59. Gigante rossa

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=LPtRgk7Lvfo]

da qui

L’hai perso di vista, se n’è andato. Ha preferito lo strizzacervelli allo scrittore. Peccato, perché stavate riprendendo il filo, t’interessava la storia della bambina che non dice il nome. Uno spunto importante per il tuo romanzo, che sta inseguendo un nome così strano che non pare vero: Fofner! Cos’hanno in comune la scritta sul bordo del pontile e la bimba che non si fa trovare? Pensi che la vita non sia altro che questo: inseguire qualcosa che non riesci ad afferrare e forse non esiste. Anche tu: che ci fai nell’albergo troppo caro, in cui sperperi tutto lo stipendio di guida turistica? Cos’è che ti costringe ad aspettare, come se i fili di tutte le storie dovessero passare da Parigi, come se ogni traccia portasse alla piazza col gatto di pietra, dove la tua vicenda personale ha subito una svolta da cui non puoi più tornare indietro? Avverti una forza che ti spinge a non arrenderti, a mettere insieme i tasselli di un mosaico di cui non riesci a indovinare il disegno complessivo. Ti senti il prescelto dal destino, come se la storia, senza te, dovesse sgretolarsi, perdere pezzi, fino a evaporare in una nuvola di fumo. O forse è il fumo della Winston blu che ti fa sentire onnipotente, e se non battessi sui tasti del computer tutto continuerebbe come prima, anzi, sarebbe meno complicato, perché il problema comincia quando si vuole dare un nome alle cose a tutti i costi, nel momento in cui ti comprometti con la realtà concreta e te ne senti responsabile; molto, molto meglio lasciare tutto nel vago, guardare la scena del mondo da lontano, permettere che ognuno prenda la sua strada e, una volta per tutte, lavarsene le mani. Sei tentato di smettere, ma la Winston è soltanto a metà: finché dura non puoi rinunciare a crederti l’artefice segreto di ogni intreccio; da Romolo hai imparato che il fallimento è alle porte se decidi d’interromperti, quando non hai più fiducia nello sviluppo di una trama, se dài ascolto ai motivi infiniti che potrebbero convincerti che non vale più la pena, tanto una storia vale l’altra, e tutto è stato scritto da qualcuno molto prima di te, uno che ha affrontato le tue stesse strettoie, le aporie che ogni vita porta in sé, l’istante in cui ti dici ma chi me lo fa fare: dovresti prendere parte per te stesso, sederti al tavolo della brasserie a guardare i passanti chiusi nelle loro paure e nei loro desideri, rilassarti, farti una ragione del nonsenso, anzi, ritenerlo un ingrediente necessario affinché il baraccone vada avanti, fino al giorno in cui, tra cinque miliardi di anni, il sole si trasformerà in una gigante rossa e collasserà trascinando nella sua rovina gli amori disperati, le speranze nascenti, i tradimenti inevitabili, la matassa inestricabile che fa una cosa sola del romanzo e della vita. No, vuoi proseguire, cerchi informazioni, parli con Nino che può darti soltanto notizie un po’ generiche, ma tanto basta per non mettere ancora, per adesso, la parola fine.

30 pensieri su “59. Gigante rossa

  1. Fides

    Pensi che la vita non sia altro che questo: inseguire qualcosa che non riesci ad afferrare e forse non esiste

    Ma forse si può portare all’esistenza, in fondo questo vuol dire essere umani

    Rispondi
  2. M&C

    – Avverti una forza che ti spinge a non arrenderti…

    Per amare (F. Centofanti)

    Per amare ci vuole un occhio
    lungo che sappia guardare nella notte
    mani che riescano a stringere
    ogni sogno ogni strano pensiero
    piedi disposti a camminare anche
    sui sentieri più scoscesi e duri
    per amare ci vuole un cuore bianco
    sul quale poter scrivere lettere
    sincere un’anima tenace
    che voglia sopportare qualsiasi
    sofferenza qualsiasi dolore
    per un solo motivo amore.

    Grazie don Faber, per ricordare sempre ai nostri cuori il significato concreto e vero dell’amore.

    Rispondi
  3. M&C

    L’amore dei ruscelli (F. Centofanti)

    C’è qualcosa di umano
    al di là di tutto
    qualcosa che ti tocca
    che non sai definire
    ma è umano
    ciò che riscalda
    il cuore
    non sai come chiamarlo
    forse soltanto amore
    ma non quello dei libri
    né dei maestri colti
    piuttosto quello sano
    e naturale
    dei cani sciolti
    degli uccelli
    delle nuvole che vagano
    dei venti
    e dei ruscelli.

