[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2_RSX-YA1uM]
da qui
Si è svegliata. Non ricorda nulla del pullman, del viaggio a Parigi, del vicino che ha cercato di non far rumore, di muoversi il meno possibile per consentirle di dormire. Resta in silenzio per un’eternità, poi dice all’improvviso: ho fatto un sogno. Racconta di una ragazza col cappello di lana e la sciarpa color latte, del suo impegno nel volontariato, di un prefabbricato dove si faceva tutto, messe e riunioni, pranzi, presepi e molto altro. Come può essere al corrente? Come sa di te, conteso da tutte le ragazze, degli occhi azzurri che tenevi nascosti ma che appena brillavano nel buio ti tiravano addosso l’orda delle femmine, e un giorno vi ritrovaste insieme, tu e Mattea, e sostenevi lo sguardo per la prima volta, e lei dimenticava l’impegno col tipo dagli occhiali spessi, come fosse tutto cancellato, come se il passato non contasse e rimanesse soltanto un’estate senza fine, la spiaggia crivellata di cespugli, il desiderio che consumava il cielo, gli occhi dell’agosto torrido all’orizzonte opaco di Anzio e Torvaianica, la fila di paesi che somiglia tanto alla città che sognavi da bambino, fatta di baci e carezze, dove il dolore non esiste e il vuoto che ti prende in certi giorni è un’eco lontana cui nessuno fa più caso. Racconta di lei che scrive su un quaderno i pezzi dei tuoi cantautori preferiti, di quando riuscite a rintanarvi nella mansarda da cui si vede il mare: cantate e fate l’amore col sottofondo di Suzanne, Bellamore, Firenze di Graziani, finché non c’è distanza tra la musica e il cuore, anzi, il cuore è la musica, un accordo perfettamente in sintonia col passero che becca in cima alla grondaia, il sole che tramonta dietro le tende a righe dei vicini, e lei dice devo andare e infila il cappello di lana e la sciarpa color latte, la ricordi così da quella volta che ti ha detto vado via, e sei rimasto a guardare il mare pieno di schiuma, le coppie che si baciano accanto ai cespugli di lentisco, e avverti in lontananza la voce di Dalla mentre canta Futura e ti coglie una specie di presentimento, come se alla fine di ogni sogno ci fosse una domanda sulla vita e la morte, come se il domani si rivelasse solo nell’eco di uno sparo, un uomo che si piega in due, una donna che fugge portandosi via le ragioni per resistere e per vivere, il cappello di lana, la sciarpa bianca, il passerotto che becca l’ultima mollica e vola via.

L’amore e la musica hanno in comune lo stesso ritmo del cuore e la stessa armonia della natura.
http://www.youtube.com/watch?v=IqyEIS7dKKw&feature=youtube_gdata_player
La musica e la nostalgia sono una cosa sola.
Quando le ascolti t’invadono di odori che diventano solidi, come piume di uccello che col becco scandisce perfetto le battute del tempo, come i grani di sale che lascia l’onda secca sul bagnasciuga o il pranzo estivo dietro le tende da sole dei vicini. Tutto diventa un presente dolceamaro che è dentro di te e da te non può uscire perchè il cuore è la sua cassetta di sicurezza che insieme conserva le gioie preziose e la chincaglieria. Quel tesoro è protetto non lo perderai mai .Basterà lucidarlo ogni tanto perchè torni a brillare.
tu e Mattea, e sostenevi lo sguardo per la prima volta, e lei dimenticava l’impegno col tipo dagli occhiali spessi, come fosse tutto cancellato, come se il passato non contasse e rimanesse soltanto un’estate senza fine, la spiaggia crivellata di cespugli, il desiderio che consumava il cielo, gli occhi dell’agosto torrido all’orizzonte opaco di Anzio e Torvaianica
Un amore pronto a sudare – Luciano Ligabue
Un amore pronto a sudare
un amore che comincia d’estate
è un amore in salute
è orizzontale
seminudo
si abbina all’allegria di canzoni furbe
mentre qualcun altro
porta il cane
a pisciare
sul lungomare degli astronomi
tutto quel sudore
lo fa scivoloso
ma quando cade
sa ridere di sè
si toglie gli anni
tiene aperte tutte le finestre
informa il mondo
se il sole avesse
solo un po’ di humour
gli riserverebbe l’occhiolino
del nonno al nipote sveglio
un amore che comincia d’estate
non ha paura
del cancro alla pelle
non ha paura
fa comodo anche agli altri
che possono così
chiamarlo stupido
fatuo passeggero virale
di basso profilo
di cattivo gusto
possono tenere gli specchi
dentro le federe marroni
quelli che si fingono
più a favore
lasciano che si sappia
il loro compatire
mentre dicono
una vita ce l’abbiamo tutti
non è che gli abissi cambino
nemmeno l’idea di fortuna
nè del suo contrario
fa solo prima a spogliarsi
toglie un po’ di lavoro a San Lorenzo
prende cura di sè
lasciandosi andare
alla barba che non si fa
al trucco che non si mette
un amore che comincia d’estate
si è perso la primavera
ma non lo si vedrà mai
pensare
all’autunno
imminente
Il Passero Solitario
D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de’ provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch’omai cede la sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell’aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni nostra vaghezza
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all’altrui core,
E lor fia voto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest’anni miei? Che di me stesso?
