[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=PhIg1WJEjAY]
da qui
Le hai aperto la porta come in trance. La mansarda non è più bella, da quando vi ha fatto irruzione con la faccia da Medusa: non vedeva l’ora di pietrificarti, di dar ragione a coloro che le avevano riferito il tradimento, che ti avevano colto mano nella mano insieme con quell’altra. Le brocche stile Modigliani ricordano il pasto del condannato a morte; la stella grigia che pende dal soffitto è un meteorite che distruggerà la terra; la bilancia di fronte al bagno è quella del giudizio universale, in cui troveranno la tua anima leggera e la sprofonderanno nel regno dei morti per l’eternità. Mattea ti fissa immobile; ogni tanto lo sguardo si sofferma sul corpo nudo di Marika, impietrita pure lei: il sorriso si è chiuso nella smorfia di un’espressione quasi ebete.
– Aspetta, che hai capito?
Stai pensando a come giustificare questa scena, a quali coincidenze astrali ricondurre l’incontro con Marika, il sogno, il balenare improvviso di una via d’uscita dall’angoscia che ti attanagliava. Le dirai che sei stato fino a ieri a interrogarti su come ritrovarla, per spiegarle che era tutta una calunnia, che avevi in mente solo la spiaggia delle dune, l’orizzonte di fuoco del litorale di Anzio e Torvaianica, i paesi in fila che riproducono la città di baci e carezze che sognavi da bambino, dove il dolore è un’eco lontana, e lei ti scriveva le canzoni con gli accordi e vi amavate a casa sua ascoltando Graziani e De Gregori, e le dicevi Bellamore, Bellamore, e il cuore era una musica in perfetta sintonia col passero che beccava in cima alla grondaia, col sole al tramonto dietro le tende a righe dei vicini, fino a che diceva vado via e tu sentivi l’eco di Futura, la canzone di Dalla, e ti sentivi invaso da un presentimento, come se alla fine restasse solo una domanda sulla vita e la morte, come se il domani fosse l’eco di uno sparo, un uomo piegato in due, una donna dagli occhi chiari che fugge rubandoti il senso della vita, l’appuntamento con la felicità, il cappello e la sciarpa, mentre il passero becca l’ultima mollica e vola via.
– La mia vita era già rovinata, oggi hai completato l’opera. Non bastava mio padre terrorista, l’adolescenza vissuta in solitudine, la fatica di salire e salire senza nessuno che ti aiuti; mancavi tu, la tua bellezza maledetta circondata di puttane.
Marika sta per dire qualcosa, ma le manca il fiato. Si copre come può, raccattando il vestito bianco e nero.
– Mio padre è evaso: lo cercherò con le forze che ancora mi rimangono. Tu non farti più sentire, non voglio più vederti.
– Aspetta, Mattea, posso spiegarti.
Il copriletto arancione è un pugno nell’occhio. Lo specchio riflette una sedia vuota e triste, piena di rattoppi.

E triste mettere un punto finale a tanti capitoli della nostra vita, però se non si fa ciò è impossibile costruire una nuova storia. E’ una presa di coscienza della quale non si può fuggire.
Il dolore: quello subito, quello provocato;
A volte bisognerebbe deporlo, semplicemente. lasciarlo al margine dell’esistenza e riprendere a respirare, per vivere liberi da pesi, ma quanto e’ difficile perdonare, perdonarsi, capire, capirsi,
Riconquistare fiducia negli altri, in se stessi…
Ricominciare… Come rinascere.
Ecco qual’è il “punto nero” nel foglio bianco della vita di Mattea, qual’è quella sofferenza profonda che le fa da filtro su tutto e le fa avere “la faccia da Medusa” che pietrifica.
Spesso, dietro comportamenti di sospetto e di astio, ci sono traumi e sofferenze che hanno rubato la fiducia negli altri ed in se stessi.
Il rischio, quando non si ha la forza di aprirsi, non è solo di non essere compresi e di rimanere soli, ma è anche quello di portare gli altri ad un’esasperazione tale da commettere proprio gli errori di cui venivano accusati e che non volevano assolutamente fare.
Bisogna sentirsi amati per uscire dal “punto nero”, liberarsi della zavorra che non permette di vivere e rituffarsi nel “grande spazio bianco della vita”.
– Lo specchio riflette una sedia vuota e triste, piena di rattoppi.
Come il cuore di Mattea…
“fino a che diceva vado via”
http://www.youtube.com/watch?v=NcEZEWeNTOY
“Aspetta, che hai capito?”
http://www.youtube.com/watch?v=mfTt0b1yx-Q
“il balenare improvviso di una via d’uscita dall’angoscia che ti attanagliava.”
L’unica via d’uscita conosciuta e sicura si trova dentro di noi…le altre “porte” non si sa mai dove conducano.
‘Tu non farti più sentire, non voglio più vederti.