    Rispondi
  4. pam

    ”fino al giorno in cui, tra cinque miliardi di anni, il sole si trasformerà in una gigante rossa e collasserà trascinando nella sua rovina gli amori disperati, le speranze nascenti”.

    Dipinte in queste rive
    son dell’umana gente
    le magnifiche sorti e progressive.

    (Giacomo Leopardi, La Ginestra)

    ..anche con la più meccanicistica visione dell’universo, c’è sempre qualcosa che ci spinge a sentirci ”prescelti da destino”, in qualche modo individualmente responsabili di intervenire nella storia, anche quella della quotidianità, per vivere e rendere il mondo migliore, per noi stessi e per chi verrà dopo di noi, a lasciare una traccia.

    Rispondi
  5. RossellaT

    Cos’è che ti costringe ad aspettare

    Tutti aspettiamo un sussulto nelle nostre vite, qualcosa di nuovo, stiamo sempre lì ad aspettare qualcosa che ci salvi e anche se molte cose belle riempiono il nostro vivere siamo delusi e inquieti. La vita ci delude perché attendiamo e basta, perché lasciamo tutto sul vago fino al giorno in cui capiterà quell’incontro che ci costringerà a comprometterci con la realtà concreta.

    Rispondi
  6. ema

    “perché il problema comincia quando si vuole dare un nome alle cose a tutti i costi, nel momento in cui ti comprometti con la realtà concreta e te ne senti responsabile”

    Dio assegna alla creatura umana una podestà, una responsabilità delegata. Potrebbe farlo Lui stesso, ma Dio delega alla creatura umana di “dare un nome”.

    “Dio, il SIGNORE, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all’uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli avrebbe dato. L’uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; “ (Genesi 2:20-21).

    Rispondi
  7. gum

    C’e forse aria di conversione?
    Si sta accendendo la lampadina che illuminera’ la scena di una vita alla svolta? Siamo ancora al primo atto di un canovaccio di cui il protagonista non conosce il finale, scritto da qualcun altro. Le premesse ci sono tutte. Aspettiamo che si apra il sipario.

    Rispondi
  8. ema

    Si chiama amore ogni superiorità,
    ogni capacità di comprensione,
    ogni capacità di sorridere nel dolore.

    Amore per noi stessi e per il nostro destino,
    affettuosa adesione ciò che l’Imperscrutabile
    vuole fare di noi anche quando
    non siamo ancora in grado di vederlo
    e di comprenderlo –
    questo è ciò a cui tendiamo.

    Hermann Hesse

    Rispondi
  9. bioraffaella

    Ti senti il prescelto dal destino, come se la storia, senza te, dovesse sgretolarsi, perdere pezzi, fino a evaporare in una nuvola di fumo.

    Le nostre vite si intrecciano come fossimo tasselli di un mosaico , e ogni nostra azione anche se non ce ne accorgiamo ricade sulle vite degli altri,e se una di esse dovesse allontanarsi ecco che il disegno di cui noi facciamo parte viene a “sgretolarsi”…”fino a evaporare in una nuvola di fumo”. In fondo ognuno di noi ha bisogno dell’altro , perchè ognuno di noi a modo suo è un elemento importante!

    Rispondi
  10. ema

    “Pensi che la vita non sia altro che questo: inseguire qualcosa che non riesci ad afferrare e forse non esiste.”

    Non capirsi è terribile –

    non capirsi e abbracciarsi,

    ma benchè sembri strano,

    è altrettanto terribile

    capirsi totalmente.

    In un modo o nell’altro ci feriamo.

    Ed io, precocemente illuminato,

    la tenera tua anima non voglio

    mortificare con l’incomprensione,

    né con la comprensione uccidere.

    EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO

    Rispondi
  11. bioraffaella

    tra cinque miliardi di anni, il sole si trasformerà in una gigante rossa e collasserà trascinando nella sua rovina gli amori disperati, le speranze nascenti, i tradimenti inevitabili, la matassa inestricabile che fa una cosa sola del romanzo e della vita.

    “Gli amori disperati, le speranze nascenti , i tradimenti inevitabili, la matassa inestricabile che fa una cosa sola del romanzo e della vita” cessano di esistere prima ancora che il sole si traformi in una gigante rossa e si collassi, se per primi abbiamo abbandonato ogni speranza e abbiamo cessato di amar, perchè per primi abbiamo cessato di vivere!.

