40. La mia storia

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=EsCyC1dZiN8]

da qui

Non sai cosa ti ha preso: a un certo punto, non ce l’hai fatta più. Fofner ti ha visto alzarti all’improvviso, scostare la sedia e allontanarti come in preda a un raptus. Rimane là, come l’avevi trovato avvicinandoti alla brasserie; man mano che procedi, senti i suoi occhi farsi più piccoli, non hanno più il potere d’inchiodarti alla tua storia, sono due punti persi in lontananza, come una scritta che non riesci a leggere, come un pontile che visto da lontano non sembra più un pontile. Ti senti libero, affrancato dallo sguardo che ti obbligava a ricostruire l’intreccio della tua esistenza, a fare i conti col passato, a inseguire i fantasmi delle sconfitte antiche, delle ferite che si riaprono ogni volta con un dolore nuovo. Non ne puoi più. Hai bisogno di stare solo con te stesso, t’infili nel primo bar che trovi, chiedi una birra e ti prendi la testa tra le mani. Quando alzi lo sguardo, ti accorgi di uno seduto al tavolo vicino. E’ davanti a un computer, concentrato come se intorno non ci fosse nulla. Per un momento dimentichi te stesso e le tue angosce. Cerchi di sbirciare, di capire cosa scrive. Se ti avvicinassi e ti affacciassi davanti alla schermata, sei sicuro che continuerebbe a scrivere senza accorgersi di nulla. Bevi un altro sorso, sei tentato di chiamarlo, di chiedergli aiuto: ma un aiuto di che tipo? Cosa potresti aspettarti da un tipo come lui? Che scrivesse la tua vita? Che sciogliesse nella trama di un racconto i nodi che nella realtà di tutti i giorni si rivelano insolubili? Non hai più voglia di prendere appunti sulla moleskine. Magari lui è più bravo: potresti raccontargli i frammenti che brillano nella memoria, l’incontro con la ragazza esile e bionda che ti aveva fatto perdere la testa, il suo modo di parlare mordendosi le labbra, gli occhi che parevano chiudersi come non volessero vedere qualcosa che potesse ferirli, l’ancheggiare dei fianchi, la maniera di voltarsi che per qualche meccanismo misterioso del cuore ti sconvolgeva sempre. Le prendi la mano, lei si lascia avvicinare, adesso ti dirà ma come ti permetti, ti darà uno schiaffo, griderà sei il solito maschio che pensa solo a quello, e invece no, sembra piuttosto spingerti impercettibilmente verso le sue labbra. Cosa è successo dopo? Non riesci a ricordarlo, potresti chiederlo al vicino di tavolo, forse sono quelli come lui a raccogliere tracce del passato, a ricucire i fili spezzati delle storie, a togliere almeno temporaneamente i segnalini che interrompono ogni volta la lettura della vita.
Posso disturbarla?
Mi ha già disturbato.
Ho bisogno di lei.
Io non la conosco.
Mi chiamo Romolo. Mi occorre una guida.
Sono solo una guida turistica, e non sopporto chi fa troppe domande.
Posso raccontarle la mia storia?

31 pensieri su “40. La mia storia

  1. Fides

    Ricucire i pezzi delle storie

    Non avremo pace fino a che da quei pezzi non riusciremo a ricavare un senso, una traccia, una via per continuare credere che valga la pena…

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  2. M&C

    Non bisogna cedere, ma continuare a credere che c’è sempre speranza ed è ancora possibile sciogliere “nella trama di un racconto i nodi che nella realtà quotidiana si rivelano insolubili (…) raccogliere tracce del passato (…)e ricucire i fili spezzati delle storie”.

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  3. M&C

    – Ho bisogno di lei.

    E’ molto importante anche l’umiltà di riconoscere di essersi persi, di avere bisogno di aiuto, di capire che da solo non ce la puoi fare…

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  4. bioraffaella

    – Posso raccontarle la mia storia?

    A volte è necessario raccontare la propria storia a qualcuno, anche a qualcuno che non si conosce , in questo modo il peso che si porta dentro il cuore diventa più leggero, perchè c’è un’altra persona che ti aiuta a sostenerlo!

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  5. vale

    …a togliere almeno temporaneamente i segnalini che interrompono ogni volta la lettura della vita.

    Chiedere aiuto è un passo avanti verso la speranza di poter togliere i segnalini per riuscire a continuare a credere, ritrovarsi, dare un senso al proprio cammino. Ma non sempre è facile trovare un orecchio e un cuore aperto pronto ad ascoltarti.

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  6. bioraffaella

    Cosa è successo dopo? Non riesci a ricordarlo

    Probabilmente nulla, o forse si è creato un muro impercettibile , un altro segnalibro che ha impedito a Romolo di continuare a leggere la sua storia, ecco perchè non riesce a ricordarle ,che cosa sia “successo dopo”.

