19. Il passerotto

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2_RSX-YA1uM]

da qui

Si è svegliata. Non ricorda nulla del pullman, del viaggio a Parigi, del vicino che ha cercato di non far rumore, di muoversi il meno possibile per consentirle di dormire. Resta in silenzio per un’eternità, poi dice all’improvviso: ho fatto un sogno. Racconta di una ragazza col cappello di lana e la sciarpa color latte, del suo impegno nel volontariato, di un prefabbricato dove si faceva tutto, messe e riunioni, pranzi, presepi e molto altro. Come può essere al corrente? Come sa di te, conteso da tutte le ragazze, degli occhi azzurri che tenevi nascosti ma che appena brillavano nel buio ti tiravano addosso l’orda delle femmine, e un giorno vi ritrovaste insieme, tu e Mattea, e sostenevi lo sguardo per la prima volta, e lei dimenticava l’impegno col tipo dagli occhiali spessi, come fosse tutto cancellato, come se il passato non contasse e rimanesse soltanto un’estate senza fine, la spiaggia crivellata di cespugli, il desiderio che consumava il cielo, gli occhi dell’agosto torrido all’orizzonte opaco di Anzio e Torvaianica, la fila di paesi che somiglia tanto alla città che sognavi da bambino, fatta di baci e carezze, dove il dolore non esiste e il vuoto che ti prende in certi giorni è un’eco lontana cui nessuno fa più caso. Racconta di lei che scrive su un quaderno i pezzi dei tuoi cantautori preferiti, di quando riuscite a rintanarvi nella mansarda da cui si vede il mare: cantate e fate l’amore col sottofondo di Suzanne, Bellamore, Firenze di Graziani, finché non c’è distanza tra la musica e il cuore, anzi, il cuore è la musica, un accordo perfettamente in sintonia col passero che becca in cima alla grondaia, il sole che tramonta dietro le tende a righe dei vicini, e lei dice devo andare e infila il cappello di lana e la sciarpa color latte, la ricordi così da quella volta che ti ha detto vado via, e sei rimasto a guardare il mare pieno di schiuma, le coppie che si baciano accanto ai cespugli di lentisco, e avverti in lontananza la voce di Dalla mentre canta Futura e ti coglie una specie di presentimento, come se alla fine di ogni sogno ci fosse una domanda sulla vita e la morte, come se il domani si rivelasse solo nell’eco di uno sparo, un uomo che si piega in due, una donna che fugge portandosi via le ragioni per resistere e per vivere, il cappello di lana, la sciarpa bianca, il passerotto che becca l’ultima mollica e vola via.

35 pensieri su “19. Il passerotto

  1. gum

    La musica e la nostalgia sono una cosa sola.
    Quando le ascolti t’invadono di odori che diventano solidi, come piume di uccello che col becco scandisce perfetto le battute del tempo, come i grani di sale che lascia l’onda secca sul bagnasciuga o il pranzo estivo dietro le tende da sole dei vicini. Tutto diventa un presente dolceamaro che è dentro di te e da te non può uscire perchè il cuore è la sua cassetta di sicurezza che insieme conserva le gioie preziose e la chincaglieria. Quel tesoro è protetto non lo perderai mai .Basterà lucidarlo ogni tanto perchè torni a brillare.

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  2. RossellaT

    tu e Mattea, e sostenevi lo sguardo per la prima volta, e lei dimenticava l’impegno col tipo dagli occhiali spessi, come fosse tutto cancellato, come se il passato non contasse e rimanesse soltanto un’estate senza fine, la spiaggia crivellata di cespugli, il desiderio che consumava il cielo, gli occhi dell’agosto torrido all’orizzonte opaco di Anzio e Torvaianica

