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da qui
Cos’è che non ti piace delle sale immense, dei corridoi di cui non indovini mai la fine, dei mobili antichi, dei quadri troppo grandi, dei soffitti in oro che confronti con le case scrostate della gente che vedi tutti i giorni? Cos’è che non riesce a convincerti dei monsignori vestiti in rosso con le fasce viola sulla pancia, che incedono lenti come avessero una zavorra invisibile appesa chissà dove? Contro quale muro va a sbattere il cuore quando si affaccia il segretario frettoloso che ti guarda come fossi un barbone? E poi, non è il tuo sogno dormire sulla carta di giornale e svegliarti la mattina accanto al fiume, mentre una donna passa senza degnarti di uno sguardo e tu le chiedi: che ora è? Sono le otto. Si fermi, vorrei dirle due parole. A me? Sì, ho un’amica in ospedale, ha avuto un incidente. E allora? Vorrei sapere se si può svegliare. Dipende dalla gravità. Questo lo sapevo anch’io; ci sono probabilità che uno si riprenda? Perché vive sotto i ponti? E’ un vecchio desiderio: cose che uno sogna e a volte si realizzano. Peccato, sembrerebbe un tipo in gamba. Chi è in gamba non può godersi il canto dell’acqua che scorre sotto i ponti? Potrebbe rendersi più utile alla società. A quale società si riferisce? Forse hai capito qual è il muro: ti pare che non dicano mai la verità, che ci sia sempre qualcosa di nascosto dietro le parole, come se allungassi la mano e non trovassi mai quello che cerchi. Cosa vorranno? Non ti chiamano mai, si dimenticano per anni della tua esistenza. Forse anche adesso hanno sbagliato: pensavano a un altro, il segretario ha composto erroneamente il numero, elencato sopra o sotto il nome giusto. La sala d’attesa è ingombra di libri, ma nessuno desta il tuo interesse. Ti affacci alla finestra: la luna! Di giorno, ti comunica allegria. Che fa lassù? Si è dimenticata di andarsene a dormire? Chiara luna: che sia un segno? Vuoi dirmi che si sveglierà? Vieni – il segretario ti tira per un braccio -, tocca a te. Il cardinale ti saluta sorridendo, un po’ forzatamente. Ti siedi al tavolo ingombro di agende e plichi di ogni specie; sotto, s’intravede una carta geografica di Roma; dove sta il tuo quartiere? Sarà sotto controllo? Ti ho chiamato per la faccenda degli zingari. Gli zingari? Sì, la gente è venuta a lamentarsi. Di cosa? Famiglie intere sostano nel portico. Che c’è di male? Dicono che rubino e rapiscano i bambini. Lei ci crede? Eccola! Si è affacciata alla finestra! Chiara luna, che sia il segno che sta per ritornare?

I diversi, i diversi. Eppure è vero, l’ho imparato sulla mia pelle: i diseredati della vita e della società hanno una luce negli occhi che spesso i cosiddetti normali non hanno. E’ vero. Ho ascoltato il tuo consiglio Don che hai detto: chiamateli per nome, una volta. Ho fatto amicizia, per modo di dire ecco, con Ina, l’anziano con il cappello in mano. Non mi chiede mai soldi, gli fa piacere che io lo chiami per nome e mi fermi a parlare un po’ con lui. Ieri sera a Messa l’ho notato dall’altare: era in prima file al Padre Nostro. Una volta augurata la pace con le persone di sempre sono andato da lui perchè capivo che nessuno gli avrebbe stretto la mano. Gli ha fatto un enorme piacere. Ecco, ci è stato insegnato da Cristo a rompere gli schemi con la forza dell’amore, a fare ciò che gli altri non hanno il coraggio di fare perchè non è politically correct. Ogni volta che lo facciamo, ci avviciniamo a Dio, alla voce del silenzio e creiamo pace a amore negli altri. Ecco, è questo il messaggio che ci voleva dare Gesù.
La luna di giorno, e’ il miracolo dell’incontro di due che sembrano destinati da un maleficio a stare lontanI, ad essere separati da mondi incommensurabili, a vivere di nostalgia, e che si ritrovano, a dispetto di tutto e di tutti, come in un miracolo, nel chiarore del giorno, finalmente.
http://www.youtube.com/watch?v=N2-QYuX0VTc
Eccola! Si è affacciata alla finestra! Chiara luna, che sia il segno che sta per ritornare?