Ahi pentiromi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.
G.Leopardi
“e ti coglie una specie di presentimento, come se alla fine di ogni sogno ci fosse una domanda sulla vita e la morte, come se il domani si rivelasse solo nell’eco di uno sparo, un uomo che si piega in due, una donna che fugge portandosi via le ragioni per resistere e per vivere,”
http://www.youtube.com/watch?v=CY9lPA7ZUd0
“Primo l’amore che non può lasciarci mai
Secondo gli occhi della gente dentro i miei
Terzo il dovere verso chi non ce la fa dopo noi
Quarto il profumo nudo della pelle tua
Quinto la terra i frutti e la speranza mia
Che dall’amore solo amore nascerà”
“Come può essere al corrente? Come sa di te”
Quello che per qualcuno è solo un sogno, per altri è realtà ma la cosa assurda è che il risultato finale non cambia: siamo sempre tutti scontenti!
Sarà che non sappiamo vivere?
“finché non c’è distanza tra la musica e il cuore, anzi, il cuore è la musica”
“Allora immagina nella stessa maniera il tuo cuore e rivolgi ad esso i tuoi occhi, come se lo guardassi. Ascolta attentamente con la mente i suoi battiti, l’uno dopo l’altro. I santi padri chiamano quest’operazione portare la mente dalla testa al cuore. Quando ti sarai abituato a questo, comincia allora, sempre guardando interiormente il cuore, a far coincidere a ogni suo battito una parola della preghiera. Al primo battito dirai o penserai: Signore; al secondo: Gesù; al terzo: Cristo; al quarto: abbi pietà; al quinto: di me. Ripeti molte volte questo esercizio; per te sarà facile, perché conosci già la preghiera del cuore e sei preparato ad essa. Poi, quando ti sarai abituato anche a questo, comincia ad inspirare ed espirare dal cuore tutta la preghiera di Gesù insieme con il respiro, così come insegnano i Padri. Inspirando devi dire o pensare: Signore Gesù Cristo; espirando: abbi pietà di me”» .
Il metodo del pellegrino è, quindi, descritto in modo semplice: legare la preghiera di Gesù al battito del cuore, facendola così divenire inseparabile dalla vita. Almeno, così egli comprese e in questo trovò la sua felicità.”
“Racconti di un pellegrino russo”
http://www.youtube.com/watch?v=iAUTGNIW9n8
Chi può conoscere – “in anticipo sul passato” – le cose che stanno nella nostra testa? Può capitare un angelo, uno sconosciuto accanto a noi, e parlarci. Poco importa se racconta un sogno o no: se quelle parole ci colpiscono perché sincere, perché descrivono cose a noi capitate, allora potremmo pensare che quell’incontro non sia casuale, ma faccia parte del nostro romanzo. Un ricordo bello, piacevole, con una persona speciale, può valere la fatica di tutta una vita. Se qualcuno che si avvicina a noi ce lo rammenta, allora deve trattarsi di qualcosa di veramente speciale. Qualcosa per cui vale la pena amare, soffrire, inseguire, sognare e anche ammalarsi. Allora anche il passero che becca in cima alla grondaia diventerà testimone prezioso del nostro amore, un ricordo semplice e diretto di giorni unici di cui siamo stati interpreti sinceri. Chi ha qualcosa per cui valga la pena soffrire inseguire ammalarsi… è una persona fortunata. Magari non sempre se ne rende conto.
non c’è distanza tra la musica e il cuore
La musica è la compagnia dei momenti belli e brutti, è la memoria del passato, il racconto del presente e la speranza del futuro. Quando le parole non bastano più, quando non siamo in grado di esprimere quello che sentiamo nel cuore e nella testa, allora c’è la musica che è capace di dire tutto e di trasmetterlo a tutti.
Scusate in merito al mio commento precedente ho dato l’invio senza completare:
Il messaggio descritto è quello di un centro giovanile dove tra le tante cose si insegna l’importanza della musica un po’ come accade in altri centri a noi noti. In un mondo di rumori senza senso, credo sia bello riscoprire l’importanza dell’ascolto della musica e delle emozioni del cuore che ci mettono in armonia con tutto ciò che ci circonda.
il cuore è la musica
La musica non è questione di numeri, ma di emozioni vissute… da individui e ogni persona, è unica e irripetibile, a suo modo infinita.
