41. Fino in fondo

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da qui

Alla folla, ormai, sei abituato. Ti chiedi cosa fare perché possano aprire il loro cuore, e non solo stupirsi per il tuo insegnamento originale. Sai che ciascuno ha le sue difficoltà, catene che impediscono l’attuazione effettiva delle tue dottrine. Vorresti dire qualcosa che toccasse il punto della libertà, dell’ascolto profondo. Il tuo sguardo si sofferma sulla donna violentata da bambina, sul giovane inchiodato alla lussuria, sull’uomo prostrato da problemi economici che gli tolgono la gioia, sul vecchio abbandonato per le perdite improvvise di memoria. Ti domandi come possa il tuo messaggio incrinare i loro muri, superare le barriere difensive. Arrivi a pensare che niente e nessuno potrà mai liberarli veramente, se non un miracolo del Padre, che penetra l’impenetrabile e muta l’immutabile. Eppure, non ti dài per vinto: parli loro del seminatore, che esce per spargere la semente abbondante che ha acquistato. Parte di essa cade sulla strada e viene divorata dagli uccelli; un’altra parte finisce sulla roccia, e si secca perché non trova umidità; un’altra ancora si perde tra le spine, destinate a soffocarla; l’ultima attecchisce nel terreno buono, e produce fino al cento per uno. C’è qualcuno di voi che può capire?
I discepoli più stretti ti si fanno intorno, chiedendo lumi su quest’ultima parabola. E’ un mistero la loro apertura: cos’è che li rende disponibili? Perché proprio loro e non le migliaia di persone che si accalcano nella spianata?
A voi è stato dato di conoscere i misteri del regno; agli altri parlo solo in parabole, perché guardando non vedano, e ascoltando non comprendano.
Come al solito, ti fissano stupiti, rinunciando a ulteriori spiegazioni.
Siete davvero così tardi? Il seme è la parola: la strada sono quelli che ascoltano, ma il demonio strappa loro il vangelo dalle orecchie. La roccia, coloro che non hanno radici e perdono il ricordo di quello che hanno udito. Le spine, i discepoli sviati dalle preoccupazioni e dai piaceri. La terra buona, coloro che fanno silenzio in fondo al cuore e accolgono ciò che può cambiarli.
All’improvviso, ti commuovi: cosa mai dovrebbe spingere tutta questa gente a convertirsi? Come potrebbero gli strati di abitudini, accumulatisi negli anni, lasciare il posto a tutt’altri atteggiamenti? Mentre una lacrima ti scende sulla guancia, comprendi che il seme sei tu; sì: sei tu che devi essere sepolto nella terra, marcire per due giorni e portare finalmente frutto. Comprendi che il destino della folla che ti assedia è legato inestricabilmente al tuo, e che se ti limitassi a camminare sulle strade d’Israele, a insegnare dalla roccia del monte, se ti lasciassi impressionare dalle spine delle tentazioni e degli attacchi, se insomma non andassi fino in fondo, allora sì, sarebbero perduti.

12 pensieri su “41. Fino in fondo

  1. M&C

    “Se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede” (1 Cor 15)

    Nella Sua morte e resurrezione, c’è tutta la rivelazione della vita.

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  2. bioraffaella

    Il Progetto divino consiste nella creazione di un nuovo regno dove il bene trionfa sul male e questo regno viene consegnato da Gesù al Padre.Tutti facciamo parte di questo progetto,ma solo coloro che vivranno in Gesù seguendo le sue vie con l’ aiuto costante della Vergine Maria potranno essere promossi e rinascere a vita nuova dopo la morte.Il Progetto divino parte da qui su questa terra per poter essere realizzato in cielo e far sorgere finalmente la nuova Gerusalemme.

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  3. robysda

    Il dolore lo comprendi solo quando lo provi, così come la gioia, quando riesci a condividerla. Solo mescolando e lavorando con le mani l’argilla si può costruire un scrigno, un posto in cui mettere dentro il privilegio del bene ricevuto, per poi riprenderlo come dono da offrire quando il rumore, la noia, l’indifferenza demoliscono corpo e mente, lasciando sul campo di battaglia soltanto armature ormai prive di spirito.

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  4. RossellaT

    Andare fino in fondo, amare fino in fondo perché l’amore:

    Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
    L’amore non avrà mai fine (San Paolo – Prima Lettera ai Corinti)

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  5. agnese

    “C’è qualcuno di voi che può capire?”
    Ricordo nella scuola media,suplente di matematica,una professoresa anziana per mezz’ora ha provato spiegare un tema,forse lei sapeva che vuole dire,soltanto che in nessun modo non riusciva spiegare questo nella lingua umana.Quando aveva finito ha chiesto tutta classe:
    -Avete capito?!
    Stavamo guardando come sul un essere estraterreste.Un ragazzo si aveva azzardato alzare la mano:
    -Io non ho capito-ha detto
    -Cosa non hai capito!?
    -Veramente…non ho capito niente
    Professoressa si era infuriosita:-Schemi! Imbecili! Cretini!…Come non avete capito niente!!!

    Gesù non aveva questo tipo di problemi.Parlava con cuore,spiegava con cuore,capiva con cuore,infinito.

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  6. agnese

    Per capire,per aprire suo cuore,a volte,ci vuole un cammino, a volte basta un’esperienza,a volte basta sentire una parola,una frase e tutto diventa chiaro e bello. A volte,ogni uno deve avere suo tempo.Vuoi, allora puoi, puoi perché vuoi.

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  7. F

    FINO IN FONDO
    “A che mi serve, avendo coscienza dei mei peccati, che Tu o
    Signore venga, se non vieni nella mia anima, se non torni nel
    mio spirito, se Tu o Cristo, non vivi in me e non parli in me!
    E’ a me che Tu devi venire”.
    (S.Ambrogio)

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  8. sparz

    Questa è la mia difficoltà: “la strada sono quelli che ascoltano, ma il demonio strappa loro il vangelo dalle orecchie. La roccia, coloro che non hanno radici e perdono il ricordo di quello che hanno udito.”
    Il demonio non esiste, è una metafora di altro, molto più umano, e soprattutto, chi sono “coloro che non hanno radici”? Non nasciamo tutti uguali? Non abbiamo tutti le nostre radici? Ciao Fabry, grazie comunque di queste cose che scrivi con così vera passione.

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  9. F

    Tu, a marcire nella terra, Seme divino,in attesa di una fiamma
    di fioritura.Sei una lacerante luce,le piaghe: rose adagiate sul-
    la carne e il costato un lago di splendore.

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  10. agnese

    Tutti abbiamo bisogno di amore,di sentirsi amati e di amare. E’ il messaggio di Dio. Il sentimento così bello e così semplice,ma con le nostre barriere diventa in realtà così difficile. La paura di essere abbandonati,di soffrire,la mancanza di fiducia,blocca nostro aprirsi il cuore; rimaniamo come spettatori nella nostra vita sognando del amore,senza fare neanche un passo davanti per imparare amare, rimaniamo con la nostra scelta nelle nostre gabbie. Ma amore esiste, non solo nelle favole,ma esiste nella vita. Basta amare senza nessun condizioni.

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  11. ema

    L’Amore – è anteriore alla Vita –
    Posteriore – alla Morte –
    Radice della Creazione, ed
    Esponente della Terra –

    E. Dickinson

    ….pero’ l’esempio e’ fondamentale.

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  12. pam

    Può anche accadere di avere catene o muri di cui nemmeno siamo consapevoli. Spesso è uno sguardo altro e Altro a entrare nelle righe della parabola della nostra vita. Se si cammina insieme fino in fondo.

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