E’ sera, sto rincasando. Alla svolta mi trovo in coda a una colonna di auto che malgrado il verde non si muovono. Che fanno, dormono? Sbuffo. Ma dall’altra parte dell’incrocio un agente (di certo mi conosce se sa dove debbo andare, a me però non sembra di conoscere lui) fa segno proprio a me di superarli, attraversare l’incrocio e svoltare; non erano loro a dormire, ero io ad essermi posto sulla corsia sbagliata. Così faccio. Quando mi trovo all’altezza dell’agente mi affaccio e gli dico:
“Grazie e scusi, sa, è sera e ho lavorato tutto il giorno, sono stanco”.
Quello mi sorride e risponde: “Va bene, non c’è problema”. In quel momento mi accorgo che tra le mie mani atteggiate a stringere il volante il volante non c’è più. E subito dopo mi accorgo che non c’è più neppure l’auto. Mi volgo a guardare dall’altra parte dell’incrocio e la vedo ancora là, sulla corsia sbagliata, in coda dietro alle altre. Guardo interrogativamente l’agente che continua a sorridere e a guardarmi, ma ora è come se non mi vedesse, e non dice più una parola.
Che fare? Tornare indietro all’auto dove c’è la borsa con le chiavi di casa e tutte le carte, per non dire della spesa appena fatta per la cena, o proseguire a piedi con le mani in tasca, nel buio che scende?

proseguire a piedi con le mani in tasca, nel buio che scende.
adesso!
Cara Elisabetta,
adesso è mattina, c’è perfino un po’ di sole: ne riparliamo stasera.
Ciao,
Roberto
il buio è pieno di sole. tutti i sogni muoiono all’alba.
si “scende” dal letto con la convinzione di aver davvero vissuto altro…
e resto continuamente confusa..
buongiorno!
pui sempre continuare a restare li, in quel mondo immaginario…
a studiare tutte le possibili vie di uscita!
😉
Cara Elisabetta,
il buio è pieno di sole e il sole di buio; niente muore mai del tutto, e tantomeno i sogni.
Riciao,
Roberto
Cara Ilaria,
riconoscere la confusione è il solo modo decente di viverci; dal momento che l’illusione più grande mi pare essere quella di poterne mai uscire davvero.
Ciao,
Roberto
Cara Carla,
restare, uscire: dove, da dove?
Ciao,
Roberto
in effetti lo spaesamento è anch’esso un male di vivere…
” Puorquoi me reveiller
au souffle du printemps?”
J. Massenet, “Werther”
Questa è una primavera-non primavera, tuttavia perché svegliarsi?
Un caro saluto
Giorgina
Cara Giorgina,
bella domanda, ma è una di quelle cui presto o tardi risponde la vita stessa.
In ogni caso, tra veglia e sonno a volte non c’è poi quella gran differenza.
Un caro saluto a te,
Roberto