    Un amore pronto a sudare – Luciano Ligabue

    Un amore pronto a sudare
    un amore che comincia d’estate
    è un amore in salute
    è orizzontale
    seminudo
    si abbina all’allegria di canzoni furbe
    mentre qualcun altro
    porta il cane
    a pisciare
    sul lungomare degli astronomi
    tutto quel sudore
    lo fa scivoloso
    ma quando cade
    sa ridere di sè
    si toglie gli anni
    tiene aperte tutte le finestre
    informa il mondo
    se il sole avesse
    solo un po’ di humour
    gli riserverebbe l’occhiolino
    del nonno al nipote sveglio

    un amore che comincia d’estate
    non ha paura
    del cancro alla pelle
    non ha paura
    fa comodo anche agli altri
    che possono così
    chiamarlo stupido
    fatuo passeggero virale
    di basso profilo
    di cattivo gusto
    possono tenere gli specchi
    dentro le federe marroni
    quelli che si fingono
    più a favore
    lasciano che si sappia
    il loro compatire
    mentre dicono
    una vita ce l’abbiamo tutti
    non è che gli abissi cambino
    nemmeno l’idea di fortuna
    nè del suo contrario
    fa solo prima a spogliarsi
    toglie un po’ di lavoro a San Lorenzo
    prende cura di sè
    lasciandosi andare
    alla barba che non si fa
    al trucco che non si mette
    un amore che comincia d’estate
    si è perso la primavera
    ma non lo si vedrà mai
    pensare
    all’autunno
    imminente

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  3. ema

    Il Passero Solitario

    D’in su la vetta della torre antica,
    Passero solitario, alla campagna
    Cantando vai finchè non more il giorno;
    Ed erra l’armonia per questa valle.
    Primavera dintorno
    Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
    Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
    Odi greggi belar, muggire armenti;
    Gli altri augelli contenti, a gara insieme
    Per lo libero ciel fan mille giri,
    Pur festeggiando il lor tempo migliore:

    Tu pensoso in disparte il tutto miri;
    Non compagni, non voli,
    Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
    Canti, e così trapassi
    Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.
    Oimè, quanto somiglia
    Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
    Della novella età dolce famiglia,
    E te german di giovinezza, amore,
    Sospiro acerbo de’ provetti giorni,
    Non curo, io non so come; anzi da loro
    Quasi fuggo lontano;
    Quasi romito, e strano
    Al mio loco natio,
    Passo del viver mio la primavera.
    Questo giorno ch’omai cede la sera,
    Festeggiar si costuma al nostro borgo.

    Odi per lo sereno un suon di squilla,
    Odi spesso un tonar di ferree canne,
    Che rimbomba lontan di villa in villa.
    Tutta vestita a festa
    La gioventù del loco
    Lascia le case, e per le vie si spande;
    E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.

    Io solitario in questa
    Rimota parte alla campagna uscendo,
    Ogni diletto e gioco
    Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
    Steso nell’aria aprica
    Mi fere il Sol che tra lontani monti,
    Dopo il giorno sereno,
    Cadendo si dilegua, e par che dica
    Che la beata gioventù vien meno.

    Tu solingo augellin, venuto a sera
    Del viver che daranno a te le stelle,
    Certo del tuo costume
    Non ti dorrai; che di natura è frutto
    Ogni nostra vaghezza
    A me, se di vecchiezza
    La detestata soglia
    Evitar non impetro,
    Quando muti questi occhi all’altrui core,
    E lor fia voto il mondo, e il dì futuro
    Del dì presente più noioso e tetro,
    Che parrà di tal voglia?
    Che di quest’anni miei? Che di me stesso?
    Ahi pentiromi, e spesso,
    Ma sconsolato, volgerommi indietro.

    G.Leopardi

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  4. ema

    “e ti coglie una specie di presentimento, come se alla fine di ogni sogno ci fosse una domanda sulla vita e la morte, come se il domani si rivelasse solo nell’eco di uno sparo, un uomo che si piega in due, una donna che fugge portandosi via le ragioni per resistere e per vivere,”

    http://www.youtube.com/watch?v=CY9lPA7ZUd0

    “Primo l’amore che non può lasciarci mai
    Secondo gli occhi della gente dentro i miei
    Terzo il dovere verso chi non ce la fa dopo noi
    Quarto il profumo nudo della pelle tua
    Quinto la terra i frutti e la speranza mia
    Che dall’amore solo amore nascerà”

    Rispondi
  5. ema

    “Come può essere al corrente? Come sa di te”

    Quello che per qualcuno è solo un sogno, per altri è realtà ma la cosa assurda è che il risultato finale non cambia: siamo sempre tutti scontenti!

    Sarà che non sappiamo vivere?