    Rispondi
  12. bioraffaella

    parli con Nino che può darti soltanto notizie un po’ generiche,

    Le notizie non è Nino a dartele ma sarai tu scovarle , perchè le notizie che cerchi sono racchiuse dentro di te.

    Rispondi
  13. marco1963

    “Ti senti il prescelto dal destino, come se la storia, senza te, dovesse sgretolarsi, perdere pezzi, fino a evaporare in una nuvola di fumo.”

    Voglio pensare che ognuno di noi è il prescelto, in ogni momento storico della sua vita, per ciò che attiene alle sue azioni, ai mattoncini cui lavora in base al compito che gli ha affidato il Padre che tutti vede e ama. Senza l’opera di ciascuno di noi, allora sì che tutta l’impalcatura viene giù, rotola a pezzi, si perdono i volti nel caos combinato, il frutto prodotto si mescola alla melma, rovinando gusto e sapore. Nel nostro piccolo siamo dei prescelti, non siamo figuranti. Abbiamo avuto in assegnazione una parte precisa e non possiamo abbandonare il posto che ci è stato assegnato. La trama va avanti, procede sempre con il nostro apporto quotidiano carico d’amore e verità. Che responsabilità, che abbiamo! Ma quanto spesso lo ignoriamo.

    Rispondi
  14. Agnese

    se ti si finiscono le forze don, noi stiamo tutti qua per “caricarti”,tranquillo. Adesso riposa,buona notte. Io tra un po’ comincio commentare

    Rispondi
  15. Agnese

    “O forse è il fumo della Winston blu che ti fa sentire onnipotente”-normalmente si può dire che il fumo brucia cervello,però a me mentre fumo vengono “stupende”(?) idee.

    Rispondi
  16. Ernesta Scappaticci

    NO vuoi proseguire, anche se ti costa fatica, lo vuoi per ritrovare la luce che credi di avere perso, la cerchi con tutta te stessa perché sai che solo in Lui puoi ritrovare la forza di vivere affidandogli i tuoi affanni quotidiani.
    Raccogli tutte le tue forze e scrivi perché sai che solo nella condivisione ritroverai la vita; quella vera fatta delle piccole cose che oggi credi di non ritrovare mai più.
    Bisogna affidarsi a qualcuno che sai che ti cerca per darti quell’amore che ti riscalderà il cuore e un po’ per volta ti riporterà la forza che ti manca.
    Il filo che lega tutti noi è la più bella storia che ci poteva capitare!

    Grazie allo scrittore che trova sempre la forza di farci ritornare a sperare, e all’uomo che non smette mai di credere e di farci credere.

    Un abbraccio a tutti e uno speciale al poeta.
    Non ci lasciare mai.

    Ernestina

    Rispondi
  17. Agnese

    “La coscienza di una pianta nel cuore dell’inverno non è rivolta all’estate che è passata, ma alla primavera che arriverà.La pianta non pensa ai giorni ormai trascorsi, ma a quelli che verranno.Se le piante sono sicure che la primavera verrà,perchè noi, esseri umani, non crediamo che un giorno saremo capaci di raggiungere e ottenere tutto ciò che vogliamo.”
    Kahlil Gibran

    Rispondi
  18. Agnese

    “Quando la mano della Vita è pesante e nella notte non si ode alcun canto, l’unica cosa che ci conforta è credere e confidare nell’amore.Allora, anche nella circostanze peggiori,tutto diviene più leggero, e nell’oscurità si levano alcune melodie:perchè stiamo amando e confidando in questo amore.”
    Kahlil Gibran

    Rispondi
  19. Agnese

    Scusate,io faccio la solita,volevo mettervi un attimo in buon umore,tiramo ci SU
    IL SINGHIOZZO
    Un tale entra in farmacia e chiede:
    -Buon giorno,vorrei qualcosa contro il singhozzo.
    -Subito,signore.
    E ancor prima che il poveretto possa reagire,il farmacista gli molla due ceffoni. Non appena si riprende,il cliente dice,con un filo di voce:
    -Ma non era per me,era per mia moglie!

    Rispondi
  20. Agnese

    per Ernesta
    la speranza c’è sempre,anche se si sembra che non c’è.Basta credere!
    un abbraccio forte

    Rispondi
  21. robysda

    No, vuoi proseguire…

    Una bella dichiarazione di coraggio di chi non sia arrende davanti alla salita, se non di volontà di arrivare fino in fondo, sempre e comunque, anche quando il fiato si fa corto e le gambe tremano dalla stanchezza, voglia ed entusiasmo di arrivare al traguardo, non importa se vincente, per dire si alla vita, finché ti grazia con il suo dono.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *