Toto Trejos (Colombia, 1969-1999)

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Nueva versión del hijo pródigo

Vengo derrochando vida y dinero
desde que salí de casa, hace siglos
y no logro malgastar como quisiera.
Así que es absurda la parábola
donde se me muestra como alguien
que se ha perdido y ha perdido todo;
como el hambriento mendigo que come
hasta las sobras de los animales que cuida;
como el hijo que regresa derrotado.
Yo, que no he conocido más cerdos
que a mi padre y mi hermano,
ni más miseria y suciedad
que el lugar donde nací.
Yo, que en verdad,
no he pensado nunca en volver.

Nuova versione del figlio prodigo

Ho buttato via vita e denaro
da quando me ne andai da casa, secoli fa
e non riesco a sprecare come vorrei.

Cosicché è assurda la parabola
dove mi si mostra come qualcuno
che si è perso e ha perso tutto;
come il mendicante affamato che
mangia perfino i rifiuti degli animali che pascola;
come il figlio che ritorna sconfitto.

Io, che non ho conosciuto peggior maiali
di mio padre e mio fratello,
e nessuna miseria né sporcizia più grande
del luogo dove sono nato.

Io che, a dire la verità,
non ha mai pensato di ritornare.

Traduzione Stefanie Golisch

Neue Version vom verlorenen Sohn

Die ganze Zeit verschwende ich Leben und Geld

seit ich aus dem Haus ging, vor Jahrhunderten

und schaffe es doch nicht zu prassen wie ich wollte.

So ist das Gleichnis absurd,

das mich als einen zeigt,

der sich und alles verloren hat;

wie der hungrige Bettler, der sogar

die Abfälle der Tiere isst, die er hütet;

als Sohn, der geschlagen heimkehrt.

Ich, der ich keine anderen Schweine kannte

als meinen Vater und meinen Bruder

und kein größeres Elend und Schmutz

als an dem Ort, an dem ich geboren wurde.

Ich, der um die Wahrheit zu sagen,

nie daran gedacht hat, heimzukehren.

Traduzione Susanne Detering

Noche sabática

Eros no quiso que yaciéramos
e impuso más trabajo a nuestros cuerpos,
a cada instante más sed y más deseos,
hasta perder el control
y la razón se fue a otra parte.
Obedecimos a nuestros instintos,
nos tragamos las palabras.
La dictadura del placer nos consentía,
esa noche de sábado.
Tu recuerdo tampoco descansa en la memoria.

Notte sabbatica

Eros non voleva che giacessimo
e impose ai nostri corpi di lavorare ancora di più,
in ogni istante più sete e più desiderio,
fino a perdere il controllo
e la ragione se ne andò da un’altra parte.
Ubbidimmo ai nostri istinti,
e ingoiammo le parole.
La dittatura del desiderio ci fu concessa
questa notte di sabato.
Il tuo ricordo non riposa neanche nella memoria.

Traduzione Stefanie Golisch

Sabbatnacht

Eros wollte uns nicht ruhen lassen

und verlangte unseren Körpern noch mehr Arbeit ab,

zu jedem Augenblick mehr Durst und mehr Begehren,

bis zum Verlust der Kontrolle

und der Verstand ging fort.

Wir gehorchten unseren Instinkten,

wir schluckten die Worte hinunter.

Die Diktatur der Lust war uns erlaubt,

in dieser Sabbatnacht.

Auch die Erinnerung an Dich schläft nicht im Gedächtnis.

Traduzione Susanne Detering

Il poeta colombiano Hector Carlos Trejos (1969-1999), detto Toto, proviene da una piccola citta’ di nome Ríosucios che significa “fiumi sporchi”. La sua infanzia e gioventu` sono caratterizzati da poverta´. All`eta` di 16 anni assiste a una lettura pubblica del poeta Jaime Jaramillos. Da subito si converte alla letteratura, e in particolare alla poesia. Nella biblioteca fatiscente della sua cittadina comincia a leggere Nietzsche, Camus, Hölderlin, Kavafis, Ezra Pound e i „Poètes maudits“. Dopo la maturita` vive di lavori saltuari. Legge, scrive e beve. La letteratura, in questo caso, non salva. Il 7 novembre 1999, all`eta´di soli 29 anni, Toto si toglie la vita.

2 pensieri su “Toto Trejos (Colombia, 1969-1999)

  1. Ernesta Scappaticci

    Sono molto felice di queste bellissime poesie.
    Potrebbero sembrare tristi ma, quando leggi una poesia, sei catapultato nel mondo
    dell’anima vera di chi scrive: per se, ma per tutti e ci regala l’apertura delle ali per volare.
    grazie a tutti ….al poeta, e soprattutto a chi le ha tradotte per farci capire davvero.

    ernestina. io amo la poesia e devo ringraziare il nostro poeta Fabrizio Centofanti che col suo blog, permette tutta questa bellezza.

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