(Giovanni Allevi)
Il vuoto che ti prende in certi giorni è un’eco lontana cui nessuno fa più caso..
http://www.youtube.com/watch?v=cnn6vX0oVSo&feature=related
la ricordi così da quella volta che ti ha detto vado via,[…] una donna che fugge portandosi via le ragioni per resistere e per vivere, il cappello di lana, la sciarpa bianca, il passerotto che becca l’ultima mollica e vola via.
Ci sono momenti in cui non esiste una sola ragione, una sola, per vivere, giorni nei quali non c’è più nessuna ragione per cui morire, e pure il passero che viene sul tetto non trova briciole o molliche; e il tempo che è stato sembra un immenso vuoto a perdere abbandonato sulla riva, sono i giorni in cui perdiamo gli occhi specchio ai nostri occhi, lo sguardo che ci raccontava chi siamo… i giorni in cui il cuore ammutolisce di dolore
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=T1mJUkV7eq4]
si approda all’amore per sottrazione
non sono più innamorata della vita
ora, io, sto tentando di amarla, la vita
e l’amore è com passione, accoglienza, perdono
e l’innamoramento è slancio, passione, capriccio, egoismo, vendetta, estasi, azione
si approda all’essenziale per sottrazione a scapito del desiderio che somiglia ad una malattia dalla quale non si vorrebbe mai guarire
e quando guarisci rimane la nostalgia e la malinconia e…l’amore
sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai 🙂
ciao mio caro compagno di viaggio
io ti bacio
la fu
vi ringrazio!
la nostalgia è uno specchio che ci rimanda l’unico sguardo che abbiamo veramente amato, che ci ha veramente amato.
un abbraccio alla Fu!
CANZONE D’AMORE
Per dire cos’hai fatto
di me,non ho parole.
Cerco solo la notte
fuggo davanti al sole.
La notte mi par d’oro
più di ogni sole al mondo,
sogno allora una bella
donna dal capo biondo.
Sogno le dolci cose
che il tuo sguardo annunciava,
remoto paradiso
di canti risuonava.
Guardo a lungo la notte
e una nube veloce-
per dire cos’hai fatto
di me,non ho la voce.
Hermann Hesse
Racconta di una ragazza col cappello di lana e la sciarpa color latte, del suo impegno nel volontariato, di un prefabbricato dove si faceva tutto, messe e riunioni, pranzi, presepi e molto altro. Come può essere al corrente?
Solo una Donna sapeva tutto quello che si stava compiendo..
E stette con la sua fede senza fare un gesto per modificare il corso di un evento divino che l’ avrebbe fatta assistere alla fine del suo unico e adorato figlio.
In questa settimana non si può fare a meno, seppur irriverentemente, di trasporre qualsiasi immagine o storia di donna in quella di Maria. Specie se freschi reduci della visione filmata trasmessa da Rai 1 dove la vita passione morte e resurrezione di Cristo sono stati magistralmente resi da una angolazione prettamente mariana, in una forma scenica asciutta ma pervasa di alta spiritualità e a tratti di una umanità che si sublima di trascendenza.
La condotta e l’impegno di tutte le donne, mogli madri figlie fidanzate, dovrebbero essere sempre informati a quelli della Vergine.
@ Gum
Noi ci proviamo tutte almeno ad assomigliarLe, e lo facciamo davvero con tutte noi stesse.
La speranza non muore, mai è quella che ci fa sperare sempre nel domani, migliore o peggiore…
ma ci fa sperare.
Sei sempre sottile nei tuoi commenti, che mi aiutano a sentirmi semplicemente una donna.
Ernestina
Ho sbagliato una virgola, sono una studentessa un po’ distratta!
@ Ernesta Scappaticci
A scuola li chiamavano errori di disattenzione…
Virgola a parte da quello che esprimi e da come lo esprimi mi sembri tutt’altro che una sudentessa casomai educatrice.
Grazie di cuore.
“E lei dice devo andare”
Come si dice:dove sta la causa,la deve stare il motivo.Perchè l’azzurro degli occhi non bastavano?
“una donna che fugge portandosi via le regioni per resistere e per vivere”
La verità sta sempre da tutte due parti.Uguale come faccio con Gaia e Michele quando si litigano,devo sentire la verità di tutte due,fare la somma e dividere in due-cosi posso trovare la verità.
Resta in silenzio per un’eternità
Bellezza è l’eternità che si contempla in uno specchio; e noi siamo l’eternità, e noi siamo lo specchio (Gibran)
ho fatto un sogno.
I sogni sono illustrazioni dal libro che la tua anima sta scrivendo su di te.”
