[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=EsCyC1dZiN8]
da qui
Non sai cosa ti ha preso: a un certo punto, non ce l’hai fatta più. Fofner ti ha visto alzarti all’improvviso, scostare la sedia e allontanarti come in preda a un raptus. Rimane là, come l’avevi trovato avvicinandoti alla brasserie; man mano che procedi, senti i suoi occhi farsi più piccoli, non hanno più il potere d’inchiodarti alla tua storia, sono due punti persi in lontananza, come una scritta che non riesci a leggere, come un pontile che visto da lontano non sembra più un pontile. Ti senti libero, affrancato dallo sguardo che ti obbligava a ricostruire l’intreccio della tua esistenza, a fare i conti col passato, a inseguire i fantasmi delle sconfitte antiche, delle ferite che si riaprono ogni volta con un dolore nuovo. Non ne puoi più. Hai bisogno di stare solo con te stesso, t’infili nel primo bar che trovi, chiedi una birra e ti prendi la testa tra le mani. Quando alzi lo sguardo, ti accorgi di uno seduto al tavolo vicino. E’ davanti a un computer, concentrato come se intorno non ci fosse nulla. Per un momento dimentichi te stesso e le tue angosce. Cerchi di sbirciare, di capire cosa scrive. Se ti avvicinassi e ti affacciassi davanti alla schermata, sei sicuro che continuerebbe a scrivere senza accorgersi di nulla. Bevi un altro sorso, sei tentato di chiamarlo, di chiedergli aiuto: ma un aiuto di che tipo? Cosa potresti aspettarti da un tipo come lui? Che scrivesse la tua vita? Che sciogliesse nella trama di un racconto i nodi che nella realtà di tutti i giorni si rivelano insolubili? Non hai più voglia di prendere appunti sulla moleskine. Magari lui è più bravo: potresti raccontargli i frammenti che brillano nella memoria, l’incontro con la ragazza esile e bionda che ti aveva fatto perdere la testa, il suo modo di parlare mordendosi le labbra, gli occhi che parevano chiudersi come non volessero vedere qualcosa che potesse ferirli, l’ancheggiare dei fianchi, la maniera di voltarsi che per qualche meccanismo misterioso del cuore ti sconvolgeva sempre. Le prendi la mano, lei si lascia avvicinare, adesso ti dirà ma come ti permetti, ti darà uno schiaffo, griderà sei il solito maschio che pensa solo a quello, e invece no, sembra piuttosto spingerti impercettibilmente verso le sue labbra. Cosa è successo dopo? Non riesci a ricordarlo, potresti chiederlo al vicino di tavolo, forse sono quelli come lui a raccogliere tracce del passato, a ricucire i fili spezzati delle storie, a togliere almeno temporaneamente i segnalini che interrompono ogni volta la lettura della vita.
– Posso disturbarla?
– Mi ha già disturbato.
– Ho bisogno di lei.
– Io non la conosco.
– Mi chiamo Romolo. Mi occorre una guida.
– Sono solo una guida turistica, e non sopporto chi fa troppe domande.
– Posso raccontarle la mia storia?

Ricucire i pezzi delle storie
Non avremo pace fino a che da quei pezzi non riusciremo a ricavare un senso, una traccia, una via per continuare credere che valga la pena…
Non bisogna cedere, ma continuare a credere che c’è sempre speranza ed è ancora possibile sciogliere “nella trama di un racconto i nodi che nella realtà quotidiana si rivelano insolubili (…) raccogliere tracce del passato (…)e ricucire i fili spezzati delle storie”.
– Ho bisogno di lei.
E’ molto importante anche l’umiltà di riconoscere di essersi persi, di avere bisogno di aiuto, di capire che da solo non ce la puoi fare…
– Posso raccontarle la mia storia?
A volte è necessario raccontare la propria storia a qualcuno, anche a qualcuno che non si conosce , in questo modo il peso che si porta dentro il cuore diventa più leggero, perchè c’è un’altra persona che ti aiuta a sostenerlo!
…a togliere almeno temporaneamente i segnalini che interrompono ogni volta la lettura della vita.
Chiedere aiuto è un passo avanti verso la speranza di poter togliere i segnalini per riuscire a continuare a credere, ritrovarsi, dare un senso al proprio cammino. Ma non sempre è facile trovare un orecchio e un cuore aperto pronto ad ascoltarti.
Cosa è successo dopo? Non riesci a ricordarlo
Probabilmente nulla, o forse si è creato un muro impercettibile , un altro segnalibro che ha impedito a Romolo di continuare a leggere la sua storia, ecco perchè non riesce a ricordarle ,che cosa sia “successo dopo”.
sei tentato di chiamarlo, di chiedergli aiuto
Il primo passo verso la guarigione dell’anima è riconoscere di avere bisogno di aiuto !