Cos’è più utile, il sole o la luna? La luna, naturalmente, essa risplende quando è buio, mentre il sole splende solo quando c’è luce.
Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 (postumo 1902/08)
La luna che appare di giorno ,quando in realtà dovrebbe essere invisibile,ci dona la speranza che le cose possono cambiare nonostante tutto.
Certi colori assillano la vita: c’è il rosso della porpora c’è il bianco dei colletti il nero delle coppole. C’è il chiaro della luna ma quello è un non colore, una tinta soffusa sotto un velo di vergogna per le bassezze del mondo, complice discreta dei cuori innamorati e dei poveri disgraziati, regala luce quel tanto che basta alle monofamiliari dei clochards.
Prova a dire al servo della Curia di chiedere alla luna perchè sotto i portici delle chiese c’è un modo differente di campare!
“Vorrei sapere se si può svegliare (…) ci sono probabilità che uno si riprenda?”
L’ispirazione, la gioia di vivere, la fede, a volte rimangono incidentate e finiscono in sala di rianimazione, proprio come Chiara Luna. Allora alziamo gli occhi al cielo, alla ricerca di un segno, di un qualcosa che ci parli, così come ci parlava quando eravamo bambini o soltanto più innocenti. Ma quella voce non la riconosciamo più, perché nel frattempo l’innocenza è sparita o ci siamo distratti. O forse l’abbiamo data per scontata, considerandola una conquista acquisita, pertanto non ci siamo più preoccupati di lei. E quando ci accorgiamo di non riuscire più a dare un senso a quello che ci circonda abbiamo paura e cerchiamo il silenzio, con la speranza di poter ascoltare ancora quella voce.
”ci sono probabilità che uno si riprenda?”
”Non è morta, ma dorme. Talità kum”
http://www.youtube.com/watch?v=vnNljDWFwqM
”Dicono che rubino e rapiscano i bambini.”
http://youtu.be/YqlGwCgFbtk
“Cos’è che non ti piace …… Cos’è che non riesce..?…Eccola! Si è affacciata alla finestra! …..sta per ritornare?”
Sappiamo tutto su come perdere la felicità ma ancora troppo poco su come farla tornare.
http://www.youtube.com/watch?v=bCobaheGhYE
grazie!
gli incontri, il ritrovarsi, il cercare sempre, ostinatamente.
avete detto tutto benissimo.
Forse hai capito qual è il muro
Soltanto se riuscirai a tradurre le smorfie di una luna che, a tutti i costi, vuole salvarti dal tuo ego, mostrando il suo sorriso anche di giorno, più bella che mai
La chiara luna, un satellite che satellite non e’, compagna, amica, e madre, a lei sono stati affidati sogni, speranze e dolori, sull’altro lato abbiamo ritrovato chi sappiamo cercarlo come noi. Quante poesie, pensieri e parole come a un’amica vera, fatta di carne e di ossa con cui condividere l’anima, presente e futuro, che anche distante e’ vicina per il solo fatto di saper guardare la stessa faccia del satellite. La chiara luna e Chiaraluna, una bella coincidenza fra una donna e l’astro, che siano una cosa sola? e il coma non e’ altro che una luna che volta le spalle a un mondo fatto di apparirenze anche stravolgendo ciò che conta veramente, negando all’uomo la possibilità di scegliere con chi condividere il proprio cuore, i propri giorni, dare un senso alla propria vita.
“Gli zingari(…)Dicono che rubino e rapiscono i bambini”
veramente non solo gli zingari derubano,soltanto che bisogna sempre trovare una vittima.
“Perchè vive sotto i ponti?
E’ un vecchio desiderio”
prova a dire questo ad un barbone! Tu,dopo che ti sei fatto la tua esperienza,ti alzi,andrai a casa fare la doccia,cambi vestiti,ti sdrai attimo sul tuo letto comodo, invece barbone si alza,prende suo letto di cartone,si lava la faccia sotto alla fontana e andrà in giro a cerchare il cibo nelle contenitori
Prova dire questo ad un barbone
CORAGGIO!
Due amici stanno discutendo:
-Ma allora,perchè sei scappato dalla sala operatoria prima dell’operazione?
-Perchè l’infermiera continuava a ripetere:”Coraggio,non abbia paura,è un intervento semplicissimo…”
-E non ti ha tranquillizzato?
-No,perchè lo diceva al chirurgo!
grazie!
sì, una coincidenza cha fa pensare.