– Aspetta, Mattea, posso spiegarti.’
Una delle frasi più impegnative, ma anche più belle, che abbia letto:
‘’Don Mario possedeva un segreto: riusciva dove gli altri fallivano perché sapeva aspettare, dare fiducia, anche contro l’evidenza, lasciare spazio all’altro anche quando aggrediva, mentiva e se ne approfittava. Permetteva alla persona di prendere coscienza di sé e cambiare’’. (F. Centofanti, Ecco l’Uomo)
Non è semplice imparare a dare fiducia, guardare ad li là di dell’evidente, anche quando la delusione, il dolore e la rabbia tentano di mordere. Sto cercando di imparare poco a poco, come riesco, credo che porti lontano.
“come se alla fine restasse solo una domanda sulla vita e sulla morte”
La Morte
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
Ma come potrete trovarlo, se non lo cercate nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi legati alla notte non vedono di giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete contemplare lo spirito della morte, spalancate il cuore al corpo della vita.
Perché la vita e la morte sono una sola cosa, come il fiume ed il mare.
Nel profondo delle vostre speranze e dei vostri desideri risiede la muta conoscenza dell’Oltre;
E come semi che sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
Fidatevi dei sogni, perché in essi è nascosto il passaggio verso l’eternità.
Il vostro timore della morte è come il tremito del pastore davanti al re la cui mano si posa su di lui per onorarlo.
Non è forse contento il pastore, sotto quel tremito, perché potrà fregiarsi del segno regale?
Eppure non è forse più attento al suo tremore?
Perché cos’è morire, se non esser nudi nel vento e fondersi nel sole?
E che altro è non più respirare, se non liberare il respiro delle sue insonni maree,
perché possa levarsi ed espandersi e cercar Dio senza ingombri?
Solo quando berrete al fiume del silenzio canterete davvero.
E quando avrete raggiunto la sommità del monte, comincerete a salire.
E quando la terra esigerà le vostre membra, solo allora danzerete veramente.
Gibran
– Marika sta per dire qualcosa, ma le manca il fiato.
Marika cercava solo l’amore, invece ha sbagliato, si è trovata in una situazione complicata ed ora si sente giudicata e indifesa: quanto la segnerà questo per il futuro? Quanta stima perderà di se stessa?
A volte, certe persone sono proprio sfortunate e sembra che abbiamo “il lanternino” per ficcarsi nelle situazioni più sbagliate…
Aspetta, Mattea, posso spiegarti.
Il tradimento ti fa provare un dolore che solo chi è stato tradito può comprendere. I tradimenti non solo fisici ma anche psicologici lasciano ferite profonde. Mattea da piccola viene tradita da un padre che le nega la serenità familiare e da adulta dall’uomo che amava, mi domando se ci sia una spiegazione da ascoltare è certamente difficile imparare a superare il nostro io.
“Mio padre è evaso: lo cercherò con le forze che ancora mi rimangono. Tu non farti più sentire, non voglio più vederti.”
Fino a quando saranno i nostri parametri umani a stabilire chi merita il nostro”giudizio” sarà facile sbagliare : Sia il padre che il suo uomo sono ugualmente “evasi” ma vegono giudicati con due pesi e due misure.
E no! Io non ci sto!
Mia cara Mattea vai e vieni quando ti pare, pretendi amore e fedeltà assoluta a te che non ne dai, troppo presa da te, non so, mettigli la cintura di castità e portati la chiave! E tu, Marika, altro che nasconderti, non hai fatto niente di male, quella ti tratta come una puttana, e tu che fai? Stai li ferma e ti nascondi? Alzati in piedi e rimettile le parole in bocca, perché se la lavi prima di parlare! Tu poi Filippo, ma che uomo sei? Insultano la donna che e’ con te e vuoi spiegare, spiegare cosa? E’ tua moglie? La tua promessa sposa? Ti ha mollato per farsi gli affari suoi e poi pretende… Ma sei un uomo o un quaquaraqua? Lei avrà tutte le ragioni del mondo per essere quella che e’ ma non ha il diritto di giocare con la vita e i sentimenti degli altri. Cara Mattea, se vuoi rispetto prima devi darne, se vuoi amore, costruiscilo fino a farti scoppiare le vene nelle mani!
Invece di essere pretenziosa, sii umile, come dice Calvino: l’amore ha i confini che vogliamo dargli, quali sono i tuoi? Quelli di uno specchio che ti riflette?
Filippo vuoi un suggerimento: prendila per un braccio e mettila fuori la porta, abbraccia Marika e concedetevi una notte indimenticabile, se sei un uomo!
La mansarda non è più bella, da quando vi ha fatto irruzione con la faccia da Medusa: non vedeva l’ora di pietrificarti, di dar ragione a coloro che le avevano riferito il tradimento, che ti avevano colto mano nella mano insieme con quell’altra.