Cosa potresti aspettarti da un tipo come lui? Che scrivesse la tua vita?
Perchè no! Magari è la strada giusta per poter “sciogliere i nodi di un racconto che nella realtà quotidiana si rivelano insolubili”.
– Io non la conosco.
L’ALTRO
Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette
nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l’orecchio nella notte,
è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti
del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo,
sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno
se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.
Kahlil Gibran “Gesu’ figlio dell’uomo”
– forse sono quelli come lui a raccogliere tracce del passato della gente…
Lui che qui arrivò che ritornerà
e porterà un sogno porterà realtà
cuore di un’uomo immenso
che non sa se troverà
quel coraggio quell’avventura
Lui che qui arrivò e che resterà
lui lungo il cammino forse incontrerà
occhi che come i suoi
chiedono di felicità
ricercando la vita
vita, vite e speranza
e sogno, sogno, sogni e speranza
pace, pace, pace e speranza
occhi che come i suoi
chiedono di felicità
ricercando la vita
vita, vite e speranza
e sogno, sogno, sogni e speranza
pace, pace, pace e speranza
oh….
pace
vita, sogni e speranza
pace, pace
lui che qui arrivò che tornerà….
(La Speranza – Laura Pausini)
Sì in questo momento della mia vita ho proprio bisogno di aiuto.
Quello che trovi nella tua chiesa la casa dove riesci a riposare, a guardare Dio e a pregarlo con tutta te stessa perché sai che solo lui ti porta pace nel cuore: pace che ogni tanto scompare e ti lascia senza fiato.
Spero tanto di riuscire a ritornare Lì dove trovo sempre qualcuno seduto che aspetta con pazienza il figlio perduto.
Grazie per avermi fatto trovare il coraggio di dirlo!
Ernestina.
…assorbo di tutto
raccolgo quei sentimenti e poi…
Li spendo, sperando
Li accendo, interpretando…
Tutti si fidano
meglio così
se i cuori si guastano
io corro lì…
M’infilo dovunque
precipito cado e torno su
più svelto del vento…
È la vita mia
mille occhi una foresta
una giostra, di periferia…
è la vita mia
rinnegarla io non posso
resto me stesso finché
riesco a cantare di te…
http://www.youtube.com/watch?v=HJVt6wWUGog
anche lo scrittore è un “cacciatore” di storie, finemente accorto ad ogni movimento della “preda”, “fra sogni e lacrime” a fotografare la realtà, qualunque essa sia, per trascriverla su un foglio, perchè non sia mai un messaggio da buttare ma un attimo dedicato, un attimo per te, per me, per noi.
da anonimi sconosciuti a un successo, basta una canzone, o un’impronta su un foglio per ricordare che ci sei, anche tu, anche io. Grazie.
@ Stella
Ti ringrazio tanto delle tue parole dette per tutti, io le accolgo come fossero per me.
Un abbraccio.
Un altro segnalibro, anche tra gli appunti sulla moleskine, non ce la fai proprio ad andare avanti, hai bisogno di qualcuno che venga in tuo soccorso, o meglio, ti aiuti a ricomporre il puzzle della vita, con tanto di commento a margine, per provare a sciogliere dubbi e incertezze che fanno di te una persona fragile e che da solo non riesce a portare avanti le proprie scelte.
“La mia storia”, raccontata attraverso dettagli impercettibili e apparentemente insignificanti, dettagli che invece diventano fondamentali per un attento cuore in ascolto, che riesce, con la sua sensibilità, a scrutare l’animo, facendone emergere insidie e paure generate da una vita spezzata dal dolore, rigorosamente archiviate in qualche angolo nascosto; ostacoli questi che oggi, senza aiuto alcuno, sanno soltanto chiudere le porte all’amore
“Posso raccontarle la mia storia?”
Le storie della vita hanno sempre bisogno dell’Altro…fosse anche solo per essere raccontate.
http://www.youtube.com/watch?v=LmZ1dgrLRCI
“forse sono quelli come lui a raccogliere tracce del passato della gente, a ricucire i fili spezzati delle storie, a togliere almeno temporaneamente i segnalini che interrompono ogni volta la lettura della vita.
– Posso disturbarla?”
…ed in questo momento viene tolto il segnalino dalla lettura e viene messo alla scrittura?
Cercare aiuto da uno sconosciuto bisogno essere proprio disperati
“Cosa è successo dopo?”
E ragazze!Non vi siete mai baciate con un ragazzo che avete perso quasi i sensi,il tempo,se stesse?E questo che si è successo (cosi penso io)
E’ l’obiettività che può sciogliere i nodi che intrecciano la nostra condizione.
