A due? Vuol dire sentirsi più lontani, o più vicini.
– Bisogna parlargli della libertà, spiegargli che non esiste un amore legato alla catena.
E il bagno: piccole cose; i sandali per doccia. Cosa mi ricordano? Ah! la conchiglia.
Gliel’ho detto mille volte. Perché non provi tu?
Le piante: piccoli vasi che immergono nella magia della natura; bisogna ricordarsi di non essere soli, che una rosa è capace di fare compagnia.
– Mi piace questa casa. Ogni angolo ha qualcosa da dire.
Che quadri appendere? Segni che in qualche modo ti riguardino: un paesaggio dove hai vissuto bei momenti, un volto che ti ispira simpatia.
– Ma i soprammobili non lo possono convincere. Hai un potere speciale: usalo, non abbiamo alternative.
E i sogni? Al mattino restano a mezz’aria, pronti per essere afferrati e messi in tasca; prima o poi ritorneranno utili.
– Dal barbiere sento le confidenze della gente. Ognuno ha i suoi guai, ma il fatto di poterli nominare, davanti allo specchio, a qualcuno che ti ascolta è già una soluzione.
Anche i pensieri vagano e si attaccano a un pomello, a una maniglia, oppure strisciano e si accucciano sotto una poltrona, in attesa di essere notati.
– Forse non ha con chi sfogarsi: è questo che lo ingolfa, lo rende nervoso. Non si apre nemmeno quando gli tagliano i capelli?
La vita più dura è quella delle parole che scappano quando non vorresti: hanno l’aria triste di chi ha perso casa, continuano a cercare per sempre un posto che non c’è.
– Ci sono tempi speciali: è allora che bisogna incontrarsi, sicuri che le parole andranno dritte al cuore. E’ una musica; se la colonna sonora fluttua da una stanza all’altra, ci si lancia al ritmo delle note, si lascia che ogni frase si depositi nell’anima e faccia il suo lavoro.
– Dove hai imparato queste cose?
A volte, per una specie di miracolo, trovano una mano che le coglie dal tappeto o un ripostiglio buio.
– Ester, ci sono cose che non si possono spiegare: come il fatto che una rosa ti commuova, o che un tratto di litorale battuto dal vento ti parli di un amore lontano, fino all’ultimo respiro.

Perché vicino a te mi sento meglio?
Perché sono libera nei miei pensieri, riesco a essere me stessa, con le mie paure e le mie incertezze, senza la divisa delle convenzioni; posso sognare!
“Perché vicino a te mi sento meglio?”
http://www.youtube.com/watch?v=CcX9gnAkV6g
“La vita più dura è quella delle parole che scappano quando non vorresti: hanno l’aria triste di chi ha perso casa, continuano a cercare per sempre un posto che non c’è.”
La felicità si realizza nel momento in cui le parole sono libere di esprimere le intenzioni del cuore.
http://www.youtube.com/watch?v=0wZXDCLMfHA
“Ci sono tempi speciali: è allora che bisogna incontrarsi, sicuri che le parole andranno dritte al cuore.”
http://www.youtube.com/watch?v=YHr7d4qBKjc
Si, i colori. A volte penso che siano il pane della vita: il giallo strillone, il marrone stanco, l’arancione giocoso, il turchese alla moda. Ce li mettiamo in testa i colori, addosso, e finiamo per respirarli. Basta andare in Sicilia, in Toscana o in qualsiasi altro posto e i colori ti assaltano. Ecco, a questo punto possiamo decidere di far festa, la scelta è nostra. Ma soprattutto non dobbiamo impedire a noi stessi o agli altri di sorridere, poiché sorridendo l’anima parla al mondo. Ecco, credo molto al potere di un sorriso: se per caso abbiamo fatto l’errore di legare un amore alla catena, con un sorriso vero, lo libereremo.
I piccoli vasi? Credo possano essere le nostre esistenze, che attingono alla natura. In un film meraviglioso di quest’inverno (The Tree of Life –> parla del rapporto dell’uomo con Dio) all’inizio si ode una voce di donna fuori campo: “Ci sono due vie per raggiungere la grazia: la carità; oppure vivere rispettando la natura, nella natura”. Ecco si, penso che noi siamo piccole piante che succhiano dalla natura la linfa vitale per esistere. E che non possiamo esimerci dall’entrare in contatto con le radici delle piante accanto a noi. Ecco, forse, perché qui viene affermato che una semplice rosa può fare compagnia. Ma ce ne sappiamo sempre accorgere?
I sogni poi ci consentono di proiettarci, di dare un senso, spesso, a quanto non comprendiamo. Quelli a occhi chiusi, da un lato, con le loro intromissioni, i loro segreti, i loro significati spesso non chiari. E quelli a occhi aperti, forse i più belli, perché sono un’attività onirica guidata, voluta, che la nostra anima desidera manifestamente, che la nostra mente esegue come in una danza dolce e frenetica. Ci proiettano, ci spingono, ci fanno percepire i nostri limiti e i nostri desideri. Sono come cannella per un amante delle spezie.