A volte guardiamo solo ciò che ci fa comodo vedere senza andare alla ricerca della verità ,perchè vogliamo avere ragione a tutti i costi.
Come se alla fine restasse solo una domanda sulla vita e sulla morte..
http://www.youtube.com/watch?v=I7pAQe8z7WY&feature=related
Una vita in equilibrio,un cuore pieno di rattoppi…realtà difficili da sopportare,basterebbe non dimenticare mai di credere ancora…in se stessi e negli altri.. non è facile ma servirebbe per abbattere per sempre quei “confini”,quelli dell’amore, oltre i quali si potrebbero vedere le cose in un’altra prospettiva..Quel:”non voglio più vederti” certe volte però,è inevitabile..il risultato della fragilità,della sofferenza..ecco perchè, a volte, sembra l’unica via d’uscita..
Aspetta, Mattea, posso spiegarti.
Quando l’altro ti pone un muro e sai di essere nel giusto , l’unica cosa da fare è di continuare per la propria strada , con la speranza che l’altro possa accettare prima o poi la realtà dei fatti!
dal libro di Stephen Bastard:
“Un signore entra in casa e trova la moglie a letto con un barbone e dice:
-Amore,ma cosa stai facendo?
E la moglie risponde:-Mi aveva chiesto se potevo dargli qualcosa che tu non usi da tempo!”
Negare le proprie colpe, rinnegare chi ci ama è lo sport più antico del mondo. E’ successo anche la sera del Golgota.
Non è un’alba luminosa, ma quella livida del dì di un’esecuzione in cui morirà l’amore condannato da una giustizia che non si puo manipolare che non può limitarne i confini e che precede la notte del cuore.
E’ probabilie che al dunque resti sempre e solo una domanda sulla vita o sulla morte. Ogni nostra azione, anche se minima e singola, si trasforma in una domanda, ponendoci di fronte a scelte importanti. E in tutto questo può accadere un intoppo, un errore di valutazione: non so dove esattamente corra il filo delle responsabilita’ tra Mattea e Filippo e forse loro stessi hanno perso di vista la questione. Fatto sta che quella che una volta era la loro sinfonia, si e’ adess trasformata in pietrificazione, in un incubo a occhi aperti. A quel punto un qualsiasi specchio restituisce senza pietà ciò che vede, mostrandoci il filo del nostro romanzo, lì dove lo abbiamo lasciato l’ultima volta.
“Aspetta,che hai capito?”
Simpaticone,che vuoi dire,che hai conosciuto la ragazza che non sapeva dove andare a dormire e tu soltanto lo hai ospitato nel letto tuo perchè sei generoso.
“e tu sentivi l’eco di Futura…”-e anche Futura ti sta nella mente
Una bella scena! Scusa,ma chi aveva aperto la porta a Mattea?
O.K io dico sempre:la verità prima o poi ma sempre esce fuori.
Non mi sono mai trovata in una scena di questo genere,non so come potrei reagire. Imbarazzante per tutti tre.
Una cosa positiva-lui adesso ha ritrovato suo passato(oppure,suo passato ha ritrovato lui) e adesso può capire cosa è importante per lui per la sua “felicità” (e non mi dire che Futura anche qua!)
http://www.youtube.com/watch?v=jC6UBkeBwD0
vi ringrazio!
arriva un momento critico che non si può evitare.
Si è vero, nel romanzo come nella vita, prima o poi si arriva ad un punto critico, un punto in cui è necessario decidere se tagliare con il passato e guardare al futuro, aprire un nuovo capitolo della propria vita o rimanere lì fermi in attesa che qualcosa accada.
Mattea è il passato che torna e il passato non bussa ed è capace di entrare anche a porte chiuse. Di fronte al passato il futuro, Marika, è nuda e disarmata ma presente. E il caso vuole che il passato torni con la scena di Mattea che scopre un tradimento e va via dietro i suoi problemi da risolvere, che tu forse non sei riuscito a condividere, non hai capito, uno shock che segna definitivamente e innesca la paura che sempre tutto finisca sul più bello e magari per un tuo errore, quel fuoco fatuo che però ti rovina l’esistenza. E si presenta lì, ora che hai trovato una donna che ti capisce, che sa leggerti dentro, bella e pronta a vivere con te ogni attimo, a mettersi in gioco, e ti mette in testa la paura di perdere, di nuovo, qualcosa che vale, rovinato dalle chiacchiere della gente, dalle troppe donne che ti girano intorno e farebbero di tutto per tenerti ognuna solo per sè, in un bisogno di esclusiva autorizzato dal proprio egoismo, senza pensare alla libertà dell’altro o al fatto che la bellezza va condivisa altrimenti inaridisce e si spegne.
E’ arrivato il momento di fare i conti con il passato, tagliare il cordone, perdonare i propri errori, smetterla di inseguirlo e vivere finalmente il futuro.
grazie Stella, una bella sintesi.