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  7. bioraffaella

    Cosa potresti aspettarti da un tipo come lui? Che scrivesse la tua vita?

    Perchè no! Magari è la strada giusta per poter “sciogliere i nodi di un racconto che nella realtà quotidiana si rivelano insolubili”.

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  8. bioraffaella

    – Io non la conosco.

    L’ALTRO

    Il tuo prossimo
    è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
    Il suo volto si riflette
    nelle acque tranquille,
    e in quelle acque, se osservi bene,
    scorgerai il tuo stesso volto.
    Se tenderai l’orecchio nella notte,
    è lui che sentirai parlare,
    e le sue parole saranno i battiti
    del tuo stesso cuore.
    Non sei tu solo ad essere te stesso.
    Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
    e questi, senza saperlo,
    sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
    Non precipiteranno
    se tu non precipiterai con loro,
    e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.

    Kahlil Gibran “Gesu’ figlio dell’uomo”

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  9. M&C

    – forse sono quelli come lui a raccogliere tracce del passato della gente…

    Lui che qui arrivò che ritornerà
    e porterà un sogno porterà realtà
    cuore di un’uomo immenso
    che non sa se troverà
    quel coraggio quell’avventura
    Lui che qui arrivò e che resterà
    lui lungo il cammino forse incontrerà
    occhi che come i suoi
    chiedono di felicità
    ricercando la vita
    vita, vite e speranza
    e sogno, sogno, sogni e speranza
    pace, pace, pace e speranza
    occhi che come i suoi
    chiedono di felicità
    ricercando la vita
    vita, vite e speranza
    e sogno, sogno, sogni e speranza
    pace, pace, pace e speranza
    oh….
    pace
    vita, sogni e speranza
    pace, pace
    lui che qui arrivò che tornerà….

    (La Speranza – Laura Pausini)

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  10. Ernesta Scappaticci

    Sì in questo momento della mia vita ho proprio bisogno di aiuto.
    Quello che trovi nella tua chiesa la casa dove riesci a riposare, a guardare Dio e a pregarlo con tutta te stessa perché sai che solo lui ti porta pace nel cuore: pace che ogni tanto scompare e ti lascia senza fiato.
    Spero tanto di riuscire a ritornare Lì dove trovo sempre qualcuno seduto che aspetta con pazienza il figlio perduto.

    Grazie per avermi fatto trovare il coraggio di dirlo!
    Ernestina.

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  11. Stella Maria

    …assorbo di tutto
    raccolgo quei sentimenti e poi…
    Li spendo, sperando
    Li accendo, interpretando…
    Tutti si fidano
    meglio così
    se i cuori si guastano
    io corro lì…
    M’infilo dovunque
    precipito cado e torno su
    più svelto del vento…
    È la vita mia
    mille occhi una foresta
    una giostra, di periferia…
    è la vita mia
    rinnegarla io non posso
    resto me stesso finché
    riesco a cantare di te…

    http://www.youtube.com/watch?v=HJVt6wWUGog

    anche lo scrittore è un “cacciatore” di storie, finemente accorto ad ogni movimento della “preda”, “fra sogni e lacrime” a fotografare la realtà, qualunque essa sia, per trascriverla su un foglio, perchè non sia mai un messaggio da buttare ma un attimo dedicato, un attimo per te, per me, per noi.

    da anonimi sconosciuti a un successo, basta una canzone, o un’impronta su un foglio per ricordare che ci sei, anche tu, anche io. Grazie.

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  12. robysda

    Un altro segnalibro, anche tra gli appunti sulla moleskine, non ce la fai proprio ad andare avanti, hai bisogno di qualcuno che venga in tuo soccorso, o meglio, ti aiuti a ricomporre il puzzle della vita, con tanto di commento a margine, per provare a sciogliere dubbi e incertezze che fanno di te una persona fragile e che da solo non riesce a portare avanti le proprie scelte.

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  13. robysda

    “La mia storia”, raccontata attraverso dettagli impercettibili e apparentemente insignificanti, dettagli che invece diventano fondamentali per un attento cuore in ascolto, che riesce, con la sua sensibilità, a scrutare l’animo, facendone emergere insidie e paure generate da una vita spezzata dal dolore, rigorosamente archiviate in qualche angolo nascosto; ostacoli questi che oggi, senza aiuto alcuno, sanno soltanto chiudere le porte all’amore

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  14. ema

    “forse sono quelli come lui a raccogliere tracce del passato della gente, a ricucire i fili spezzati delle storie, a togliere almeno temporaneamente i segnalini che interrompono ogni volta la lettura della vita.
    – Posso disturbarla?”

