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da qui
Era una notte come tante altre, nel mese di novembre.
Un’ ansia sottile cominciava a serpeggiare in tutto il corpo, fino a stringere la gola, sempre più.
Era una notte d’angoscia, come le chiamava lui, il prete che di recente avevo scelto come guida per dipanare la matassa aggrovigliata di cui non ritrovavo il bandolo.
Mi giravo e rigiravo dentro il letto: credo fosse un sogno.
Una voce chiara mi disse: non temere, ho un Progetto su di te, a cui tengo tantissimo; nulla di quel che ti capita è casuale.
Mi chiedeva di offrire qualunque sofferenza per la sua riuscita.
Mentre parlava, il nodo alla gola si scioglieva, l’ansia si allentava, ero serena.

Commento in attesa delle gioie del Progetto…
“Quanti cristi inchiodati a una sedia o a un letto la gente scavalca, per inchinarsi a un cristo di legno. Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno. Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro.”
Stefano Benni
Una notte come tante altre, che rappresenta l’inizio di una storia diversa da tutte le altre.
Se tutto fosse in queste righe iniziali, però, sorgerebbero allora molte domande.
Per esempio, mi chiedo come poter equilibrare una bilancia su cui siano posti, da un lato, il bisogno di lenire anche solo un po’ l’angoscia, di sciogliere un minimo dell’ansia dell’esistenza e, sul piatto opposto, tutta te stessa e la certezza di tutte le sofferenze che ne ricaverai. Una scelta così, la accetta solo una tossicodipendente, disposta a tutto pur di non vedersi negata la dose, oppure la commerciante sul lastrico, sul punto di rivolgersi allo strozzino.
E poi; il punto di partenza per giungere ad ascoltare la propria coscienza può essere solo un grande travaglio interiore, senza il quale difficilmente saremmo in grado di percepire alcuna voce interiore?
Ma ciò che davvero mi atterrisce – perché da tempo non mi accade – è l’elemento che più sembra indispensabile per iniziare questo percorso: la capacità di saper di notte sognare.
Se tutto fosse in queste righe iniziali.
Un breve fraseggio queste righe, un cogliere l’intimo progetto divino. Dio, immobile riviera sulla faticosa risacca del tempo, è inaccessibile luce, splendida oscurità, la vita: desiderio inconscio della sua pienezza, mentre Lui segretamente, celeste Amore, si immedesima al nostro respiro e: “compone nel tempo solare/ il poema che dentro conchiude/ di vive sillabe come/ anima d’oceani conchiglia”.
Mentre parlava, il nodo alla gola si scioglieva, l’ansia si allentava, ero serena.
Accogliere il Progetto e’ entrare nella Grazia che dona la vera gioia.
“Mi chiedeva di offrire qualunque sofferenza per la sua riuscita.”
Accogliere la sofferenza è una via faticosa, ma solo Dio sa cose vuole per noi!
Aiutaci a capirti o Dio, tu che tutto puoi, per ritrovare la serenità!
ernestina.
IMMACOLATA CONCEZIONE
Maria, amata,
ricolmata di Spirito Santo,
primizia della redenzione,
Bellissima.
Il libro che si comincia con annuncio: sei stato scelto,ho un Progetto con te, qualsiasi cosa si succede è ruolo che devi affrontare con il coraggio e fede, qualsiasi cosa si succede devi andare avanti e lo Spirito che guiderà.
E’ bello però anche spaventoso,spaventoso perché io avevo sempre la paura di soffrire,e questo che mi fa paura, però penso che se ogni tanto si ricorderemo che anche la sofferenza ha un senso nel ruolo della vita, forse sarebbe più facile sopportarla e affrontare ostacoli quotidiani.
Non può essere rinuncia quando l’amore supera ogni confine. La gioia traspare
Accettare la croce è l’unica via per vedere ogni cosa con occhi di luce, con gli occhi del cuore.
Nel messaggio a Mirjana del 2 dicembre Maria chiede questo, accettare la croce. E accettare la croce è accettare il Progetto, c’è un fine più grande che rende ogni sacrificio un’offerta, ogni dolore una gioia ma per poter vedere la luce, sulla croce bisogna salirci, dall’alto è tutta un’altra cosa e ogni cosa impossibile diventa possibile, per amore di Cristo ricevuto e dato tutto è gioia, i nodi si sciolgono, non c’è pace se non c’è pace nel cuore e la pace del cuore bisogna trovarla sciogliendo i nodi, l’ansia si allenta e la serenità arriva.
Mi chiedeva di offrire qualunque sofferenza per la sua riuscita
Un’offerta quanto mai necessaria, anzi un’occasione, perché la nostra voglia di non perdere la gioia e la disponibilità, è anche il bene di chi ci è intorno.
http://youtu.be/s5wHW982wfg