    Rispondi
  6. ema

    “finché non c’è distanza tra la musica e il cuore, anzi, il cuore è la musica”

    “Allora immagina nella stessa maniera il tuo cuore e rivolgi ad esso i tuoi occhi, come se lo guardassi. Ascolta attentamente con la mente i suoi battiti, l’uno dopo l’altro. I santi padri chiamano quest’operazione portare la mente dalla testa al cuore. Quando ti sarai abituato a questo, comincia allora, sempre guardando interiormente il cuore, a far coincidere a ogni suo battito una parola della preghiera. Al primo battito dirai o penserai: Signore; al secondo: Gesù; al terzo: Cristo; al quarto: abbi pietà; al quinto: di me. Ripeti molte volte questo esercizio; per te sarà facile, perché conosci già la preghiera del cuore e sei preparato ad essa. Poi, quando ti sarai abituato anche a questo, comincia ad inspirare ed espirare dal cuore tutta la preghiera di Gesù insieme con il respiro, così come insegnano i Padri. Inspirando devi dire o pensare: Signore Gesù Cristo; espirando: abbi pietà di me”» .
    Il metodo del pellegrino è, quindi, descritto in modo semplice: legare la preghiera di Gesù al battito del cuore, facendola così divenire inseparabile dalla vita. Almeno, così egli comprese e in questo trovò la sua felicità.”

    “Racconti di un pellegrino russo”

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  7. marco1963

    Chi può conoscere – “in anticipo sul passato” – le cose che stanno nella nostra testa? Può capitare un angelo, uno sconosciuto accanto a noi, e parlarci. Poco importa se racconta un sogno o no: se quelle parole ci colpiscono perché sincere, perché descrivono cose a noi capitate, allora potremmo pensare che quell’incontro non sia casuale, ma faccia parte del nostro romanzo. Un ricordo bello, piacevole, con una persona speciale, può valere la fatica di tutta una vita. Se qualcuno che si avvicina a noi ce lo rammenta, allora deve trattarsi di qualcosa di veramente speciale. Qualcosa per cui vale la pena amare, soffrire, inseguire, sognare e anche ammalarsi. Allora anche il passero che becca in cima alla grondaia diventerà testimone prezioso del nostro amore, un ricordo semplice e diretto di giorni unici di cui siamo stati interpreti sinceri. Chi ha qualcosa per cui valga la pena soffrire inseguire ammalarsi… è una persona fortunata. Magari non sempre se ne rende conto.

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  8. RossellaT

    non c’è distanza tra la musica e il cuore

    La musica è la compagnia dei momenti belli e brutti, è la memoria del passato, il racconto del presente e la speranza del futuro. Quando le parole non bastano più, quando non siamo in grado di esprimere quello che sentiamo nel cuore e nella testa, allora c’è la musica che è capace di dire tutto e di trasmetterlo a tutti.

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  9. RossellaT

    Scusate in merito al mio commento precedente ho dato l’invio senza completare:

    Il messaggio descritto è quello di un centro giovanile dove tra le tante cose si insegna l’importanza della musica un po’ come accade in altri centri a noi noti. In un mondo di rumori senza senso, credo sia bello riscoprire l’importanza dell’ascolto della musica e delle emozioni del cuore che ci mettono in armonia con tutto ciò che ci circonda.

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  10. bioraffaella

    il cuore è la musica

    La musica non è questione di numeri, ma di emozioni vissute… da individui e ogni persona, è unica e irripetibile, a suo modo infinita.
    (Giovanni Allevi)

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  11. Fides

    la ricordi così da quella volta che ti ha detto vado via,[…] una donna che fugge portandosi via le ragioni per resistere e per vivere, il cappello di lana, la sciarpa bianca, il passerotto che becca l’ultima mollica e vola via.

    Ci sono momenti in cui non esiste una sola ragione, una sola, per vivere, giorni nei quali non c’è più nessuna ragione per cui morire, e pure il passero che viene sul tetto non trova briciole o molliche; e il tempo che è stato sembra un immenso vuoto a perdere abbandonato sulla riva, sono i giorni in cui perdiamo gli occhi specchio ai nostri occhi, lo sguardo che ci raccontava chi siamo… i giorni in cui il cuore ammutolisce di dolore

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=T1mJUkV7eq4]

