
Nell’antichità si pensava che la donna fosse un maschio incompleto, menomato: non le era cresciuto il pene, non le si erano sviluppati i muscoli, non le erano spuntati i peli, e via sottraendo. L’uomo, l’essere completo, le era in tutto superiore e ciò gli dava senz’altro il diritto di dominarla. Il dominio sull’altro – più debole – allora era la prassi. Si giustificava, così, anche la pratica della pederastia: l’uomo maturo poteva, in cambio della trasmissione della sua esperienza e delle sue competenze, godere dei favori sessuali dell’adolescente, il quale, come sopra, difettava nei muscoli, nei peli e via menomando.
Il problema della violenza sulle donne si inscrive in questo quadro antico come il mondo. Nel 1994 uscì un libro dal titolo significativo: O si domina o si è dominati. Una sintesi perfetta del male ancestrale, della legge della giungla che ancora oggi, sotto una leggera patina di cosiddetta civiltà, costituisce il tessuto delle relazioni umane.
La soluzione l’ha offerta Gesù di Nazaret duemila anni or sono: si chiama fraternità, senza la quale la libertà diventa arbitrio del più forte e l’uguaglianza si traduce in dittatura. Le donne sono le vittime predestinate della pseudo cultura barbarica: è arrivato il momento di cambiare direzione. In ebraico questo movimento contrario si definisce shub: quando il pastore si accorge che non sta andando verso l’oasi, e che dunque il gregge rischia di morire, inverte la marcia, fa una conversione (la metanoia greca), e comincia a prendere la strada giusta. Non bastano le leggi, ci vuole un cambio di mentalità. Bisogna uscire dall’età della pietra.

Parole sacrosante, don Fabrizio! Grazie
Giorgina
L’ha ribloggato su Semplicemente Stella Mariae ha commentato:
Si hai ragione, che dici prima o poi accadrà?
Grazie per aver ancora espresso un parere dalla parte delle donne, anzi dei più deboli fisicamente e in favore di fraternità, uguaglianza e libertà, come dici tu ci vorrebbe che il cuore di pietra diventasse di carne e Gesù insegna come ma se non si lascia aperta la porta è difficile. Sembra che questa pietra non voglia proprio rotolare.Scrivi qui i tuoi pensieri… (opzionale)
Soltanto una parola: Grazie!
Sul mio blog ho pubblicato l’opera “La morte rosa” contro il femminicidio, esposta in due eventi in Ciociaria tra il 23 e il 24 novembre. Spero ti piaccia!
E‘ come se l’homo sapiens che ora siamo, così potente in cultura e tecnologie, ma tanto vincolato al proprio „cervello arcaico“, sia chiamato ad una mutazione, un salto evolutivo di qualità per connettersi e svelare la sfera più profonda dell’armonia spirituale.
Gesù ci lascia un’ omelìa lunga secoli: „Amerai il prossimo tuo come te stesso“, per imparare a scavare in noi, e trovare nel profondo dello specchiarsi con l’altro, una fratellanza che è altro anche dal buonismo e da certo pietismo che non porta ali a chi già si sente in situazione di debolezza.
Grazie, Don, di essere, anche in questa occasione, profeta, „corriere del cielo“.
Caro Fabry, niente da aggiungere all’articolo, perfetto, come sempre .
Vado invece all’immagine che hai postato , della “Gioconda”, per il quale a suo tempo scrissi un lungo articolo pubblicato su Espresso Sud, tutto incentrato appunto su quel sorriso misterioso. Rievocando la storica trasferta della “Gioconda” , da Parigi a Tokio, nel 1974, con moltissimi giapponesi che passarono la notte sui marciapiedi per avere accesso tra i primi al fanum dove li aspettava ” col sorriso alzato, la crudele Lisa”, sottolinei quanto i miti, anche nell’arte (grazie a Dio) , possono far delirare le folle . Furono circa cento milioni , i giapponesi, muniti do una o più macchine fotografiche con rullo vergine , che si misero in fila per godersi ” dieci secondi d’immersione nel sorriso più gelato della pittura, più mercuriale del mare di Minamata. Era per loro – scrisse Ceronetti – come bere una cesellata tazzina di cicuta. Con quell’ambiguo sorriso dipinto, sapientemente svuotato di umano, molto più simile al sorriso della immagini visnuite e shivaite indiane che a quelle di una donna dell’occidente , con quel sorriso che è una trappola aperta sembrava che la Gioconda dicesse: “Sorrido perché so di potervi fare male”. Ed è forse questa la ragione di molti sorrisi, concludeva Ceronetti. Poi si venne a sapere che in realtà Leonardo quando dipinse Monna Lisa per la prima volta , non l’aveva fatta per nulla sorridente, anzi, era addirittura seriosa. Ma questa è un’altra storia che racconterò magari in seguito.
Un abbraccio
Augusto
“Donne, riconciliate gli uomini con la vita. ”
Papa Paolo VI
Una donna ferita non puo’ farlo.
Un cuore, come il tuo, che si mette sempre dalla parte degli ultimi, è un cuore che somiglia
tanto a quello di Cristo.
Grazie, d. Fabrizio.
Ti ringrazio anche io, dover parlare ancora oggi di questo! E’ una pietra che si alza solo con l’aiuto di Dio.
“Non bastano le leggi, ci vuole un cambio di mentalità: fraternità e coraggio”
grazie ancora d. Fabrizio ci dai sempre una speranza per combattere.
ernestina.
Quando manca il coraggio la fragilità sfocia nel silenzio e il silenzio permette che la dignità muoia. Così le bestie se la cavano, continuando a vivere serene la loro vita dopo averla distrutta a tante donne – e minori – che, per vari motivi, non hanno avuto la forza di denunciare i fatti – quando addirittura non si affonda nell’estremo. Tacere davanti a tali scempi è continuare ad offendere le vittime di queste brutalità; sarebbe interessante, ad esempio,come suggerito da un medico-sessuologo di cui non ricordo il nome, sensibilizzare genitori, ragazzi e insegnanti con un’azione preventiva, attraverso scuole, media e quant’altro, proprio per cercare di sradicare quella mentalità maschilista residente in molti uomini che, per motivi di istruzione o altro, l’hanno assimilata nel corso della vita. Anche questo, a mio avviso, può essere un piccolo passo verso la fraternità, elemento essenziale per far rifiorire rispetto e sensibilità umana, lo stimolo per un cambio di mentalità che ci indichi la strada giusta per riscoprire un cuore aperto capace di fare spazio al coraggio dell’Amore.
L’ha ribloggato su Poesiaeprosa.
o si domina o si è dominati ……la fraternità è la salvezza…