Proprio quella che manca a noi per analizzare a fondo la nostra vita per esorcizzare le nostre paure mentre continuiamo ad avvitarci sullo stesso punto, senza trovare una soluzione perchè il giudizio è parziale e falsato da noi stessi che non ci rispondiamo con franchezza.
C’è bisogno allora dell’intervento esterno di qualcuno che spezzi quel cerchio senza fine, ci faccia vedere le cose per quelle che sono ci infonda positività e conforto dicendoci, davanti a un caffè, ” non è così difficile vivere, qualcuno insomma che ci aiuti a scrivere di noi come un antico biografo fece con le vite di personaggi famosi.
@ Ernesta Scappaticci 11
Un coraggio che tutti dovrebbero avere.
Grazie Ernesta.
A volte abbiamo una necessità infinita di aiuto, perché ci sentiamo persi, perché la pressione della vita è eccessiva e non abbiamo più occhi per far fronte ai ricordi e alle impressioni che combattono dentro di noi. E cerchiamo, magari in modo un po’ naif, che qualcuno ci aiuti, anche a costo di apparire “strani”, e ci aggrappiamo alla persona che riteniamo più prossima, più adatta a noi per quello scopo. Una persona distaccata, ha spesso il pregio di vedere le cose con una obiettività maggiore della nostra. E’ questo l’aiuto – o faremmo forse meglio a dire la piccola porzione d’amore? – che cerchiamo bisognosi, perché qualcuno si faccia interprete al nostro posto e ci indichi come sciogliere certi nodi, per noi montagne invalicabili, e come riannodare i fili spezzati, per noi spesso l’unica salvezza possibile per fruire di una vita dove troppi segnalini per troppe volte hanno impedito all’amore di correre sciolto e libero come avrebbe voluto.
– Ho bisogno di lei.
– Io non la conosco.
fraternita’
sei forse l’unico residuo
di umanita’
in questo mondo che cerca
soltanto il suo interesse
ma un gesto solidale
un’ora persa per l’altro
questo ci salvera’
non la bellezza
non l’effimero momento
di felicita’.
Fraternita’ (Nomen omen – F. Centofanti)
.. forse sono quelli come lui a raccogliere tracce del passato della gente, a ricucire i fili spezzati delle storie, a togliere almeno temporaneamente i segnalini che interrompono ogni volta la lettura della vita.
http://www.youtube.com/watch?v=GKlTqm8kjy4&feature=related
“Posso raccontare la mia storia?”
Questo libro spesso mi fa riflettere sulla mia vita,e sempre arrivo alla stessa conclusione-raccontare la mia vita è impossibile,è composta da tanti elementi spesso completamente opposti(come es.da bambina ero bravissima nello sport ma frequentavo la scuola di musica) che si sembra la vita di tante persone non di una sola,mia.Ma comunque continuo a dire-non mi dispiace di niente. Cerco di vivere come ho letto una volta la frase:”vivi in modo che guardandosi indietro non ti vergogni di niente”
Mi piace ascoltare le storie di vita di altre persone.
ERNESTA
ricorda che non ci stai da sola,qua in “nostra” chiesa ci stanno tante persone meravigliose, anche qua ci stiamo pronti ad ascoltarti,aiutarti. ci stiamo con te.
Un abbraccio fortissimo!
vi ringrazio!
sì, cerchiamo di raccogliere i fili spezzati, ognuno con il suo contributo indispensabile e prezioso.
@ Gum,
Non è coraggio il mio, vi volevo solo cercare e trovare per avere un po’ d’amore, sai quello che da energia quando la cerchi e…….ma dove sei donna appassionata con tante cose da raccontare ai tuoi amici e dare loro un po’ di forza! quella che tutti cerchiamo e che qualcuno ci aiuta a cercare meglio
e ti dice, non aver paura succede, prova a pensare alle parole di un grande amico quello che ci aiuta ad andare avanti “Io spero, io credo, io Amo”.
Ed io lo dico a te e a voi, che già lo avete sperimentato, condivido così il regalo d’amore che mi è stato fatto con un fiocco di un colore che non ricordavo: quello del cielo.
Vi abbraccio tutti e soprattutto la persona che anche se stanca, mi ha fatto questo immenso dono.
Non ci lasciare mai.
Ernestina.
Un abbraccio a te cara amica, lo so che ci siete, me ne accorgo tutti i giorni , tutti i minuti, grazie….
e ti verrò a cercare per sorridere con te o forse lasciarmi amare e basta!
Per Agnese.
@ Ernesta
grazie a te anche per il bel sorriso che ti contraddistingue
grazie!
il regalo è quello che ci facciamo a vicenda incontrandoci.