    Rispondi
  12. la funambola

    si approda all’amore per sottrazione
    non sono più innamorata della vita
    ora, io, sto tentando di amarla, la vita
    e l’amore è com passione, accoglienza, perdono
    e l’innamoramento è slancio, passione, capriccio, egoismo, vendetta, estasi, azione
    si approda all’essenziale per sottrazione a scapito del desiderio che somiglia ad una malattia dalla quale non si vorrebbe mai guarire
    e quando guarisci rimane la nostalgia e la malinconia e…l’amore
    sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai 🙂
    ciao mio caro compagno di viaggio
    io ti bacio
    la fu

    Rispondi
  13. Agnese

    CANZONE D’AMORE
    Per dire cos’hai fatto
    di me,non ho parole.
    Cerco solo la notte
    fuggo davanti al sole.
    La notte mi par d’oro
    più di ogni sole al mondo,
    sogno allora una bella
    donna dal capo biondo.
    Sogno le dolci cose
    che il tuo sguardo annunciava,
    remoto paradiso
    di canti risuonava.
    Guardo a lungo la notte
    e una nube veloce-
    per dire cos’hai fatto
    di me,non ho la voce.

    Hermann Hesse

    Rispondi
  14. gum

    Racconta di una ragazza col cappello di lana e la sciarpa color latte, del suo impegno nel volontariato, di un prefabbricato dove si faceva tutto, messe e riunioni, pranzi, presepi e molto altro. Come può essere al corrente?

    Solo una Donna sapeva tutto quello che si stava compiendo..
    E stette con la sua fede senza fare un gesto per modificare il corso di un evento divino che l’ avrebbe fatta assistere alla fine del suo unico e adorato figlio.
    In questa settimana non si può fare a meno, seppur irriverentemente, di trasporre qualsiasi immagine o storia di donna in quella di Maria. Specie se freschi reduci della visione filmata trasmessa da Rai 1 dove la vita passione morte e resurrezione di Cristo sono stati magistralmente resi da una angolazione prettamente mariana, in una forma scenica asciutta ma pervasa di alta spiritualità e a tratti di una umanità che si sublima di trascendenza.
    La condotta e l’impegno di tutte le donne, mogli madri figlie fidanzate, dovrebbero essere sempre informati a quelli della Vergine.

    Rispondi
  15. Ernesta Scappaticci

    @ Gum
    Noi ci proviamo tutte almeno ad assomigliarLe, e lo facciamo davvero con tutte noi stesse.
    La speranza non muore, mai è quella che ci fa sperare sempre nel domani, migliore o peggiore…
    ma ci fa sperare.

    Sei sempre sottile nei tuoi commenti, che mi aiutano a sentirmi semplicemente una donna.

    Ernestina

    Rispondi
  16. gum

    @ Ernesta Scappaticci

    A scuola li chiamavano errori di disattenzione…
    Virgola a parte da quello che esprimi e da come lo esprimi mi sembri tutt’altro che una sudentessa casomai educatrice.
    Grazie di cuore.

    Rispondi
  17. Agnese

    “E lei dice devo andare”
    Come si dice:dove sta la causa,la deve stare il motivo.Perchè l’azzurro degli occhi non bastavano?
    “una donna che fugge portandosi via le regioni per resistere e per vivere”
    La verità sta sempre da tutte due parti.Uguale come faccio con Gaia e Michele quando si litigano,devo sentire la verità di tutte due,fare la somma e dividere in due-cosi posso trovare la verità.

    Rispondi
  18. bioraffaella

    Resta in silenzio per un’eternità

    Bellezza è l’eternità che si contempla in uno specchio; e noi siamo l’eternità, e noi siamo lo specchio (Gibran)

    Rispondi
  19. Stella Maria

    “à la recherce du tempe perdu”…. dove arriverai? al tempo ritrovato nel vivere il presente, senza più lasciar fuggire nulla, una lacrima, uno sguardo, un sorriso di donna, la pacca sulla spalla di un amico…
    A volte i ricordi si confondono, a volte la confusione è creata ad arte dall’autore, a volte accade perchè si perde il filo… così l’evocata e candida Mattea diventa la ribelle e rivoluzionaria Futura. Capita a volte di ritrovare nel volto di chiunque la sola persona che ami.