Ecco, i tempi speciali sono lì per un motivo solo, insieme ai colori, alle piante e ai sogni. I tempi speciali sono il segno del cambiamento che dobbiamo saper sempre cogliere, che incalza curioso e stravagante. E attenzione: quel cambiamento spesso non è epocale, ma è quello sottile delle cose di tutti in giorni, quello che spesso non sappiamo osservare. Cogliamo quel tempo, poiché qualsiasi sia il messaggio, alla fine ci farà star bene. Non esitiamo a farlo, è come un appuntamento con Dio.
Ecco si, ho imparato con il tempo che ci sono cose che non si possono spiegare: la mia esistenza, i miei figli, un litigio, un abbraccio, l’amore, una lacrima, un sentimento, un’esplosione dell’animo. Altro. Tutte queste cose sono la nostra vita. Le abbraccio e cerco di prenderne il meglio, tentando di diffondere intorno a me ciò che di buono esse hanno.
Marco
Ester, ci sono cose che non si possono spiegare: come il fatto che una rosa ti commuova, o che un tratto di litorale battuto dal vento ti parli di un amore lontano, fino all’ultimo respiro.
http://www.youtube.com/watch?v=8qSfYX_t6r4
“Ester, ci sono cose che non si possono spiegare:”
Forse si possono spiegare ascoltando meglio le tre parole che la vita ci sussurra ogni giorno…
http://www.youtube.com/watch?v=2IjseW-eIJk
a chi si può impedire di sorridere?
A nessuno “si può impedire di sorridere ” ,soprattutto se ha scelto di percorrere la sua strada!
Ci sono tempi speciali: è allora che bisogna incontrarsi, sicuri che le parole andranno dritte al cuore.
C’è sempre unl tempo speciale per ogni cosa! Ma stà a te capire quando è il momento giusto per dire all’altro “le parole” giuste che “andranno dritte al cuore”.
– Giorni! Sono una prigione. Non ne posso più. Mi ha impedito di vederti.
http://www.youtube.com/watch?v=yZmWgDOKuKs
Noi possiamo scegliere se essere felici o tristi,ma il segreto per vivere la vita con un tono d’allegria è quello di sorridere sempre ,anche quando ci sono dei momenti difficili da superare.
http://www.youtube.com/watch?v=8hwWAz_AxIw
– Dal barbiere sento le confidenze della gente. Ognuno ha i suoi guai, ma il fatto di poterli nominare, davanti allo specchio, a qualcuno che ti ascolta è già una soluzione.
A volte le parole continuano a cercare per sempre un posto che non c’è…ma se arrivano al barbiere(in particolare ad un barbiere molto speciale..) è facile che si trasformino in pensieri positivi..insomma,è senz’altro terapeutico!
La vita più dura è quella delle parole che scappano quando non vorresti: hanno l’aria triste di chi ha perso casa, continuano a cercare per sempre un posto che non c’è.
A volte, per una specie di miracolo, trovano una mano che le coglie dal tappeto o un ripostiglio buio.
Ci sono parole che sembrano sprecate, perse nel vento ma che spesso sono capaci di illuminare gli angoli bui di molti cuori, di scavare una breccia nei muri dell’indifferenza, di ridonare vita.
Una parola è morta quando vien detta, dicono alcuni. Io dico che comincia a vivere soltanto allora (Emily Dickinson).
Ogni angolo ha qualcosa da dire
Ognuno di noi ha” qualcosa da dire” ,ma a volte non parla ,perchè pensa che le parole si perdono nell’aria ,se non c’è qualcuno disposto ad ascoltare.
@ dany
Mi associo e confermo,
il bello dell’amicizia!
“Una rosa ti commuove” solo se la guardi con gli occhi del cuore,perchè è attraverso il cuore che essa ti parla d’Amore!
Questo post mi ha messo allegria e gioia, poiché avverto in esso una positività che si muove veloce.
Allora? Allora Qualsiasi cosa vogliamo (quasi qualsiasi cosa, aggiungo io)! Si, con i colori, le piante, i sogni e i tempi speciali per ogni cosa, possiamo realizzare se non tutto, veramente molto. Buon ascolto.
Marco
Whatever you want (Status Quo).
http://www.youtube.com/watch?v=l50Fp4l1fCk
“Ci sono tempi speciali: è allora che bisogna incontrarsi, sicuri che le parole andranno dritte al cuore. ……….
– Dove hai imparato queste cose?”