Alan Drew
“à la recherce du tempe perdu”…. dove arriverai? al tempo ritrovato nel vivere il presente, senza più lasciar fuggire nulla, una lacrima, uno sguardo, un sorriso di donna, la pacca sulla spalla di un amico…
A volte i ricordi si confondono, a volte la confusione è creata ad arte dall’autore, a volte accade perchè si perde il filo… così l’evocata e candida Mattea diventa la ribelle e rivoluzionaria Futura. Capita a volte di ritrovare nel volto di chiunque la sola persona che ami.
à la prochaine, mon jeune ami, Marcel … pardòn Amerigo:-)
a Gum
Campiotti é un buon regista cinematografico, ma non sono d’accordo con te, a me le due puntate sono sembrate un pò superficiali, come se sulle scene fossero stati fatti tagli solo per rientrare nei tempi stabiliti per contratto. Era la storia di Maria pensata per spettatori che, in poco tempo, possono farsene un’idea. Anche l’ambientazione aveva diverse pecche.
Mi é piaciuto come il regista ha reso Maria, così bella, dolce, silenziosa, pronta ad accogliere qualsiasi vicenda anche dolorosa con una mitezza e una consapevolezza che immagino sia proprio quella della madre del Messia.
Chissà se Maria assomiglia un pò alla protagonista, senz’altro la sua bellezza é superiore ad ogni nostra immaginazione.
Pensavo che la mia vita fosse una serie infinita di scelte sbagliate, di dolori, di fatiche, qualcosa da dimenticare, da lasciarsi dietro le spalle e pensare all’oggi, visto che realisticamente il mio futuro su questa terra non potrà durare molto a lungo.
Leggendo “Le confessioni” di S. Agostino, mi è venuto in mente di ripensare a tutta la mia vita, di riandare all’età in cui le cose vissute riescono a diventare ricordi.
Ho fatto lo stesso esercizio, negli anni in cui ero nel Rinnovamento, per una confessione totale, dalla nascita a quel momento. Questo esame di coscienza mi ha riportato alla mente il gran numero di mancanze, di pensieri cattivi, di omissioni, di giudizi che non ricordavo, ma anche gli avvenimenti positivi, i ricordi piacevoli, l’ allegria, la voglia di vivere di quegli anni.
E’ stato come sognare qualcosa di reale, che ha fatto parte del mio bagaglio, a cui non posso e non voglio rinunciare e a cui ripenso spesso, e che mi serve per guardare meno imbronciata alla mia vita.
Questi ricordi mi prendono il cuore come allora, risento le emozioni, gli sguardi, le parole. Come in un film vedo me come ero allora e faccio fatica a credere di essere la stessa persona.
Ma ero proprio io. E da allora mi sforzo di ripensare a ciò che di positivo c’è stato nella mia vita, anche pena una struggente nostalgia.
Marika e Mattea, due donne che fuggono dalla tristezza della delusione; si incontrano nello specchio di un ricordo, di un sogno, lo stesso che inseguono perché entrambe hanno amato e amano, fra le note di un pezzo di cuore che le fa volare via, verso nuovi orizzonti, verso la verità
“dice all’improvviso: ho fatto un sogno. Come può essere al corrente? Come sa di te ”
E’ bello pensare che, quando noi non riusciamo, ci sia ci sia qualcuno che sogna per noi, come un regalo, inaspettato.
Così come è bello l’intreccio dei personaggi che si crea in questa pagina
A TE
comunicare
Il sogno di ogni uomo
abbiamo bisogno della mano
nella mano
dello sguardo dolce e franco
l’uomo non è stanco
di parlare dal cuore
di scendere
nel gorgo delle immagini
e prendere
il filo
che lo collega agli altri
e a sé
del filo che ci porta
inevitabilmente
a te
(F. Centofanti, Nomen Omen)
http://www.youtube.com/watch?v=eD2_mOAzCMg&feature=youtube_gdata_player
”il cuore è la musica”
Sì, la musica e il cuore possono diventare tutt’uno; e, a proposito di centro giovanile, una delle cose che più si percepiva in armonia con la Via Crucis di venerdì sera era proprio la musica di Paolo Migani.
@ Roberta 27
Concordo Roberta, il film è stato gradevole, ma poteva essere un po’ meno superficiale, più profondo in alcune parti o comunque nella sua struttura generale. Era chiaramente indirizzato ad un pubblico non troppo esigente: chi produce a questi livelli sa bene a quali compromessi deve arrivare in termini di costi e tempi e di risultato finale.
Notte, Marco
@ Roberta n. 28
Ciò che hai scritto è bello, si legge tutto d’un fiato, sembra una piccola storia, un’avventura. E’ così, che possa meravigliarti o meno. Ed è bello che tu lo abbia condiviso, come sempre. Notte bis! Marco
vi ringrazio!
i ricordi, a volte, ci salvano la vita.