    à la prochaine, mon jeune ami, Marcel … pardòn Amerigo:-)

    Rispondi
  20. ROBERTA Z

    a Gum

    Campiotti é un buon regista cinematografico, ma non sono d’accordo con te, a me le due puntate sono sembrate un pò superficiali, come se sulle scene fossero stati fatti tagli solo per rientrare nei tempi stabiliti per contratto. Era la storia di Maria pensata per spettatori che, in poco tempo, possono farsene un’idea. Anche l’ambientazione aveva diverse pecche.
    Mi é piaciuto come il regista ha reso Maria, così bella, dolce, silenziosa, pronta ad accogliere qualsiasi vicenda anche dolorosa con una mitezza e una consapevolezza che immagino sia proprio quella della madre del Messia.
    Chissà se Maria assomiglia un pò alla protagonista, senz’altro la sua bellezza é superiore ad ogni nostra immaginazione.

    Rispondi
  21. ROBERTA Z

    Pensavo che la mia vita fosse una serie infinita di scelte sbagliate, di dolori, di fatiche, qualcosa da dimenticare, da lasciarsi dietro le spalle e pensare all’oggi, visto che realisticamente il mio futuro su questa terra non potrà durare molto a lungo.

    Leggendo “Le confessioni” di S. Agostino, mi è venuto in mente di ripensare a tutta la mia vita, di riandare all’età in cui le cose vissute riescono a diventare ricordi.

    Ho fatto lo stesso esercizio, negli anni in cui ero nel Rinnovamento, per una confessione totale, dalla nascita a quel momento. Questo esame di coscienza mi ha riportato alla mente il gran numero di mancanze, di pensieri cattivi, di omissioni, di giudizi che non ricordavo, ma anche gli avvenimenti positivi, i ricordi piacevoli, l’ allegria, la voglia di vivere di quegli anni.

    E’ stato come sognare qualcosa di reale, che ha fatto parte del mio bagaglio, a cui non posso e non voglio rinunciare e a cui ripenso spesso, e che mi serve per guardare meno imbronciata alla mia vita.

    Questi ricordi mi prendono il cuore come allora, risento le emozioni, gli sguardi, le parole. Come in un film vedo me come ero allora e faccio fatica a credere di essere la stessa persona.

    Ma ero proprio io. E da allora mi sforzo di ripensare a ciò che di positivo c’è stato nella mia vita, anche pena una struggente nostalgia.

    Rispondi
  22. robysda

    Marika e Mattea, due donne che fuggono dalla tristezza della delusione; si incontrano nello specchio di un ricordo, di un sogno, lo stesso che inseguono perché entrambe hanno amato e amano, fra le note di un pezzo di cuore che le fa volare via, verso nuovi orizzonti, verso la verità

    Rispondi
  23. pam

    “dice all’improvviso: ho fatto un sogno. Come può essere al corrente? Come sa di te ”

    E’ bello pensare che, quando noi non riusciamo, ci sia ci sia qualcuno che sogna per noi, come un regalo, inaspettato.
    Così come è bello l’intreccio dei personaggi che si crea in questa pagina

    A TE

    comunicare
    Il sogno di ogni uomo
    abbiamo bisogno della mano
    nella mano
    dello sguardo dolce e franco
    l’uomo non è stanco
    di parlare dal cuore
    di scendere
    nel gorgo delle immagini
    e prendere
    il filo
    che lo collega agli altri
    e a sé
    del filo che ci porta
    inevitabilmente
    a te

    (F. Centofanti, Nomen Omen)

    Rispondi
  24. pam

    ”il cuore è la musica”

    Sì, la musica e il cuore possono diventare tutt’uno; e, a proposito di centro giovanile, una delle cose che più si percepiva in armonia con la Via Crucis di venerdì sera era proprio la musica di Paolo Migani.

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  25. marco1963

    @ Roberta 27
    Concordo Roberta, il film è stato gradevole, ma poteva essere un po’ meno superficiale, più profondo in alcune parti o comunque nella sua struttura generale. Era chiaramente indirizzato ad un pubblico non troppo esigente: chi produce a questi livelli sa bene a quali compromessi deve arrivare in termini di costi e tempi e di risultato finale.
    Notte, Marco

    Rispondi
  26. marco1963

    @ Roberta n. 28
    Ciò che hai scritto è bello, si legge tutto d’un fiato, sembra una piccola storia, un’avventura. E’ così, che possa meravigliarti o meno. Ed è bello che tu lo abbia condiviso, come sempre. Notte bis! Marco

    Rispondi

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