Tutti dovrebbero andare a scuola là dove si imparano queste cose; saper trarre beneficio dai tempi speciali, saper dire all’altro le parole giuste per non farlo sentire abbandonato nei momenti cruciali della propria vita; a volte si danno per scontate le fonti dalle quali dovrebbe provenire il bene, l’attenzione, le premure e ci si accorge che proprio in seno a quelli che dovrebbero essere gli affetti principali si annida l’egoismo e l’indifferenza più totale: per il familiare sei totalmente trasparente anzi a volte fastidiosa pietra di intralcio…ma il bene esiste comunque e guardando bene, si rispecchia negli occhi delle persone più inaspettate.
“Forse non ha con chi sfogarsi: è questo che lo ingolfa, lo rende nervoso.”
Quando si arriva a stabilire di non avere con chi sfogarsi allora ci si sente davvero soli; credo comunque sia una sensazione soggettiva perchè le persone con cui sfogarsi, anche se rare, esistono, sanno sorvolare difronte ad ogni confessione anche la più dolorosa e sono le uniche al mondo a volerti davvero bene.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Ivano Fossati parla di “ergastolo sentimentale” e lo considera “migliore di una vita innaturale senza l’altro”. Dissentire? Nì.
Tutto bene finchè l’amore è libertà reciproca e gratuità ma, non diventa una situazione in cui ci si sente prigioniero quando non si cammina più con lo stesso passo? Quando uno dei due non segue più il ritmo, o la musica svanisce, in questo “passo doppio”? Perchè, diciamocelo onestamente, ad un certo punto la musica finisce oppure ha un ritmo diverso per i due ballerini, certo se c’è affidamento e affiatamento si può ballare anche senza, o finchè il dj non comprende che in cuffia manda due musiche diverse. Ed è davvero poi così facile seguire il cuore? Lasciarsi andare quando dentro si sente un senso di oppressione, non si è più sereni, o ci sono vincoli? O comunque un rapporto che ha costruito molto per cui prima di buttarlo fra i rifiuti della nostra vita vale la pena considerare tante cose per metterle sui due piatti della bilancia e vedere da che parte pende?
Cara Ester, che bel pasticcio! Come non comprendere il tuo senso di soffocamento? Come non sentirsi prigionieri del proprio stesso amore?
Più che un’amante sei diventata una moglie, con in più una caratteristica che è propria del tuo ruolo: non ti puoi lamentare e non puoi pretendere nulla, in fondo sei uno scaccia pensieri:-) per uomini troppo presi da sè per amare qualcun altro in pari modo. Ma una moglie ha forse qualche vantaggio in più? Si può lamentare ma poi in fondo prima di aprire la porta e andar via non ci sono maggiori motivi per rimanere? Ma che tu sia moglie o amante il problema è lo stesso: quel sentirsi in un vicolo cieco da cui si vuole solo fuggire, e non per non amore, ma solo per un desiderio di tornare a fare un “passo” al ritmo della propria musica.
Come si arriva a questo? Semplice, quando uno dei due dà tutto per scontato e guarda il mondo in funzione di sè, allora anche l’amore più grande fare naufragio, magari su due lati opposti di una stessa spiaggia ma pur sempre naufragio solitario. Soluzioni? Magari averne e poterne dare! Ci vuole solo l’umiltà di riconoscere che da soli non si va da nessuna parte e che l’altro è una persona, libera di amare anche te! Ha un senso l’amore dovuto? Appaga l’amore che ci deve qualcosa che ci piace? L’amore a propria immagine e somiglianza?Anche l’amore più grande del mondo quando si scopre dovuto smette di amare, perchè l’amore non ama che se stesso e amandosi si dona perchè vuole e non perchè deve. Se deve non è che un surrogato, buono come la saccarina ma cancerogena e mai così saporita come lo zucchero;-)
– Perché vicino a te mi sento meglio?
Donarsi senza riserve, senza aspettarsi nulla in cambio, sentirsi liberi di amare con i propri limiti, potersi sfogare sicuri di essere ascoltati.
“è allora che bisogna incontrarsi, sicuri che le parole andranno dritte al cuore. “
‘Hai un potere speciale: usalo, non abbiamo alternative.’
Mi piace questo plurale ‘abbiamo’: è segno che la vita di Ester sta cambiando (come già per Gilda) perché non si sente sola, ha trovato qualcuno vicino al quale si sente bene, cui affidarsi e con cui confidarsi liberamente, senza timori.
Una frase di Charles Bukowski dice che le anime libere sono rare, ma quando si incontrano si riconoscono perché si prova un senso di benessere stando loro vicini. Sicuramente è libera un’anima che fa dono di sé e del proprio amore senza chiedere nulla in cambio, che è soddisfatta nel solo vedere l’altro rifiorire grazie a quell’amore donato.
vi ringrazio.
la libertà è mettere l’amore dove non esiste, far nascere qualcosa nel deserto.
“Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi…
È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”
vero Cri, è tempo ben speso.