    …ed in questo momento viene tolto il segnalino dalla lettura e viene messo alla scrittura?

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  15. Agnese

    “Cosa è successo dopo?”
    E ragazze!Non vi siete mai baciate con un ragazzo che avete perso quasi i sensi,il tempo,se stesse?E questo che si è successo (cosi penso io)

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  16. gum

    E’ l’obiettività che può sciogliere i nodi che intrecciano la nostra condizione.
    Proprio quella che manca a noi per analizzare a fondo la nostra vita per esorcizzare le nostre paure mentre continuiamo ad avvitarci sullo stesso punto, senza trovare una soluzione perchè il giudizio è parziale e falsato da noi stessi che non ci rispondiamo con franchezza.
    C’è bisogno allora dell’intervento esterno di qualcuno che spezzi quel cerchio senza fine, ci faccia vedere le cose per quelle che sono ci infonda positività e conforto dicendoci, davanti a un caffè, ” non è così difficile vivere, qualcuno insomma che ci aiuti a scrivere di noi come un antico biografo fece con le vite di personaggi famosi.

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  17. marco1963

    A volte abbiamo una necessità infinita di aiuto, perché ci sentiamo persi, perché la pressione della vita è eccessiva e non abbiamo più occhi per far fronte ai ricordi e alle impressioni che combattono dentro di noi. E cerchiamo, magari in modo un po’ naif, che qualcuno ci aiuti, anche a costo di apparire “strani”, e ci aggrappiamo alla persona che riteniamo più prossima, più adatta a noi per quello scopo. Una persona distaccata, ha spesso il pregio di vedere le cose con una obiettività maggiore della nostra. E’ questo l’aiuto – o faremmo forse meglio a dire la piccola porzione d’amore? – che cerchiamo bisognosi, perché qualcuno si faccia interprete al nostro posto e ci indichi come sciogliere certi nodi, per noi montagne invalicabili, e come riannodare i fili spezzati, per noi spesso l’unica salvezza possibile per fruire di una vita dove troppi segnalini per troppe volte hanno impedito all’amore di correre sciolto e libero come avrebbe voluto.

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  18. RossellaT

    – Ho bisogno di lei.
    – Io non la conosco.

    fraternita’
    sei forse l’unico residuo
    di umanita’
    in questo mondo che cerca
    soltanto il suo interesse
    ma un gesto solidale
    un’ora persa per l’altro
    questo ci salvera’
    non la bellezza
    non l’effimero momento
    di felicita’.

    Fraternita’ (Nomen omen – F. Centofanti)

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  19. Agnese

    “Posso raccontare la mia storia?”
    Questo libro spesso mi fa riflettere sulla mia vita,e sempre arrivo alla stessa conclusione-raccontare la mia vita è impossibile,è composta da tanti elementi spesso completamente opposti(come es.da bambina ero bravissima nello sport ma frequentavo la scuola di musica) che si sembra la vita di tante persone non di una sola,mia.Ma comunque continuo a dire-non mi dispiace di niente. Cerco di vivere come ho letto una volta la frase:”vivi in modo che guardandosi indietro non ti vergogni di niente”
    Mi piace ascoltare le storie di vita di altre persone.

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  20. Agnese

    ERNESTA
    ricorda che non ci stai da sola,qua in “nostra” chiesa ci stanno tante persone meravigliose, anche qua ci stiamo pronti ad ascoltarti,aiutarti. ci stiamo con te.
    Un abbraccio fortissimo!

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  21. Ernesta Scappaticci

    @ Gum,
    Non è coraggio il mio, vi volevo solo cercare e trovare per avere un po’ d’amore, sai quello che da energia quando la cerchi e…….ma dove sei donna appassionata con tante cose da raccontare ai tuoi amici e dare loro un po’ di forza! quella che tutti cerchiamo e che qualcuno ci aiuta a cercare meglio
    e ti dice, non aver paura succede, prova a pensare alle parole di un grande amico quello che ci aiuta ad andare avanti “Io spero, io credo, io Amo”.
    Ed io lo dico a te e a voi, che già lo avete sperimentato, condivido così il regalo d’amore che mi è stato fatto con un fiocco di un colore che non ricordavo: quello del cielo.

    Vi abbraccio tutti e soprattutto la persona che anche se stanca, mi ha fatto questo immenso dono.
    Non ci lasciare mai.

    Ernestina.

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  22. Ernesta Scappaticci

    Un abbraccio a te cara amica, lo so che ci siete, me ne accorgo tutti i giorni , tutti i minuti, grazie….
    e ti verrò a cercare per sorridere con te o forse lasciarmi amare e basta!

    Per Agnese.

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